(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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SMI Trentino prende atto che né Provincia né Asuit sono sufficientemente attrattivi per allettare i medici a ruolo unico che avrebbero dovuto riempire le Case di Comunità del Trentino.
D’altra parte, come si può pensare di essere attrattivi riempiendo di migliaia di euro chi sta già bene a casa sua, vicino alla famiglia e con ambulatori gratuiti, lasciando all’asciutto quelli che qui lavorano da oltre vent’anni e hanno portato la croce per tutto il periodo del Covid, senza ricevere alcuna soddisfazione successiva?
Come dovremmo spiegare che nell’atto aziendale manca ancora tutta la parte riferita al territorio, compreso il dipartimento della medicina generale?
Come dovremmo altrimenti spiegare che nella Casa di Comunità di Trento Sud, attualmente, Asuit non riesce a contenere neppure i medici che ne facciano richiesta, a cominciare dai tre Referenti come da accordo? Come dovremmo altrimenti spiegare che il Regolamento di AFT non viene onorato in alcuna parte dai nuovi medici a ruolo unico che si inseriscono dall’anno scorso e che, al contrario, dai Distretti viene loro permesso di organizzarsi anche senza referente?
Come dovremmo altrimenti spiegare che nessuna AFT ha tutti i medici collegati in rete, visto che Asuit è ancora alle prese con i software che non collegano i medici alle cartelle cliniche dell’intera AFT? Come dovremmo altrimenti spiegare che i progetti comprendenti, da gennaio 2026, i device per le indennità, sono a fine aprile 2026 al palo, e l’appalto per avere la strumentazione non è ancora partito?
Come dovremmo spiegare ai medici delle attuali AFT che, laddove arriveranno i 6 colleghi studenti-lavoratori che studiano ancora per tre anni a Trento presso la scuola, ma che riceveranno in dote, per concorso, fino a mille cittadini, dovranno sobbarcarsi un giorno alla settimana? Costoro, infatti — studenti-lavoratori — devono studiare in aula e non possono lavorare neppure come liberi professionisti con le certificazioni. Tenuto anche presente che, quando fanno i tirocini, i loro pazienti non li vedranno per settimane intere e saranno a carico di altrettanti medici già oberati da 1.800 pazienti l’uno.
Come dovremmo spiegare che prima ci hanno tolto dalla busta paga i soldi che erroneamente l’amministrazione aveva inserito nei nostri cedolini negli ultimi dieci anni; poi non ci permettono, secondo legge, di vedere i nostri stipendi — in barba alla trasparenza — prima del bonifico; e poi, quando bonificano, non si accorgono di averci dato metà delle indennità dei progetti annuali che dovevano essere erogate questo mese?
Come dovremmo spiegare che, a fronte di un accordo nazionale e di uno provinciale, per riempire le Case di Comunità di medici di suo gradimento, Asuit sta cercando di convincere i giovani che già lavorano a tempo determinato nelle nostre AFT, nelle vicinanze, ad abbandonarci per andare a lavorare con ore diurne — non contrattualizzate secondo accordo —, solo di giorno, non nei fine settimana né a domicilio, nelle stesse Case di Comunità centripete?
Come dovremmo spiegare tutto ciò a centomila cittadini che da qui a poco più di un mese si ritroveranno senza medico di fiducia, inviperiti con l’unica figura su cui possono abbattere la loro rabbia: noi?
La risposta sono solo cinque medici a ruolo unico su 63 zone carenti, e sette formandi su 65 della Scuola di Formazione.
Di tutto ciò non ci sentiamo di ringraziare due sindacati minoritari che si sono auto-intestati, nell’ultimo accordo, tutto quello che il sindacato di maggioranza assoluta, SMI Trentino, aveva previsto e che ad oggi è stato disatteso.
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Dr. Nicola Paoli
Segretario SMI Trentino
