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PAT – ISPAT * ATTIVITÀ – 1° TRIMESTRE 2026 : «253.906 LE FORZE LAVORO / LE PERSONE IN CERCA DI OCCUPAZIONE SI RIDUCONO DELL’1,1% / GLI INATTIVI CRESCONO DEL 2,6%»

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13.17 - giovedì 25 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –

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Occupati e persone in cerca di occupazione in Trentino. Nel 1° trimestre 2026 il mercato del lavoro trentino registra rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente una flessione di pari intensità degli occupati e delle forze di lavoro (-1,1%). Il calo dipende interamente dalla flessione degli indipendenti (-8,5%); in leggera crescita invece il lavoro dipendente (+0,7%). Le persone in cerca di occupazione si riducono dell’1,1%, mentre gli inattivi in età lavorativa crescono del 2,6%.

Tali dinamiche si riflettono sui rispettivi indicatori: il tasso di occupazione si attesta al 70,8%, l’inattività raggiunge il 27,9% e il tasso di disoccupazione si conferma stabile all’1,7%. L’Istituto di Statistica della provincia di Trento (ISPAT) aggiorna attraverso il consueto report i dati sul mercato del lavoro in Trentino nel 1° trimestre 2026. La rilevazione Istat sulle forze di lavoro1, in provincia di Trento, è coordinata dall’ISPAT.

 Nel 1° trimestre 2026 le forze di lavoro sfiorano le 254 mila unità, registrando una flessione su base annua dell’1,1% determinata esclusivamente dal calo della componente femminile (-2,6%), a fronte di una sostanziale stabilità di quella maschile (+0,2%).

 Gli occupati calano su base tendenziale con la stessa intensità osservata per le forze di lavoro (-1,1%), attestandosi oltre le 249 mila unità. A tale risultato contribuisce negativamente la componente femminile (-2,2%), mentre l’occupazione maschile resta pressoché invariata (-0,1%). Il confronto congiunturale con il quarto trimestre 2025 conferma il rallentamento generale, con una diminuzione dell’occupazione (-1,6%) e delle forze di lavoro (-2,4%), ed evidenzia un mercato del lavoro che si muove a due velocità. La dinamica negativa penalizza maggiormente la componente femminile, che vede ridursi sia i livelli di occupazione (-3,1%), sia la partecipazione attiva al mercato (-4,9%). Al contrario, la flessione della componente maschile si rivela più contenuta, fermandosi a -0,4% per gli occupati e a -0,2% per le forze di lavoro.

 Il settore delle costruzioni registra su base annua l’unica crescita (+16,5%, +3.089 unità), superando la flessione registrata nel trimestre precedente. In riduzione l’occupazione nell’industria in senso stretto (-1,6%, -731 unità) e quella nelle altre attività dei servizi (-1,1%,
-1.408 unità), invertendo così la dinamica di crescita osservata nel 4° trimestre 2025. I restanti settori confermano una tendenza negativa: i cali interessano l’agricoltura (-20,6%, -1.655 unità) e il comparto del commercio, alberghi e ristoranti (-4,3%, -2.043 unità).

 Per posizione professionale, si osserva un leggero aumento su base annua dei lavoratori dipendenti (+0,7%), mentre prosegue il calo della componente indipendente (-8,5%). Il lavoro alle dipendenze cresce nelle costruzioni (+25%), nel commercio, alberghi e ristoranti (+2,8%), invertendo la tendenza negativa del trimestre precedente, e nell’agricoltura (+0,8%). Risultano invece in riduzione i dipendenti nelle altre attività dei servizi (-2,1%) e nell’industria in senso stretto (-0,7%). Gli indipendenti aumentano nelle altre attività dei servizi (+4,9%) e tornano a crescere nelle costruzioni (+2%). Risultano invece in flessione i restanti settori: l’agricoltura registra la flessione maggiore (-31,1%), calano in modo consistente anche il commercio, alberghi e ristoranti (-25,4%) e l’industria in senso stretto (-10,2%).

 Le persone in cerca di occupazione si attestano sulle 4,2 mila unità e registrano un calo su base annua dell’1,1%. Questa dinamica è determinata interamente dalla flessione della componente femminile (-21,8%), che compensa ampiamente l’aumento di quella maschile (+25,2%). I disoccupati ex-occupati, che si confermano la quota più consistente della disoccupazione complessiva (47,7%), registrano l’unico calo (-20,4%) coinvolgendo entrambe le componenti di genere, sebbene con intensità diverse (-11,3% i maschi, -32,7% le femmine). I disoccupati ex-inattivi crescono del 26%, trainati dalla sola componente maschile, a fronte di una flessione di quella femminile. Infine, i disoccupati in cerca di prima occupazione, che rappresentano il 10,6% tra chi cerca lavoro, evidenziano l’aumento più elevato (+30,1%), interamente riconducibile alla componente maschile, mentre per le donne si registra una contrazione. Il confronto congiunturale conferma la dinamica discendente della disoccupazione (-32,2%), che interessa unicamente la componente femminile (-54,6%); in aumento invece quella maschile (+11,2%).

 Gli inattivi in età lavorativa sfiorano le 95,5 mila unità, in crescita su base annua del 2,6%, coinvolgendo unicamente la componente femminile (+5,1%), mentre quella maschile registra un leggero calo (-0,6%). Su base congiunturale si conferma l’aumento degli inattivi (+6,4%), interessando entrambi i generi, seppur con intensità diverse (+3,4% i maschi, +8,7% le femmine).
I tassi caratteristici del mercato del lavoro

 Il tasso di attività (15-64 anni), pari al 72,1%, registra una contrazione su base annua di 0,7 punti percentuali. La partecipazione femminile al mercato del lavoro scende al 67,3% (-1,7 punti percentuali), mentre quella maschile si mantiene sostanzialmente stabile, raggiungendo il 76,7% (+0,1 punti percentuali). Il confronto congiunturale conferma la dinamica discendente (-1,7 punti percentuali), determinata dalla flessione della componente femminile (-2,7 punti percentuali), cui si affianca quella maschile di minore intensità (-0,8 punti percentuali).

 Il tasso di occupazione (15-64 anni) scende al 70,8% (75,4% per gli uomini, 66,2% per le donne), registrando una riduzione tendenziale di 0,8 punti percentuali, determinata principalmente dalla contrazione della componente femminile (-1,4 punti percentuali), a fronte della sostanziale tenuta di quella maschile (-0,1 punti percentuali). Su base annua si rileva un aumento del gap di genere pari a 1,3 punti percentuali, dinamica che viene confermata anche dall’analisi congiunturale, dove il differenziale fra uomini e donne aumenta di 0,5 punti percentuali.

 Il tasso di disoccupazione (15-74 anni), pari all’1,7% (1,7% gli uomini, 1,6% le donne), rimane invariato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come risultato di due dinamiche di genere contrapposte (+0,3 punti percentuali i maschi, -0,4 punti percentuali le femmine). Il confronto congiunturale evidenzia, al contrario, una flessione del tasso di disoccupazione (-0,7 punti percentuali) determinata esclusivamente dal calo del tasso femminile (-1,8 punti percentuali), a fronte di una sostanziale stabilità di quello maschile (+0,1 punti percentuali).

 Il tasso di inattività (15-64 anni), raggiunge il 27,9%, registrando su base annua un aumento di 0,7 punti percentuali. L’inattività maschile si posiziona al 23,3% (-0,1 punti percentuali), mentre quella femminile sale al 32,7% (+1,7 punti percentuali). Il confronto congiunturale conferma la crescita complessiva dell’inattività (+1,7 punti percentuali), trainata principalmente dalla componente femminile (+2,7 punti percentuali) e, in misura più contenuta, da quella maschile (+0,8 punti percentuali).
Rispetto all’Italia, il livello dei tassi del mercato del lavoro trentino evidenzia i seguenti differenziali positivi:

 il tasso di occupazione è superiore di 8,3 punti percentuali (62,5% in Italia);
 il tasso di disoccupazione è inferiore di 3,7 punti percentuali (5,4% in Italia);
 il tasso di inattività è inferiore di 5,9 punti percentuali (33,8% in Italia).

 

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