(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
Ex Tiro al bersaglio di corso Buonarroti: il Comune decida, basta limbo. C’è un modo molto trentino di affrontare i problemi urbani: non decidere. L’ex Tiro al bersaglio di corso Buonarroti, nel rione di Cristo Re, ne è un esempio perfetto.
Da anni questo edificio resta sospeso in un limbo che non tutela né la memoria storica né la qualità urbana del quartiere. Da una parte si continua a evocare il suo possibile valore storico e identitario. Dall’altra, però, non si arriva mai a una scelta vera, a un progetto concreto, a una funzione chiara, a un investimento serio. E così il risultato è sempre lo stesso: degrado, abbandono e immobilismo.
Il punto, ormai, è molto semplice. Se davvero si ritiene che l’ex Tiro al bersaglio abbia un valore per la città, allora il Comune dica con chiarezza che cosa intende farne, con quali risorse e con quali tempi. Se invece non esiste una prospettiva reale di recupero, allora si abbia il coraggio di dirlo apertamente e di chiudere la vicenda con una soluzione definitiva, restituendo quell’area al quartiere in modo decoroso e utile.
Quello che non è più accettabile è questa terra di mezzo permanente, in cui si lascia marcire un immobile per anni senza decidere se salvarlo o superarlo. Perché a quel punto il rischio è sempre lo stesso: usare il degrado, prodotto dall’inerzia, come argomento finale per giustificare qualsiasi scelta.
Generazione Trento non difende il degrado e non propone di conservare un rudere a prescindere. Chiede però una cosa molto semplice, che in una città amministrata con serietà dovrebbe essere la normalità: una decisione. Recupero vero oppure abbattimento e riqualificazione, ma basta rinvii, basta ambiguità, basta problemi lasciati in parcheggio finché non si consumano da soli. Le città non si governano così. Cristo Re merita una risposta più seria di un edificio lasciato a metà tra memoria e abbandono.
*
Generazione Trento
