(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Trento nord, inquinanti nelle falde e lavori in ritardo: “Si è andati troppo avanti senza affrontare il problema”. Le analisi diffuse in queste ore sulle aree di Trento nord confermano un quadro grave: nelle acque sotterranee si registrano superamenti dei limiti per piombo, idrocarburi e triclorometano proprio nelle zone interessate dal bypass ferroviario.
Non è un fatto improvviso.
È un problema noto da anni, che non è mai stato affrontato fino in fondo.
E oggi emerge con chiarezza una responsabilità politica:
si è deciso di portare avanti un’opera complessa senza aver prima risolto in modo definitivo la questione ambientale.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti:
lavori in ritardo, incertezze continue e un quadro che diventa ogni giorno più critico.
Ancora più delicato è il tema del monitoraggio.
Proprio nel punto in cui oggi emergono nuovi superamenti, il piezometro attuale sostituisce uno precedentemente distrutto durante i lavori.
Un elemento che pone una domanda precisa: quei dati non emergevano prima perché non c’erano, o perché in quel punto il monitoraggio era venuto meno?
Di fronte a questi elementi, continuare a parlare di cantieri come se nulla fosse è irresponsabile.
“Non si può scavare in profondità in un’area contaminata senza aver prima messo in sicurezza il sito. Prima delle opere viene la salute dei cittadini.”
Per Generazione Trento è necessario fermarsi e riportare la questione su un piano pubblico, trasparente e politico.
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Generazione Trento
Margoni – Geat
