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PRO LOCO * TRENTO- “IL PATRIMONIO CHE VIVE”: «DUE GIORNI DI CONFRONTI, PER METTERE AL CENTRO I PATRIMONI CULTURALI IMMATERIALI ED IL RUOLO DELLE COMUNITÀ»

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16.15 - domenica 16 novembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Patrimoni culturali immateriali: beni vulnerabili e preziosi. Ma le comunità posso fare molto per mantenerli vivi E’ quello che emerge dai due giorni di dibattiti proposti dall’evento “Il patrimonio che vive”, che ha messo sotto la lente di ingrandimento la vasta gamma di patrimoni culturali locali portati avanti dalle comunità e dalle Pro Loco.

Giornata conclusiva oggi per l’evento “Il patrimonio che vive”, organizzato da Federazione trentina Pro Loco e Fondazione Pro Loco Italia, che ha proposto un weekend di riflessioni sul tema dei patrimoni culturali immateriali , cioè quel vasto insieme di espressioni della cultura locale (tradizioni, saperi, lingue locali…) che sono portati avanti dalle comunità. Nei vari interventi i patrimoni sono stati osservati sotto diversi punti di vista, con l’obiettivo di metterne a fuoco specificità e portato culturale.
Circa 150 i partecipanti che tra ieri ed oggi hanno assistito ai talk : molte le Pro Loco, ma anche Fondazioni, realtà universitarie, associazioni culturali ed appassionati.

I RELATORI
Dopo la giornata di ieri al Castello del Buonconsiglio (che ha visto la partecipazione di esperti del campo della museologia dei patrimoni – Leandro Ventura, dell’etnografia – Irene Fratton dell’Istituto Mocheno, dell’antropologia – Nicola Martellozzo, ma anche afferenti all’ambito giuridico e fiscale – Gabriele Sepio, e poi Vincenzo Santoro di ANCI e la conduttrice Adriana Volpe), oggi il focus è stato sul tema del ruolo delle Pro Loco nella valorizzazione dei patrimoni. A parlarne sono stati il direttore del METS Museo Etnografico Trentino, Armando Tomasi, ed il direttore e la ricercatrice di Federazione trentina Pro Loco, Ivo Povinelli e Chiara Dallapè.

LE DICHIARAZIONI
Monica Viola, presidente Federazione trentina Pro Loco: “Oggi la nostra attenzione è per le Pro Loco, in più di 50 hanno accolto il nostro invito a partecipare a questo momento di approfondimento per fermarsi, sviluppare un pensiero, fare cultura e creare consapevolezza di quello che si fa. La partecipazione numerosa delle Pro Loco sia nella giornata di ieri che, soprattutto, in quella di oggi, ci confermano che le Pro Loco sono già sensibili a questo tema, e questo ci dà grande soddisfazione.”

Antonino La Spina, presidente di Fondazione Pro Loco Italia “Il Patrimonio che vive organizzato a Trento è stato un momento proficuo di confronto con istituzioni, aziende e soprattutto un modo per raccontare e valorizzare ancora una volta il grande lavoro che le Pro Loco fanno sui territori. L’evento è stato l’occasione anche per fare il punto sui risultati fino ad ora ottenuti con il Censimento del Patrimonio Culturale Immateriale e il portale Radici Culturali che ad oggi ha raggiunto la soglia di oltre 30 mila elementi censiti. Un lavoro senza fine che cresce grazie al contributo delle Pro Loco e che rappresenta il progetto di punta della Fondazione Pro Loco Italia.”

Elisabetta Bozzarelli, vicesindaca Comune di Trento: “E’ un piacere per l’amministrazione comunale avere nel palazzo di rappresentanza del Comune le Pro Loco trentine e la Fondazione Pro Loco, soggetti che sono connotati da un aspetto fondamentale: la capacità di fare comunità. E il valore dei patrimoni culturali immateriali a mio modo di vedere è proprio questo: tengono saldi i legami, uniscono generazioni diverse, non sono importanti tanto per le loro ricadute economiche, ma soprattutto per i positivi effetti sociali e relazionali che generano.”

Armando Tomasi, direttore METS Museo Etnografico Trentini: “Alla Federazione ci unisce non solo una comunità di intenti e tematiche trattate, ma anche un accordo programmatico che ha fin da subito dato il via ad azioni concrete di collaborazione tra il museo e le pro loco trentine. Penso che essere qui oggi sia significativo di come si voglia fare un lavoro quanto più possibile serio e scientifico sul tema dei patrimoni.”

 

IL QUADRO CHE E’ EMERSO
La prima riflessione che emersa dalle due giornate è come il valore dei Patrimoni Culturali Immateriali risieda principalmente nella loro capacità di generare socialità, di tenere unite le comunità, di alimentare legami tra le persone e tra le generazioni.

Un altro aspetto che è emerso è la fragilità di questi patrimoni, spesso dati per scontati dalle stesse comunità. Una condizione di vulnerabilità che rende necessaria un’azione programmatica di educazione e formazione: sono per questo di particolare importanza momenti di approfondimento scientifico, di discussione e di creazione di cultura intorno a questi temi, al fine di sensibilizzare sia le persone direttamente coinvolte in tradizioni locali, sia il pubblico più ampio. Vanno letti in quest’ottica sia l’evento di questo fine settimana, che la Fondazione intende prendere come capofila per un programma articolato di incontri su tutto il territorio nazionale, sia il Censimento del Patrimonio Culturale immateriale, che la Fondazione realizza attraverso il sito radiciculturali.it , e che ad oggi conta più di 22.000 patrimoni censiti.

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