(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Truffatori del patentino in Sanità per potere… lavorare. Non è più possibile rinviare il tema delle deroghe come nell’impiego statale.
La truffa sul patentino per potere lavorare é un inedito assoluto crediamo a livello europeo. E impone che tutto il mondo politico e sociale si fermi e si interroghi su come possa accadere che si arrivi ad abusare delle norme non per un immediato vantaggio economico ma per potere semplicemente guadagnarsi il pane e guadagnarsi uno stipendio facendo quello che si sa fare e per cui si é studiato.
Ora bisogna aprire un dibattito urgente sulla deroga a patentino (e proporzionale) nella sanità e nel sociale. L’acquisto di dichiarazioni di appartenenza linguistica false per potere lavorare nella sanità altoatesina é in ogni caso reato e va perseguito con la più inflessibile fermezza. Ma ciò non può non aprirci di fronte agli occhi la necessità di una riflessione profonda sul tema del bilinguismo (e della proporzionale, aggiungo io) obbligatori per potere semplicemente lavorare in Alto Adige non in settori qualsiasi ma in quelli in cui palesemente c’è una sofferenza assoluta di personale. Sanità e servizi sociali sono due di questi settori: non si trovano candidati, si rischia di non riuscire a garantire i servizi, il personale in servizio è sotto pressione.
A situazioni analoghe nei servizi erogati dallo Stato o servizi pubblici di rilievo statale (poste, agenzia entrate ecc) si è posto parziale rimedio con una norma di attuazione che con l’intesa della Provincia e dello Stato abbiamo licenziato in commissione dei sei. Ha dato ossigeno per incarichi temporanei in molti settori. Assumere oltre proporzionale e bilinguismo garantendo un principio fondamentale: l’erogazione del servizio garantendo in ogni caso l’uso della madrelingua. Ma non tutti i dipendenti hanno un contatto funzionale con il pubblico. E allora perché non derogare anche in sanità e servizi sociali per garantire un migliore servizio. Il fatto che si truffi per potere lavorare non ci può lasciare indifferenti.
Sul bilinguismo in deroga in servizi in sofferenza si è già parlato in commissione dei sei anche a seguito di una sollecitazione sostenuta dall’Avv. Maines. Occorre il consenso politico da parte della Provincia. Occorre una iniziativa diretta del Consiglio provinciale per intervenire invece in materia di deroga alla proporzionale. Anche qui creando un consenso politico. Credo sia tempo di parlarne apertamente.
Lo ha dichiarato l’On. Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia e presidente della commissione paritetica dei sei.
