(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Caso M90, Enpa: “L’uccisione con crudeltà è avvenuta. Aspettiamo le motivazioni della sentenza”.
Prendiamo atto della sentenza di assoluzione del presidente della Provincia Autonoma di Trento e attendiamo di leggere con attenzione le motivazioni del provvedimento.
Va tuttavia evidenziato un elemento rilevante: la difesa aveva chiesto l’assoluzione per insussistenza del fatto, mentre il giudice ha pronunciato l’assoluzione con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. Presumibilmente perchè questo significa che il fatto contestato – l’uccisione dell’orso M90 con modalità che hanno comportato sofferenze prolungate e atroci – è stato riconosciuto come avvenuto.
La sentenza non attribuisce responsabilità penale al presidente Fugatti. Saranno le motivazioni a chiarire per quali ragioni non sia stata ravvisata tale responsabilità e perché un fatto di questo tipo sia stato ritenuto non integrare un reato.
“Aspetteremo quindi di leggere le motivazioni della sentenza. Ma un punto resta fermo: l’uccisione con crudeltà è avvenuta. In un Paese civile nessuno può essere ucciso facendolo consapevolmente e volontariamente soffrire fino all’ultimo respiro.”
Questa vicenda rimane una ferita profonda nella coscienza di molti cittadini e nell’opinione pubblica nazionale e internazionale. Una ferita che non si chiude con una sentenza.
Anche per questo oggi, 18 marzo, l’Enpa era presente in tribunale a Trento per dare voce e chiedere giustizia per l’orso M90, ucciso per ordine del presidente della giunta trentina. Attendiamo il proseguimento del lavoro della magistratura, perché una vicenda come questa merita di essere chiarita fino in fondo.
Dopo averli riportati oltre venticinque anni fa in un territorio in cui sopravvivevano gli ultimi orsi delle Alpi centrali, oggi la Provincia autonoma di Trento sembra aver imboccato la strada opposta: una gestione che rischia di trasformarsi in una vera e propria guerra contro questi animali. M90 è solo una delle vittime di questa strategia.
“Gli animali selvatici non possono essere tollerati solo quando fanno comodo alle campagne turistiche o alle fotografie sui social, per poi diventare un problema da eliminare quando la loro presenza richiede politiche serie di convivenza.”
Enpa continuerà a vigilare e a monitorare quanto accade in Trentino. Lo faremo nelle sedi istituzionali, nelle aule dei tribunali e nell’opinione pubblica.
“Il fatto c’è stato. Ora aspettiamo di capire dalle motivazioni perché non sia stato ritenuto reato e a chi debba essere attribuita la responsabilità. Non arretreremo di un passo nella difesa degli animali e continueremo a vigilare sugli orsi del Trentino.”
