(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Lo “Zerosei” non si fa per decreto. Senza il personale, il sistema dell’infanzia rischia il collasso.
Il sistema educativo “Zerosei” non si costruisce a tavolino: non bastano un decreto o una delibera per unire due mondi complessi. Le recenti reazioni al dibattito in consiglio comunale a Trento, riguardanti l’attivazione di un nuovo nido negli spazi della scuola dell’infanzia di Mattarello, dimostrano ancora una volta il limite dell’approccio della Provincia. La via trentina allo Zerosei, imposta dall’assessora Gerosa e dal Servizio provinciale, è puramente organizzativa: di conseguenza è sbagliata nei presupposti ed effimera nei risultati.
Il progetto è destinato a un probabile fallimento per una ragione semplice ma fondamentale: lo Zerosei non si può fare senza il personale delle scuole.
Mancano i presupposti: l’errore metodologico della Provincia
Si possono calcolare metrature, definire rapporti numerici, stabilire procedure e scrivere bellissimi progetti pedagogici sulla carta. Ma senza il coinvolgimento, la condivisione e il supporto concreto di chi quel servizio lo vive ogni giorno, non si va da nessuna parte.
L’imposizione non funziona.
Costruire una cornice comune di principi e tradurla in pratiche educative quotidiane è un lavoro lungo e delicato. Richiede:
La capacità di mettere in ascolto due mondi (nido e scuola dell’infanzia) che ancora si conoscono poco;
Il tempo per fare sintesi e mediare;
La sensibilità politica di sapersi fermare quando necessario.
Questo metodo democratico, che è indubbiamente faticoso ma che dovrebbe essere il prerequisito di ogni riforma, viene invece costantemente disatteso da un approccio profondamente dirigista della Provincia.
Un sistema al limite
A questa gestione calata dall’alto si aggiungono i problemi vecchi e nuovi che la scuola trentina e il mondo dell’educazione stanno attraversando. Le tensioni aumentano costantemente, in particolare durante il periodo estivo.
Invece di comprendere queste difficoltà strutturali, la risposta della politica provinciale si limita a strumenti assistenziali che hanno il sapore beffardo di “mancette”. Il rischio reale, se non si cambia rotta, è il collasso dell’intero sistema scolastico ed educativo trentino dell’infanzia.
La posizione del Partito Democratico
Non serve confondere le carte contrapponendo la politica del Comune di Trento a quella della del Partito Democratico a livello provinciale. È ovvio che il Comune cerchi di dare risposte rapide alle famiglie applicando le leggi vigenti, quando queste sono poste dalla Provincia come condizioni rigide per attivare i servizi, in questo caso educativi.
Tuttavia, tutto il Partito Democratico trentino – sia a livello provinciale che locale – ribadisce con fermezza che l’attuale legge sullo Zerosei in Trentino non è quella giusta. Serve inoltre un cambio di passo immediato, guidato dalla volontà politica e tecnica, per affrontare sul serio le questioni sul tavolo. È l’unico modo per salvaguardare davvero le esigenze di bambini e famiglie, insieme ai diritti delle professioniste che lavorano quotidianamente nelle nostre scuole e nei nostri nidi.
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Francesca Parolari
Cons.ra provinciale Partito Democratico del Trentino
