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TRENTINO MARKETING * TERRE ALTE: «DALLE DOLOMITI DI BRENTA ALLE PALE DI SAN MARTINO, L’ESTATE PRENDE QUOTA TRA FERRATE E RIFUGI»

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18.58 - giovedì 25 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Trekking e grandi itinerari per vivere l’alta quota trentina. Dalle Dolomiti di Brenta alle Pale di San Martino: l’estate in Trentino prende quota tra valli, ferrate e rifugi.

Fra le cinquanta vallate della Via delle Valli e le grandi traversate in quota, il Trentino si affaccia all’estate 2026 con un mix di certezze consolidate e proposte significative nel mondo delle terre alte. Tra i segnali più forti della stagione ci sono la centralità ormai assodata della Via delle Bocchette e la riapertura di un punto di riferimento storico come il Rifugio Tosa Pedrotti. Un’offerta pensata per chi vuole vivere la montagna in cammino, tra rifugi, ferrate e trekking di uno o più giorni.

C’è una soglia, in Trentino, oltre la quale l’estate cambia tono. È il punto in cui il bosco si dirada, il sentiero prende slancio e il paesaggio si fa più essenziale: roccia, luce, silenzio, distanza. È qui che iniziano le cosiddette terre alte, che rappresentano ben più di un semplice sfondo. Sono un’esperienza profonda, fatta di cammini lunghi, rifugi, ferrate e traversate spettacolari. Nell’estate 2026, questo racconto si presenta con una proposta ampia e variegata, con diverse suggestioni e una rete di servizi che accompagna il viaggio in montagna con continuità.

La geografia del cammino: la Via delle Valli

Un ingresso privilegiato in alta quota passa dalla Via delle Valli, il progetto che mette in relazione cinquanta vallate alpine, con altrettante possibili vie diverse, in un territorio che va dalle Dolomiti di Brenta ai ghiacciai dell’Adamello. Più che a un itinerario, ci si trova quindi di fronte a una trama di percorsi: valli note e tratti meno battuti, escursioni di giornata e cammini da costruire nel tempo, seguendo il proprio passo e la propria idea di montagna. È una proposta che allarga lo sguardo nello spazio e lascia al viaggiatore la libertà di comporre la propria esperienza personale.
Nel 2026 il progetto si evolve con l’ingresso di Valle del Fridolin, Val Sorino e Val di Nardis. È un passaggio che conferma il carattere vivo della Via delle Valli e la sua capacità di cambiare nel tempo, mantenendo equilibrio tra attrattività, fruizione e qualità dell’esperienza. Anche per questo si conferma come uno dei simboli più iconici dell’estate nell’area compresa tra le Dolomiti di Brenta e il Lago d’Idro.

Quando la quota diventa esperienza

Nell’area di Madonna di Campiglio, l’estate in quota si concentra anche nelle Outdoor Weeks, in programma dal 18 giugno al 3 luglio e dal 30 agosto al 20 settembre 2026 e caratterizzate da eventi ed esperienze imperdibili. In queste settimane la montagna diventa ancora più accessibile grazie alla Dolomeet PASSion, che arricchisce la vacanza con attività extra e appuntamenti pensati per vivere il territorio in modo attivo: tour guidati in e-bike, canyoning, vie ferrate, degustazioni e aperitivi al tramonto. Per accedere ai contenuti aggiuntivi delle Outdoor Weeks, la Dolomeet PASSion può essere richiesta presso le strutture ricettive aderenti: viene consegnata direttamente a chi prenota un pacchetto vacanza con impianti di risalita inclusi. In alternativa, può essere attivata tramite l’app Mio Trentino trasformando la DoloMeet Guest Card che si riceve via e-mail dalla struttura.

La quota tecnica: il Brenta tra Bocchette e i suoi rifugi simbolo

La Via delle Bocchette rappresenta il volto più verticale e iconico delle Dolomiti di Brenta: un grande itinerario attrezzato di più giorni che attraversa il gruppo da nord a sud, collegando rifugi e vallate. All’interno di questo grande sistema d’alta quota rientra la Via Ferrata delle Bocchette Centrali, itinerario di alta quota che si sviluppa tra cenge e grandi pareti di roccia, in uno degli ambienti più spettacolari dell’intero gruppo. È un percorso destinato a escursionisti esperti, da affrontare con preparazione adeguata, attenzione ai tempi complessivi e piena consapevolezza delle condizioni del tracciato, soprattutto nelle prime fasi della stagione, per possibili residui di neve. L’itinerario si sviluppa sempre in quota, tra i 2.500 e i 2.800 metri, lungo cenge esposte e tratti attrezzati che richiedono esperienza, allenamento e adeguata attrezzatura da ferrata.

Rimanendo in zona, il 2026 segna anche il ritorno di uno dei luoghi-simbolo dell’alta quota trentina: il Rifugio Tosa Pedrotti, che dopo la chiusura per interventi di ristrutturazione riapre dal 20 giugno al 20 settembre, nella sua posizione strategica nei pressi della Bocca di Brenta. Una piena operatività ritrovata restituisce al Brenta uno dei suoi presidi storici e rafforza in modo concreto la stagione dell’alta montagna, riattivando uno degli snodi più emblematici dell’intero gruppo.
Il Tosa Pedrotti torna così a essere uno dei perni della solida rete di appoggi intorno al Brenta. A farne parte ci sono anche il Rifugio Alimonta, riferimento essenziale per chi affronta la Via delle Bocchette, con apertura prevista dal 20 giugno al 20 settembre, e il Rifugio Maria e Alberto ai Brentei, aperto nel medesimo periodo e nei successivi weekend. A questi si aggiungono il Rifugio F.F. Tuckett e Q. Sella, in apertura dal 20 giugno al 20 settembre, e il Rifugio Giorgio Graffer al Grostè, che invece resterà aperto tutto l’anno. Insieme, questi rifugi definiscono una vera infrastruttura capace di dare profondità a uno dei prodotti outdoor più forti del Trentino estivo.

I grandi trekking di più giorni

Le terre alte del Trentino si raccontano anche attraverso una costellazione di itinerari che invitano a restare in quota più a lungo, lasciando che il paesaggio si sveli tappa dopo tappa. I circuiti trekking nelle Dolomiti confermano il peso di questi prodotti nella proposta estiva 2026: percorsi che tengono insieme lentezza, rifugi, immersione nel paesaggio e capacità di attraversare ambienti molto diversi dentro una stessa idea di montagna.

Dolomiti di Brenta Trek

Tra gli itinerari più rappresentativi c’è il classico Dolomiti di Brenta Trek, il grande anello che abbraccia il gruppo dolomitico del Brenta in chiave escursionistica. L’intero trekking può essere suddiviso in 11 tappe più 7 varianti, le quali permettono di accorciare il tour o di evitare ferrate e sentieri tecnici. Il tempo minimo necessario per percorrerlo è di 6 giorni, ma ciascun escursionista può organizzare il proprio tour scegliendo da dove partire, quante tappe percorrere al giorno e se includere o meno la parte tecnicamente più impegnativa del giro. Con i suoi 96 chilometri e una quota media attorno ai 2.000 metri, il DBT si conferma una delle proposte più solide per chi cerca un’esperienza di montagna di ampio respiro, da costruire giorno dopo giorno tra sentieri, rifugi e grandi aperture panoramiche.

Alta Via del Granito

Più a est, l’Alta Via del Granito introduce un paesaggio completamente diverso. La traversata ad anello di tre giorni nel gruppo di Cima d’Asta – Cime di Rava, nella Catena del Lagorai, attraversa un ambiente segnato dal granito, dagli antichi percorsi militari e da una montagna intensa, fatta di materia, memoria e silenzio. È un elemento che amplia il racconto delle terre alte fuori dai grandi classici dolomitici, mostrando un Trentino ruvido, essenziale e di grande personalità.

Dolomiti Trek King

Spostandosi in Val di Fassa, il Dolomiti Trek King rappresenta un affascinante trekking di 6 tappe, dal Buffaure al Passo Costalunga, percorrendo itinerari di grande suggestione per l’ambiente alpino attraversato dalle tappe. L’itinerario si svolge lungo sentieri CAI-SAT ben segnalati, da qualsiasi punto è possibile scendere a valle e, grazie ai servizi navetta, agli impianti di risalita o ai mezzi pubblici locali, rientrare facilmente alla località di partenza. Il Dolomiti Trek King deve il suo nome al leggendario re Laurino, protagonista delle antiche leggende ladine ambientate tra queste montagne. Luoghi dove il camminare lento regala forti emozioni, percezioni e suoni di tempi ormai dimenticati, che appartengono a una dimensione lontana dal quotidiano, che si comprende davvero solo percorrendola in cammino passo dopo passo.

Pale di San Martino: Dolomiti Palaronda Trek

L’Altopiano delle Pale di San Martino appare come un misterioso tavolato di pietra sospeso ad oltre 2.500 metri d’altezza. I tour del Dolomiti Palaronda Trek permettono di percorrere questa suggestiva area e propongono esperienze da 3 a 8 giorni, su sentieri ben indicati, con pernottamento nell’accogliente atmosfera dei rifugi ai piedi delle cime dolomitiche. I percorsi si affrontano in autonomia, con adeguato allenamento ed equipaggiamento, oppure con l’accompagnamento di una Guida Alpina. Numerose le alternative, con o senza vie ferrate, e 5 rifugi coinvolti nel circuito: Rosetta, Pradidali, Mulaz, Velo della Madonna e Canali Treviso.

Tra queste figurano i Percorsi Palaronda Trek, senza vie ferrate. Il primo, il Dolomiti Palaronda Trek, si sviluppa in 4 giorni, 4 tappe e 3 rifugi, per 35,7 chilometri, con partenza da San Martino di Castrozza e passaggi al Rifugio Rosetta, al Rifugio Pradidali e al Rifugio Treviso. L’altra opzione è costituita dal Palaronda Trek Nord, anch’esso in 4 giorni, 4 tappe e 3 rifugi, percorre invece 49,6 chilometri sul versante nord delle Pale, con partenza dal Passo Rolle e passaggi in Val Venegia, al Rifugio Mulaz, al Rifugio Rosetta e al Rifugio Velo della Madonna.
Per chi cerca un’esperienza più tecnica, i percorsi Palaronda Ferrata propongono invece itinerari con tratti attrezzati e vie ferrate. Il Palaronda Ferrata Sud si sviluppa in 3 tappe e 2 rifugi, con 4 ferrate e passaggi tra Passo di Ball, Ferrata Nico Gusela, Ferrata del Velo, Rifugio Velo della Madonna, Rifugio Pradidali, Ferrata del Porton e Ferrata della Vecia. Il Palaronda Ferrata Nord prevede 4 tappe e 3 rifugi, con 4 ferrate, e include la Ferrata Bolver Lugli al Cimon della Pala, il Bivacco Fiamme Gialle, il Rifugio Rosetta, la Ferrata Nico Gusella, la Ferrata del Velo, il Rifugio Velo della Madonna, il Rifugio Pradidali e la Ferrata del Porton.

Tra le proposte più complete rientra il Palaronda Ferrata Classic, tour di 6 tappe, 2 ferrate e 5 rifugi, per 48,6 chilometri, che attraversa la Val di Roda e la Val Pradidali toccando il Rifugio Pradidali, il Rifugio Velo della Madonna, il Rifugio Treviso, il Rifugio Rosetta e il Rifugio Mulaz, lungo un percorso tecnico che include ferrate, sentieri attrezzati e il sentiero delle Farangole. Il Palaronda Ferrata 360 è infine la proposta più ampia: 67,9 chilometri, 8 tappe, 5 rifugi e 4 ferrate, per attraversare il massiccio delle Pale di San Martino lungo le principali direttrici attrezzate del gruppo.

Primiero Slow Tour

Sempre nell’area di Primiero, ma con un passo più morbido rispetto ai grandi itinerari d’alta quota, il Primiero Slow Tour aggiunge una proposta a mezza quota, pensata per chi vuole vivere il trekking di più giorni con tempi distesi e un contatto più ravvicinato con boschi, malghe, rifugi e paesaggi abitati. Il percorso si sviluppa ad anello in 5 tappe in 5 giorni, con partenza e arrivo a Fiera di Primiero, attraversando luoghi come la Val Canali, Passo Cereda, Caltena, il lago della Noana e i prati della Vederna, sempre con lo sfondo delle Pale di San Martino e le distese erbose delle Vette Feltrine. Prima della partenza è sempre consigliabile verificare lo stato aggiornato del percorso presso i riferimenti locali.

Translagorai

Per chi cerca un’esperienza più appartata, il Lagorai propone il percorso della Translagorai, lunga traversata che segue una dorsale severa e luminosa, tra laghetti alpini, pascoli alti e aperture panoramiche verso i grandi gruppi dolomitici orientali. È il contrappunto ideale ai prodotti più noti e frequentati: un’idea per chi desidera una montagna più essenziale, più silenziosa, più immersa nel paesaggio. Dal percorso, lo sguardo si perde verso l’orizzonte dei grandi gruppi dolomitici, come il Latemar, il Catinaccio, il Gruppo del Sella e le Pale di San Martino oltre all’imponente parete sud della Marmolada.

Dolomites Ronda

Il Dolomites Ronda è un progetto escursionistico a lunga distanza che permette di attraversare le Dolomiti a piedi con il supporto di servizi organizzati. Le proposte si articolano in 2 itinerari di 5 tappe. Tra questi, il Dolomites Ronda 2 parte e arriva a Predazzo e attraversa anche il territorio di San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, con 3 tappe immerse tra la catena porfirica del Lagorai e le Pale di San Martino. Ogni giorno è possibile scegliere tra un percorso facile, uno impegnativo e una variante alpina. Il pacchetto comprende la prenotazione degli alloggi, i trasferimenti previsti, il trasporto bagagli da una struttura all’altra, il pass per gli impianti di risalita, l’app GPS con descrizione dei percorsi, materiale cartografico e assistenza telefonica 24 ore su 24.

L’eredità alpinistica delle Aquile di San Martino e Primiero: l’alta quota tra passato e presente

Nel 2026 Primiero e San Martino di Castrozza ricordano una pagina importante dell’alpinismo trentino: il cinquantesimo anniversario della spedizione delle Aquile di San Martino e Primiero sul Dhaulagiri. Dopo la serata celebrativa del 16 maggio all’Auditorium Intercomunale di Primiero, la ricorrenza continua a riemergere anche nel racconto estivo del territorio: venerdì 14 agosto, nell’ambito della tradizionale Festa delle Guide a San Martino di Castrozza, è prevista in Piazzetta Sass Maor una mostra temporanea con fotografie e diapositive della spedizione. Il ricordo dell’impresa diventa così un’occasione per rileggere l’alta quota non soltanto come spazio di cammino, ma come luogo di cultura alpinistica, trasmissione di saperi e memoria condivisa.

I cammini che uniscono quota e memoria

Dentro la proposta delle terre alte trova spazio naturale anche il Sentiero della Pace, che in Trentino si sviluppa per 495 chilometri lungo i luoghi del fronte della Prima guerra mondiale. È il cammino che più di altri riesce a tenere insieme quota, paesaggio e memoria, trasformando forti, trincee, strade militari e ambienti alpini in un’esperienza di viaggio lenta e profondamente territoriale.

In Vallagarina, dove la Grande Guerra ha lasciato tracce profonde tra montagne e vallate, il cammino diventa un viaggio nella memoria. Qui luoghi e percorsi raccontano il primo conflitto mondiale attraverso forti, gallerie, trincee, fili spinati, crateri e caserme, in un territorio segnato da una lunga guerra di posizione. La mappa ufficiale della Grande Guerra in Vallagarina raccoglie 28 luoghi e percorsi, collegati da una rete di sentieri che si intreccia con il Sentiero della Pace: dalle brevi passeggiate alle escursioni più impegnative, si va alla scoperta di trincee, fortificazioni, strade, monumenti e cimiteri militari, molti dei quali recuperati e valorizzati con segnaletica, pannelli descrittivi e audioguida gratuita.
Tra i luoghi più emblematici ci sono il Monte Zugna, con il Trincerone, il Parco della Pace, resti di trincee, camminamenti, osservatori, postazioni e cimiteri di guerra, e il Monte Baldo, dove il Sentiero della Pace attraversa le linee italiane tra Monte Altissimo, Monte Vignola e Corno della Paura. Qui il paesaggio conserva tracce di manufatti militari, gallerie, caserme, postazioni d’artiglieria e antiche vie di accesso, restituendo al cammino una forte dimensione storica e territoriale.

Ospitalità e strumenti per chi sceglie il cammino

A supporto dell’esperienza turistica, si aggiunge un’offerta di ospitalità specializzata. I Dolomiti Walking Hotel sono un gruppo di 10 hotel in Trentino, situati in località strategiche per partire alla scoperta di Val di Fassa, Val di Non, Val di Sole e Madonna di Campiglio, che mettono a disposizione servizi dedicati come assistenza nella scelta degli itinerari, attrezzatura per l’escursione, materiali informativi e proposte di camminate di gruppo.

APP Mio Trentino

Anche gli strumenti digitali hanno il loro peso. L’app ufficiale Mio Trentino mette a disposizione informazioni aggiornate su attività, aperture, eventi e servizi, e integra funzioni utili per la mobilità e per l’utilizzo della Trentino Guest Card, che consente di accedere a servizi, musei, attrazioni e trasporti pubblici durante il soggiorno.

Prudenza in montagna

Nelle terre alte, la libertà del cammino resta inseparabile dalla preparazione. È sempre importante valutare con attenzione difficoltà, tempi, dislivelli e condizioni del percorso, e scegliere il supporto di una Guida Alpina o di un Accompagnatore di Media Montagna quando l’itinerario richiede esperienza tecnica o quando si è alle prime armi. Prima della partenza, contattare rifugi e riferimenti locali resta una buona pratica fondamentale per verificare meteo, percorribilità e condizioni aggiornate dell’ambiente in quota.

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