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TRE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE * GRANDI CARNIVORI: «AVVELENAMENTO DI QUATTRO LUPI A LEVICO TERME, UN ANNO DOPO ANCORA NESSUNA RISPOSTA»

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17.49 - sabato 31 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Avvelenamento di quattro lupi a Levico Terme: un anno dopo, ancora nessuna risposta.
A un anno esatto dall’avvelenamento di quattro lupi nel territorio di Levico Terme, le Associazioni ambientaliste WWF Trentino-Alto Adige/Südtirol ODV, ENPA del Trentino sezione di Rovereto e Io non ho paura del lupo APS evidenziano l’assenza totale di informazioni ufficiali sull’andamento delle indagini e chiedono alle autorità competenti piena trasparenza su un caso che aveva avuto – doverosamente – un’ampia risonanza mediatica, in Italia, ma anche a livello internazionale.

L’episodio, avvenuto il 30 gennaio 2025, aveva rappresentato uno degli atti di bracconaggio più gravi degli ultimi anni in Trentino. Tuttavia, a dodici mesi di distanza, non è stata resa nota alcuna comunicazione ufficiale sull’esito degli accertamenti, sullo stato del procedimento giudiziario o sull’individuazione di eventuali responsabilità.

«L’avvelenamento della fauna selvatica non è soltanto un reato ambientale: è un pericolo concreto per l’intero ecosistema e per la sicurezza pubblica», dichiarano le Associazioni firmatarie. «I bocconi avvelenati non fanno distinzioni e colpiscono indiscriminatamente animali selvatici e domestici, come purtroppo dimostra la cronaca. Si tratta di una pratica criminale che deve essere contrastata con la massima determinazione e a qualsiasi livello.»

«Dopo un anno, il silenzio e l’assenza di informazioni sull’esito delle indagini rappresentano un segnale allarmante. Per questo rivolgiamo un appello alle autorità competenti e alla magistratura per avere risposte. È necessario fare piena luce su quanto accaduto, individuare i responsabili e comunicare pubblicamente gli sviluppi.»

Il caso di Levico Terme non è un episodio isolato: l’ombra del bracconaggio potrebbe essere presente anche nel caso dei due orsi rinvenuti morti nel comune di Caldes durante gli scorsi mesi, ma anche qui non esistono notizie ufficiali che aiutino a fare chiarezza.

Le Associazioni ribadiscono la necessità di interventi concreti e tempestivi: servono indagini celeri e coordinate tra le forze dell’ordine competenti, una comunicazione pubblica trasparente sugli sviluppi dei procedimenti e il rafforzamento dei controlli sul territorio nel contrasto ai crimini contro la fauna.

«Chiediamo ancora una volta che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto a Levico Terme», concludono le Associazioni. «Non si tratta di una rivendicazione polemica, ma di una questione di legalità e di tutela della biodiversità, un patrimonio per l’intera comunità trentina: la convivenza con i grandi carnivori non può essere gestita da chi compie atti criminali».

Comunicato a firma delle Associazioni WWF Trentino-Alto Adige/Südtirol ODV, ENPA del Trentino sezione di Rovereto e Io non ho paura del lupo APS.

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Foto: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento

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