(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Zona 30 in Clarina: la sicurezza non si costruisce contro i cittadini. La sicurezza dei pedoni è un obiettivo condiviso. Proprio per questo, le oltre 600 firme raccolte alla Clarina non possono essere liquidate come espressione di “individualismi”. I residenti segnalano percorsi più lunghi e tortuosi, code, traffico spostato da una strada all’altra, difficoltà di accesso e la perdita di posti auto in un quartiere nel quale il problema dei parcheggi è già molto sentito.
È proprio sul terreno della sicurezza che emergono le contraddizioni. Mentre si modifica profondamente la viabilità in nome della tutela dei pedoni, i mezzi pesanti continuano a transitare lungo percorsi stretti e tortuosi, creando situazioni di difficoltà e di rischio per chi cammina, pedala o guida.
In alcuni casi, per raggiungere luoghi distanti poche centinaia di metri, si è costretti a circumnavigare il quartiere, aumentando tempi, percorrenze ed emissioni. Il confronto rischia inoltre di apparire tardivo quando viene avviato dopo la realizzazione delle opere e senza una concreta disponibilità a correggere le soluzioni più problematiche. La partecipazione non può ridursi alla presentazione di decisioni già prese, né giova al dialogo rispondere alle critiche contrapponendosi ai residenti.
Particolare attenzione merita la zona delle scuole. Favorire gli spostamenti a piedi è giusto, ma non tutte le famiglie possono arrivare “zompettando” o volando: c’è chi viene da più lontano, chi accompagna bambini piccoli, chi ha difficoltà motorie o deve poi raggiungere rapidamente il luogo di lavoro. Servono quindi anche spazi adeguati per la sosta breve, senza costringere i genitori a lunghe deviazioni o a fermarsi in condizioni ancora meno sicure.
Nel frattempo, alcune vie interne restano ancora sterrate, piene di buche e soggette ad allagamenti a ogni pioggia. Sono percorse quotidianamente dalle famiglie dirette a scuola, che le scelgono proprio per evitare il traffico concentrato su via Degasperi, e dagli stessi mezzi per la raccolta dei rifiuti. La loro natura privata non può essere utilizzata per chiudere il problema: il Comune si attivi per individuare gli strumenti necessari a intervenire, perché sistemarle significherebbe migliorare concretamente la sicurezza dei pedoni, la viabilità e il decoro della Clarina.
Non si chiede di cancellare ogni cambiamento, ma di verificarne gli effetti e correggere ciò che non funziona o appare irragionevole. Rendere un quartiere più sicuro non può tradursi in una sorta di gimcana istituzionalizzata, fatta di deviazioni, restringimenti, percorsi obbligati e posti auto eliminati, che complica la vita quotidiana senza affrontare le vere criticità.
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Claudio Cia
Consigliere provinciale di Forza Italia
