(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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In relazione alla proiezione del risultato referendario a livello regionale (Trentino Alto Adige) va considerato che alle ore 17 circa il risultato è pressoché di parità fra sì e no e di questo slancio riformista regionale raccolto da quasi la metà della popolazione che ha voluto recarsi al voto vanno ringraziati i cittadini di questo territorio. Vale per Trento, come vale per Bolzano.
Ma Fratelli D’Italia come sempre ha troppo rispetto degli italiani per non rispettarne il voto. E quindi della occasione perduta si prende atto.
La riforma della giustizia con la separazione delle carriere, che era sino a pochi mesi fa, ossia prima che la riforma la facesse il governo Meloni, nel programma anche del Pd, era un impegno dell’attuale coalizione di governo e come tale andava mantenuto.
Il parlamento ha fatto quanto il centrodestra si era impegnato a fare e gli italiani hanno legittimamente, esercitando il diritto al voto, deciso di lasciare la Giustizia come è oggi, rinunciando al cambiamento. Una occasione perduta.
Sul piano politico e di governo non cambierà nulla, non è stato mai un voto sul governo ma solo sulla riforma. E di questo voto, come detto, si prende atto.
La spinta riformista del governo proseguirà come da impegni assunti verso i cittadini che infine sono gli ultimi arbitri, come previsto dalla costituzione. A questo riguardo va ribadito: non c’è stato nessun assalto alle istituzioni democratiche, proporre modifiche del testo della costituzione così come previsto dall’articolo 138 della stessa è un diritto democratico, come è pienamente legittimo che i cittadini possano esprimersi sempre secondo quanto previsto dall’articolo 138 della costituzione anche contro queste modifiche. Certo, prendiamo atto che quasi la metà del paese ritenesse utile un cambiamento.
E prendiamo atto anche di come sulla riforma siano state dette da chi vi si è opposto una infinità di bugie.
La gran parte delle motivazioni usate come bandiera a partire da quella per cui si sarebbe esercitato un controllo politico sulla magistratura non erano sostenute da alcun dato di realtà. È democrazia che i cittadini sia pur di stretta misura abbiano voluto comunque credervi.
Il voto sul governo e sul bilancio complessivo dell’azione della maggioranza di centrodestra ci sarà alla scadenza naturale della legislatura. E ci si presenterà con l’orgoglio di avere rispettato l’impegno con gli elettori su ogni punto del programma sul quale si era chiesto il voto. Questa è la differenza tra chi attualmente governa e chi, anche se nel proprio programma ha da sempre la separazione delle carriere, se la realizzano poi gli altri la contrasta. Lo ha dichiarato l’onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli D’Italia del Trentino Alto Adige
