Di Luca Franceschi
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Stefano e Virgilio Mattei rimangono nella memoria collettiva come vittime innocenti della strage di Primavalle, assassinati da un odio politico che rappresenta uno dei capitoli più tragici della storia della Repubblica italiana. Per decenni quella tragedia è stata avvolta da silenzi imbarazzanti e da una rimozione consapevole dei fatti.
La senatrice di Fratelli d’Italia Cinzia Pellegrino, coordinatore nazionale del Dipartimento Tutela vittime del partito, sottolinea con forza che la memoria storica non può essere soggetta a scelte selettive né piegata alle convenienze politiche del momento. Restituire verità e dignità a quegli eventi significa, secondo Pellegrino, proteggere un principio cardine della convivenza civile: ogni esistenza strappata dalla violenza ha diritto al rispetto, alla giustizia e al riconoscimento senza alcuna ambiguità.
Lavorare per costruire una memoria effettivamente condivisa rappresenta il fondamento stesso della democrazia, eppure questo obiettivo rimane ancora distante se continuano a prevalere letture parziali e atteggiamenti che discriminano le vittime, attribuendo ad alcune un significato minore rispetto ad altre. Senza il coraggio di riconoscere ogni sofferenza al di là di qualsiasi filtro ideologico, una vera memoria comune non potrà mai realizzarsi, così come una piena maturità democratica della società.
È questo l’appello lanciato dalla senatrice rivolgendosi alla sinistra, che persiste nel fare distinguo anche durante i momenti di commemorazione all’interno delle Aule parlamentari. Una chiamata al superamento delle divisioni che ancora caratterizzano la lettura di pagine fondamentali della storia italiana.
