(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
Comune di Mori: Passi indietro sui servizi all’infanzia. Il diritto all’educazione non può essere un capitolo di spesa da tagliare. Esprimo profonda preoccupazione e ferma condanna per le recenti decisioni assunte dalla Giunta del Comune di Mori in merito ai servizi per la prima infanzia. L’interruzione della convenzione con il Comune di Ronzo-Chienis per la frequenza al nido dei bambini delle frazioni e il contestuale taglio dei contributi per il servizio Tagesmutter rappresentano un attacco diretto alle necessità delle famiglie e ai diritti dei più piccoli.
Un duro colpo alle frazioni e alla libertà di scelta
La chiusura della convenzione con Ronzo-Chienis isola di fatto le famiglie delle frazioni di Mori, che per ragioni geografiche e logistiche trovavano in quella collaborazione una risposta naturale e funzionale. Costringere questi nuclei a spostarsi verso il centro, ignorando la realtà territoriale, significa ignorare il quotidiano delle famiglie lavoratrici. Inoltre mette in ginocchio il piccolo nido di Ronzo Chienis, il cui destino rischia di essere segnato a svantaggio di tutti coloro che vivono in valle.
Sembra che, con questa scelta, alla Giunta di Mori stiano più a cuore gli interessi dell’appaltatore del suo nido che delle famiglie di un intero territorio. Non interessa nemmeno la continuità educativa, nonostante le dichiarazioni recenti in consiglio provinciale sul ddl Mase’ della maggioranza a cui questa amministrazione comunale appartiene, visto che questi bambini delle frazioni, spostati al nido di Mori centro, poi torneranno a frequentare scuola dell’infanzia e scuola primaria nei luoghi dove vivono.
Parallelamente, l’eliminazione del sostegno economico al servizio Tagesmutter priva i genitori di una risorsa fondamentale. Ricordiamo che il servizio Tagesmutter è, per natura, complementare e non sostitutivo del nido comunale. Esistono realtà familiari con esigenze di orario e flessibilità che il nido non può, per sua struttura, coprire.
Contro la volontà politica di un nido universale
Questi provvedimenti appaiono in totale contraddizione con gli obiettivi dichiarati a livello nazionale e provinciale di rendere il nido un servizio universale e gratuito. Non si costruisce l’universalità del servizio eliminando le alternative o chiudendo le porte ai comuni limitrofi, ma potenziando l’offerta. Stigmatizzo profondamente queste scelte: non si può parlare di sostegno alla natalità e alla genitorialità se poi, nei fatti, si smantella la rete di protezione educativa che permette ai genitori di conciliare vita e lavoro.
Del resto questa Giunta comunale si è già dimostrata nei fatti ostile nei confronti della funzione del nido nel momento in cui ha deciso di aumentare, a partire dal 2026, le rette.
La proposta: Regole certe, non tagli lineari
Ritengo che la gestione delle risorse pubbliche debba essere guidata dal buon senso e non da meri calcoli ragionieristici:
Priorità al nido, ma senza esclusioni: È possibile stabilire regole d’accesso chiare che diano priorità alla frequenza del nido comunale, mantenendo però il contributo per le Tagesmutter come valvola di sfogo per chi ha documentate incompatibilità orarie.
Ripristino delle convenzioni: La cooperazione tra comuni è l’unica via per garantire servizi di qualità nelle zone meno centrali.
Chiedo con forza alla Giunta di Mori di fare un passo indietro, di ascoltare le famiglie e di rimettere al centro dell’agenda politica il diritto dei bambini a un percorso educativo accessibile, indipendentemente dalla frazione in cui risiedono o dal tipo di modello organizzativo scelto dai genitori.
*
Francesca Parolari
Consigliera Provinciale Partito Democratico del Trentino
