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BDS TRENTINO * “EUROBASKET UNDER 18“: «LO SPORT NON PUÒ NORMALIZZARE LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI, SOSPENDERE ISRAELE DALLE COMPETIZIONI SPORTIVE»

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12.48 - martedì 21 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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A Rovereto e Trento Eurobasket Under 18: lo sport non può normalizzare le violazioni dei diritti umani. Sospendere Israele dalle competizioni sportive. Mentre il mondo dello sport celebra competizioni e fair play, a Gaza il basket e ogni altra disciplina sono stati cancellati dai bombardamenti. La Federazione Palestinese di Basket, che ha sede nella Striscia, ha visto interrompersi ogni attività a causa dell’offensiva militare israeliana. Oltre 1.000 persone appartenenti al movimento sportivo palestinese – atleti, arbitri, dirigenti e giovani tra i 6 e i 20 anni – sono state uccise e la quasi totalità delle infrastrutture sportive è stata distrutta.

Tra queste vittime, la storia di Mohammad Shaalaan è diventata un simbolo. Ex stella della nazionale palestinese di basket, era un punto di riferimento per tanti giovani. Ha dedicato la sua vita allo sport ed è stato ucciso mentre cercava cibo e medicine per sua figlia gravemente malata.
Eppure, anche in queste condizioni drammatiche, la pallacanestro continua a rappresentare un atto di resilienza e speranza. Molti giocatori della nazionale palestinese, oggi sfollati, continuano a trasmettere ai giovani i valori di dignità, inclusione e umanità: valori che dovrebbero essere parte integrante dello sport.

È proprio in nome di questi valori e del ruolo dello sport come strumento di pace, dialogo e rispetto dei diritti umani, che riteniamo necessario interrogarsi sulle responsabilità delle istituzioni sportive: quando una squadra israeliana gioca in Italia, non si disputa soltanto una partita, quell’evento contribuisce alla normalizzazione internazionale di uno Stato accusato dalle Nazioni Unite e da numerose organizzazioni internazionali per i diritti umani di crimini contro l’umanità, apartheid e genocidio. Uno Stato che continua l’occupazione militare dei Territori Palestinesi da oltre cinquant’anni.

La Federazione Palestinese di Basket ha lanciato un appello, nel novembre 2023, alla comunità internazionale del basket chiedendo un immediato cessate il fuoco, la tutela degli atleti palestinesi e l’adozione di sanzioni sportive nei confronti delle squadre israeliane, richiamando il precedente delle misure adottate dalla FIBA contro la Russia.
Per questo il Gruppo BDS Trentino, insieme a BDS Italia, unendosi alle numerose associazioni e ai movimenti per la pace e la solidarietà con il popolo palestinese, chiede:

* alla FIBA di sospendere la nazionale israeliana da tutte le competizioni;
* alle federazioni sportive italiane ed europee di escludere Israele dai campionati, rifiutando ogni forma di sportswashing.
La nostra protesta non è contro gli atleti israeliani, ma contro le federazioni che continuano a garantire la partecipazione della nazionale israeliana alle competizioni e contro quelle istituzioni sportive che, con il loro silenzio, contribuiscono a normalizzare l’impunità.
Il boicottaggio sportivo è uno strumento di pressione nonviolenta rivolto alle istituzioni sportive e statali che legittimano politiche di occupazione e violazione dei diritti umani. È lo stesso principio che portò all’isolamento del Sudafrica dell’apartheid e, più recentemente, della Russia.

Mille giorni di genocidio a Gaza
La popolazione di Gaza continua a vivere sotto bombardamenti e fame. Oltre 73.000 palestinesi sono stati uccisi, più di 20.000 sono bambine e bambini. Decine di migliaia di persone sono rimaste ferite o mutilate, milioni sono state costrette allo sfollamento e continuano a sopravvivere senza cibo, acqua e cure, mentre gran parte dei governi e dei media continua a voltarsi dall’altra parte.
Di fronte a tutto questo non è possibile invocare la neutralità dello sport. Chi tace, chi organizza, chi ospita e chi sponsorizza compie comunque una scelta.

Rovereto: Città della Pace?
Rovereto è Città della Pace per legge dello Stato italiano e ospita la Campana dei Caduti, simbolo universale di pace, memoria e fratellanza fra i popoli.

Riteniamo che l’inserimento del Campionato Europeo Under 18 nel programma ufficiale “Rovereto Estate”, inviato dal Comune a tutte le famiglie della città, rappresenti un esempio di sportswashing, contribuendo alla normalizzazione internazionale di uno Stato che deve rispondere delle accuse di genocidio e di gravi violazioni del diritto internazionale.

L’Amministrazione comunale di Rovereto probabilmente non aveva il potere di incidere sulla partecipazione della nazionale israeliana al torneo. Aveva però la possibilità di non contribuire alla sua promozione istituzionale. Il Comune avrebbe potuto compiere un gesto di obiezione di coscienza politica e morale, scegliendo di non inserire l’evento nel programma “Rovereto Estate” e assumendo una chiara presa di posizione pubblica di condanna delle politiche dello Stato di Israele e di solidarietà con il popolo palestinese.

Tuttavia non è troppo tardi per fare una scelta etica: ci appelliamo ai Sindaci e alle Amministrazioni comunali di Rovereto e Trento affinché condannino pubblicamente le violazioni del diritto internazionale compiute dallo Stato di Israele e manifestino solidarietà al popolo palestinese, seguendo l’esempio del Comune di Arco, che ha espresso pubblicamente la propria vicinanza alla popolazione palestinese.

Ai cittadini e alle cittadine della provincia di Trento chiediamo di esporre la bandiera della Palestina all’esterno delle proprie abitazioni per tutta la durata del torneo, come segno di solidarietà con il popolo palestinese e di protesta contro le gravi violazioni del diritto internazionale compiute dallo Stato di Israele. Invitiamo inoltre ad aderire alle campagne di boicottaggio sportivo promosse dal movimento BDS. La nostra iniziativa, lo ribadiamo, non è rivolta contro gli atleti israeliani, ma contro le istituzioni sportive internazionali, a partire dalla FIBA, affinché sospendano Israele dalle competizioni fino alla cessazione delle violazioni del diritto internazionale e della occupazione illegale dei Territori Palestinesi.
Lo sport deve essere portatore di pace, dialogo e rispetto dei diritti umani. Non può essere trasformato in uno strumento di normalizzazione delle violazioni del diritto internazionale né essere usato come scudo per il genocidio.

 

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