(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Attentato multirazziale Modena. Alcune riflessioni.
Bisogna partire da un punto preciso, le Psyops (Psychological Operations, ovvero “operazioni psicologiche”) strategie e attività pianificate messe in atto da governi, forze armate o organizzazioni per influenzare le emozioni, le percezioni, le opinioni e i comportamenti di target specifici (popolazioni, truppe nemiche o leader politici) in Italia sono state a l’ordine del giorno; nel caso dell’attentato a Modena, l’immigrato ha mirato, investito e ferito gravemente (con l’intento d’uccidere) persone qualunque, che idealmente, politicamente, partiticamente sarebbero potute essere favorevoli alla società multirazziale;
attentato così plateale e meschino, che potrebbe indurre qualcuno (magari organico al sistema) ad una reazione, una rappresaglia, verso immigrati o fazioni partitiche di sinistra o movimenti antagonisti, utile ad alimentare lo spauracchio fascista, arrestare l’avanzata xenofoba, con proverbiale e tempestivo intervenendo di Presidente della Repubblica, Governo ad agire energicamente con l’inasprimento delle già durissime leggi contro il razzismo, magari per tagliare le gambe al nascente ma sempre più apprezzato e nutrito consenso che sta ottenendo il partito Futuro Nazionale del generale Vannacci, la banalizzazione e proibizione di campagne movimentistiche anti immigrazione, vedi Remigrazione.
Ciò detto, in ogni caso, la società multirazziale è un fallimento totale, i famigerati immigrati di nuova generazione, ovvero gli italiani provenienti da ogni parte e luogo del mondo (come se l’inchiostro potesse sostituire il sangue, la storia, la cultura, la religione) sono più legati alle loro origini dei loro stessi genitori.
L’attentatore di Modena ne è la prova provata, italiano di seconda generazione, laureato (la famosa e decantata istruzione non fa la differenza, alla faccia dello Ius scholae), ma fortemente legato alle sue origini razziali e religiose, semita islamico. In Francia quasi il 60% di francesi di seconda e terza generazione è favorevole alla sharia.
Nonostante l’immigrazione sia una barca che fa acqua da tutte le parti, localmente Delladio presidente di Confindustria del Trentino, amministratore delegato del calzaturificio La sportiva, Andrea De Zordo, presidente dell’Associazione artigiani del Trentino, L’Assessore provinciale alla Salute e alle Politiche sociali Mario Tonina, sostengono che «senza lavoratori stranieri il Trentino va in difficoltà», promuovendo attivamente piani di accoglienza legati al lavoro per sopperire alla grave carenza di manodopera in settori chiave dell’economia locale!
Posto il fatto, che di immigrati disoccupati presenti in Trentino ed in Italia ce ne sono in abbondanza (dunque è ideologico e non logico volerne fare arrivare altri),secondo le richieste degli imprenditori, per i presunti e futuri lavoratori immigrati sono necessarie formazione professionale ed alloggi, ovviamente e rigorosamente a carico della politica, ovvero del contribuente, cioè quel cittadino che fa sempre più fatica a vivere, sia nel reperire il cibo che nel vero senso della parola, in quanto in balia di immigrati che l’Italia e l’italiano li vedono come terra di conquista e sottomissione.
Dall’Italia devono essere rimandati nei loro paesi d’origine tutti i delinquenti e coloro che larvano, di prima, seconda generazione; disponibilità, accoglienza per tutti coloro che si assimilano.
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Emilio Giuliana
Futuro Nazionale Trento -214
