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UIL FP SANITÀ TRENTINO * CASE E OSPEDALI DI COMUNITÀ: VARAGONE, «SENZA PERSONALE ADEGUATO LA RIFORMA TERRITORIALE RISCHIA DI FALLIRE»

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17.54 - lunedì 30 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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UIL FP Sanità Trentino: senza personale adeguato, la riforma territoriale rischia di fallire. Giuseppe Varagone. Segretario Generale della UIL FP Sanità del Trentino esprime forte preoccupazione rispetto all’attuale fase di attuazione della riforma dell’assistenza territoriale, che sta interessando in maniera significativa l’organizzazione dei servizi sanitari provinciali.

La Provincia autonoma di Trento, in coerenza con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e attraverso l’impiego delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha definito una strategia chiara per il potenziamento della sanità territoriale, recependo le linee guida previste dal DM 77/2022. Tale percorso prevede la realizzazione e l’attivazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, strutture fondamentali per garantire una presa in carico integrata e precoce dei bisogni sanitari e socio-assistenziali della popolazione.

Si tratta di un cambiamento strutturale importante, che mira a ridurre il ricorso improprio all’ospedale, evitando ricoveri non necessari e migliorando la qualità complessiva dell’assistenza, soprattutto per le persone fragili, croniche e anziane. Un modello che, se adeguatamente sostenuto, può rappresentare un salto di qualità per il sistema sanitario pubblico.

All’interno di queste nuove strutture è prevista la presenza di équipe multiprofessionali, composte da medici, infermieri di famiglia e di comunità, psicologi, assistenti sociali, assistenti sanitarie, ostetriche di famiglia, fisioterapisti e altri professionisti sanitari. Un approccio integrato che pone al centro la prevenzione, la continuità assistenziale e la prossimità delle cure.
Tuttavia, accanto a questo disegno condivisibile, emergono criticità estremamente rilevanti che rischiano di comprometterne la piena realizzazione.

Il principale nodo irrisolto riguarda la grave carenza di personale, con particolare riferimento alla componente medica ed infermieristica, ma più in generale a tutte le professioni. Le attuali attivazioni delle Case della Comunità sono infatti avvenute a “isorisorse”, senza un parallelo e necessario incremento degli organici.

Questa situazione rischia di tradursi in un aumento insostenibile dei carichi di lavoro per il personale già in servizio, con conseguenze negative sia sulla qualità dell’assistenza sia sul benessere organizzativo dei lavoratori. Il pericolo concreto è quello di spostare attività dall’ospedale al territorio senza fornire le risorse umane indispensabili per sostenerle.
Per questo motivo, la UIL FP Sanità del Trentino ha formalmente richiesto all’Azienda sanitaria l’apertura di un confronto strutturato e continuo con le organizzazioni sindacali, finalizzato a condividere le scelte organizzative, ridefinire i carichi di lavoro e garantire condizioni operative sostenibili.

Riteniamo imprescindibile che i professionisti vengano pienamente coinvolti nei processi decisionali e organizzativi, valorizzando le loro competenze e riconoscendo il ruolo centrale che svolgono nel sistema sanitario. Senza il loro contributo attivo e consapevole, qualsiasi riforma rischia di rimanere incompleta o inefficace.

È inoltre necessario evidenziare come, a fronte degli ingenti investimenti economici destinati alla costruzione e alla ristrutturazione delle nuove strutture – per un valore complessivo di diversi milioni di euro – non si stia registrando un analogo impegno sul fronte delle risorse umane. Le infrastrutture, da sole, non sono sufficienti: servono professionisti qualificati, motivati e adeguatamente retribuiti.

In questo contesto, assume particolare rilevanza l’imminente fase di assestamento di bilancio prevista per il mese di aprile. La UIL FP Sanità ha già richiesto alla Giunta provinciale lo stanziamento di ulteriori risorse economiche, con l’obiettivo di proseguire il percorso di armonizzazione contrattuale con il restante personale provinciale, avviato con l’ultimo rinnovo, e di rafforzare le politiche di valorizzazione delle competenze sanitarie.

Un ulteriore elemento di forte criticità riguarda l’organizzazione dell’assistenza territoriale, che in molti casi costringe il personale a utilizzare il proprio mezzo privato per raggiungere i diversi ambiti di intervento. Una condizione non più accettabile, che espone i lavoratori a costi e disagi non giustificabili e che necessita di soluzioni strutturali e immediate.
Parallelamente, riteniamo prioritario mettere in campo tutte le azioni necessarie per contrastare la fuga di professionisti e favorire il rientro di medici e sanitari che hanno scelto di lavorare in altre realtà, sia in Italia che all’estero. Questo obiettivo può essere raggiunto solo attraverso un deciso miglioramento delle condizioni lavorative, economiche e sociali offerte dal sistema sanitario provinciale.

Infine, esprimiamo forte preoccupazione per quella che appare come una scarsa attenzione, da parte della dirigenza aziendale, nei confronti della reale valorizzazione del personale. Un sistema sanitario efficiente non può prescindere dal riconoscimento del valore dei propri professionisti: investire sulle persone non è un’opzione, ma una necessità.
La UIL FP Sanità del Trentino ribadisce la propria disponibilità al confronto, ma sottolinea con fermezza che senza un intervento concreto e tempestivo sul fronte del personale, il rischio è quello di compromettere un progetto ambizioso e strategico per il futuro della sanità pubblica.

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Segretario Generale UIL FP Sanita del Trentino
Giuseppe Varagone

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