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GRUPPI CONSILIARI MINORANZA PAT * BILANCIO 2025: «APPROVATE DALLA GIUNTA LE RICHIESTE SU SANITÀ, CASA E FAMIGLIA»

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15.58 - giovedì 19 dicembre 2024

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Bilancio 2025: approvate le richieste della minoranza in tema di sanità, casa e famiglia. “Le proposte delle minoranze accolte dalla Giunta provinciale hanno contribuito a migliorare la manovra ma è ancora un testo che risponde all’immediato e non programma il futuro”.

“Attraverso un lavoro di mediazione e rifinitura, seppur forze di minoranza, siamo riusciti anche in questa manovra a mettere in campo risorse fondamentali per le famiglie trentine. Sul tema della sanità, che è fondamentale nella vita di tutti i cittadini, abbiamo potuto evidenziare come sia necessario ragionare in termini strutturali e non per spot.

E così come per quanto riguarda il sostegno alle famiglie e il problema dell’abitare”. Così i consiglieri di Campobase (Michele Malfer, Chiara Maule, Roberto Stanchina, Francesco Valduga) al termine della seduta del Consiglio provinciale che ha portato all’approvazione della manovra di Bilancio 2025. “Pur apprezzando il lavoro di mediazione e ritenendoci parzialmente soddisfatti di quanto è stato accolto in fase di trattativa, non possiamo dire che questa sia una buona manovra. Manca di una seria programmazione per il futuro e la Giunta risponde solo all’immediato senza pensare a cosa accadrà domani. Questa è la differenza tra amministrare e governare”.

Dopo giorni di trattativa, i Gruppi consiliari che fanno riferimento ad ADA (Partito Democratico, Campobase, Casa Autonomia, Verdi e sinistra) hanno ritirato gli emendamenti ostruzionistici, ottenendo l’approvazione di alcune modifiche importanti per le famiglie trentine e per il sistema provinciale. In particolare è stata accolta la modifica ad un emendamento presentato dall’Assessore Tonina, che aveva inizialmente destinato 2 milioni di euro per la mobilità dei medici in Trentino. Grazie all’intervento delle Minoranze, il testo è stato modificato in modo da destinare quelle risorse alla contrattazione in corso, creando le condizioni affinché i professionisti possano scegliere di venire o rimanere nella nostra terra.

“Questo”, il commento, “è il primo passo per mettere in campo una riforma di più ampio respiro che consenta al Trentino di poter continuare ad avere un sanità di eccellenza. Per farlo non basta il fattore economico, ma occorre un ragionamento strutturale più ampio che richiederà ulteriore lavoro”. In quest’ottica anche un altro emendamento presentato da ADA, che riguarda le borse di studio per la Medicina generale: per incentivare i medici a rimanere e lavorare in Trentino, ADA ha chiesto l’estensione delle borse di studio integrative a tutti gli iscritti alla Scuola di Medicina generale in Trentino e ai residenti che studiano fuori provincia, a condizione che tornino a esercitare nella Provincia. Sono stati poi accolti gli emendamenti che riguardano l’assegno di natalità, fino ad ora prorogato di anno in anno, che diventa strutturale, a sostegno delle famiglie per i primi tre anni di vita del bambino. Per quanto riguarda il tema della casa, ed in particolare l’ITEA, la minoranze hanno ottenuto l’impegno politico, all’interno di un Ordine del Giorno, di tenere conto della differenza tra l’aumento dei salari e quello del costo della vita, che cresce di più rispetto al primo. E’ stata infine approvata la variazione della soglia dell’indice ICEF per rispondere alla difficoltà di molte famiglie di far fronte alla riduzione del potere di acquisto, eroso dall’inflazione a fronte di adeguamenti stipendiali insufficienti che in termini reali hanno impoverito i lavoratori dipendenti. Per questo è stato chiesto e ottenuto che la soglia per l’accesso all’assegno di sostegno alle famiglie passi da un indice 0.30, ad un indice 0.50.

Inoltre è stato accolto l’ampliamento dei requisiti di accesso al supporto delle libero professioniste in maternità (500.000 euro/anno).
Non sono stati recepiti invece altri interventi importanti, come gli sgravi IRAP per imprese e famiglie e il ripristino della soglia di deduzione del reddito imponibile ai fini dell’addizionale regionale all’IRPEF a 30.000 euro. E’ mancato poi il sostegno alle iniziative destinate al sistema dell’accoglienza, alla creazione di un pronto soccorso geriatrico a servizio delle persone anziane in difficoltà, alla creazione degli spazi per giovani con problemi di udito nelle scuole e cohausing per persone disabili.

“Il nostro voto” – hanno concluso i Consiglieri di Campobase – “non poteva che essere contrario ad una manovra di bilancio di questo tipo, meramente tecnica e orientata a rispondere solo alle istanze immediate. L’Autonomia di cui gode il Trentino permetterebbe di ragionare in prospettiva, ma occorre avere capacità di visione e programmazione. E’ certamente più facile limitarsi a destinare risorse dove vengono richieste, ma non si può ridurre la Provincia Autonoma ad un bancomat. Occorre tornare a governare il territorio anticipandone le necessità, creando condizioni per una crescita costante, e prevedendo eventuali crepe del sistema con politiche adeguate e lungimiranti”.

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