(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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IL PATT: CHI SMINUISCE CLARA MARCHETTO OFFENDE LA STORIA DELL’AUTONOMIA TRENTINA
Il Partito Autonomista Trentino Tirolese, per voce del Segretario politico Simone Marchiori e della Capogruppo Maria Bosin, esprime profonda indignazione per le posizioni espresse da Francesca Gerosa (Fratelli d’Italia) su Clara Marchetto e sulla mozione che mirava a riabilitarla da una storia ingiusta.
Le parole utilizzate per ridimensionare e relativizzare la figura di Marchetto rappresentano un fatto grave. Sminuire Clara Marchetto significa sminuire una delle esponenti più autorevoli dell’autonomismo trentino, una donna che ha creduto e lottato per un modello di autonomia integrale, forte, radicata nella storia e nell’identità del nostro territorio.
Clara Marchetto fu antifascista, perseguitata dal regime, colpita da una condanna del Tribunale speciale e successivamente ostacolata anche nell’Italia repubblicana e democratica. È una figura che ha pagato sulla propria pelle l’impegno politico e civile. Per questo l’intitolazione della Sala di rappresentanza non è un atto simbolico qualsiasi: è un gesto di riparazione storica e di giustizia istituzionale. Al fine di arrivare ad un testo condiviso e conciliante si era perfino arrivati a rivedere l’intitolazione stessa ma le parole usate da Gerosa non possono passare inosservate.
Tentare oggi di ridurne la portata politica, provando a contrapporla alla Democrazia Cristiana o ad altre stagioni della vita pubblica trentina, è un maldestro tentativo di revisionismo storico. Clara Marchetto non è una figura da piegare a letture di comodo o a polemiche di parte: è parte integrante della storia autonomista del Trentino.
Colpisce che queste posizioni provengano da un’esponente di Fratelli d’Italia. Non possiamo non rilevare come certi argomenti richiamino una visione culturale che ha in Ettore Tolomei un riferimento identitario: una concezione centralista e nazionalista che nulla ha a che vedere con l’autonomismo trentino e con la sua evoluzione democratica. Se questo è il retroterra culturale da cui nasce l’opposizione all’intitolazione, allora il nodo è politico e va detto con chiarezza.
La mozione avrebbe dovuto essere approvata all’unanimità, nel rispetto di una figura che appartiene alla storia di tutti. Trasformarla in terreno di distinguo ideologico significa non aver compreso il valore profondo di quella proposta.
Il PATT rivendica con orgoglio la figura di Clara Marchetto come patrimonio dell’autonomismo trentino e continuerà a battersi perché la Sala di rappresentanza della Regione porti il suo nome. Non per spirito di parte, ma per rispetto della verità storica, della dignità istituzionale e del cammino autonomista che ha reso il Trentino ciò che è oggi.
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Simone Marchiori
Segretario politico – PATT
Maria Bosin
Consigliere regionale e Capogruppo provinciale – PATT
