(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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LO SCANDALO DELL’ AUTONOMIA – Così ha titolato la sua interrogazione Lucia Maestri, per capire le ragioni dell’istituzione di un ennesimo organismo per la promozione dell’autonomia.
Con una concezione di occupazione del potere anziché di gestione dello stesso, la Giunta provinciale di Trento continua a maneggiare la Struttura della Provincia a suo piacimento, istituendo, ad esempio, l’ennesimo “Ufficio per la promozione e la conoscenza dell’autonomia”.
Dopo l’Assessorato all’autonomia, il Centro Studi sull’autonomia, i progetti promozionali di “ConosciAmo autonomia” del Consiglio provinciale e le attività dell’Officina dell’autonomia e della Fondazione Museo Storico del Trentino, ecco adesso questo nuovo Ufficio della Provincia, inserito nel “Servizio di supporto per gli Affari legali”.
Si tratta di un organismo che sembra avere i compiti, nella promozione e conoscenza dell’autonomia, di tutta la pletora di altri soggetti dedicati al medesimo scopo. E’ uno scandalo ed uno sperpero di denaro pubblico, del quale la Consigliera del PD del Trentino, Lucia Maestri, chiede conto alla Giunta provinciale con una interrogazione depositata oggi.
Invece di salvaguardare l’autonomia, ad esempio, attraverso una battaglia per l’introduzione del principio di salvaguardia nel quadro del Disegno di legge costituzionale in discussione in Parlamento, la Giunta provinciale si limita a gettare altri fondi ed ulteriore fumo negli occhi alla comunità, istituendo un Ufficio che ha gli stessi compiti di tutte le altre (troppe?) istituzioni chiamate alla “promozione e conoscenza dell’autonomia”.
