(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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In allegato vi invio la lettera mandata oggi al Presidente della Commissione PNRR-PNIEC con la richiesta di annullamento del PUT (piano di utilizzo delle terre) di parte B della circonvallazione ferroviaria di Trento.
Detta richiesta è motivata dalla grande quantità di errori, inesattezze e falsità interessate contenute nel PUT redatto da Rete Ferroviaria Italiana, che hanno prodotto una visione assolutamente distorta e difforme della realtà e delle pericolosità di intervento in quelle aree, a cominciare dal SIN di Trento Nord.
La nota è stata inviata anche al NOE dei Carabinieri ed alla Magistratura convinti che parti consistenti ed essenziali della documentazione inviata da RFI alla Commissione PNRR-PNIEC costituiscano veri e propri reati contro la pubblica Amministrazione ma anche perché siano valutate in questa luce i mancati controlli e le omissioni degli enti chiamati alla verifica della documentazione ed alla vigilanza.
La richiesta e la segnalazione avvengono sulla base delle iniziative che il Movimento NO TAV e i Comitati contro la Circonvallazione ferroviaria di Trento stanno intraprendendo contro detto Piano di Utilizzo delle Terre.
Elio Bonfanti
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Lettera al Presidente della Commissione PNRR-PNIEC. Con Parere n. 833 dell’ 11 novembre 2025 la Commissione Tecnica PNRR-PNIEC approva l’”aggiornamento del Piano di Utilizzo delle terre e rocce da scavo di progetto esecutivo ai sensi dell’ art. 15 del D.P.R. 120/2017”. Quadruplicamento della linea ferroviaria Fortezza-Verona, asse ferroviario Monaco-Verona, accesso Sud alla galleria di Base del Brennero.
Lotto 3A: Circonvallazione di Trento. Opere di parte B.
Alla base di detta approvazione è una Relazione Generale e sette allegati redatti da Rete Ferroviaria Italiana, resi pubblici sul sito del Ministero dell’ Ambiente e pubblicati sul link https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/8244/17881
Detta relazione generale ed i documenti ad essa allegati contengono documentazione palesemente falsa, manipolata ed inesatta oltre a rilevanti omissioni che, a mio avviso, hanno prodotto nella Commissione PNRR-PNIEC errate convinzioni circa lo stato dei luoghi e dei vincoli, ambientali e giuridici a cui questi sono sottoposti e permesso la approvazione di un Piano di Utilizzo delle Terre e rocce da scavo che può produrre conseguenze molto pesanti sul piano ambientale e sanitario per la città di Trento.
In particolare:
1. Nella Relazione Generale e nei documenti allegati si omette la attuale situazione delle aree oggetto del progetto di Circonvallazione Ferroviaria di Trento.
Nel PFTE e nel PFTE plus dopo l’uscita a nord della galleria a due canne che forerà il Monte Marzola, la circonvallazione, attraversa una galleria artificiale (in progetto la GA02) che transita sotto via Brennero ed entra nell’ ex scalo Filzi.
La parte Nord dello scalo Filzi ed il tratto della circonvallazione che transiterà sotto il cavalca ferrovia di via Caduti di Nassyria (si tratta di un rettangolo di terreno lungo circa 300 metri e largo 30, che coincide con il tracciato della circonvallazione) è sotto sequestro giudiziario dal luglio 2023, quando il direttore dei lavori della circonvallazione, l’ing. Damiano Beschin di RFI, “dimenticò” di segnalare il ritrovamento, alla profondità compresa fra meno quattro e meno 17 metri, di idrocarburi provenienti dal vicino SIN di Trento Nord e segnatamente dalle produzioni della ex Carbochimica. Per questa omissione l’ing. Beschin è stato iscritto sul registro degli indagati con il reato di “disastro ambientale”.
Dalle successive analisi e caratterizzazioni emergerà (di questo la relazione generale da conto, senza però mettere in relazione l’area con le lavorazioni che avvengono nei pressi, ed in particolare con la bonifica del SIN) che il tratto della galleria artificiale (GA03) conferma ed anzi aggrava l’inquinamento rilevato nel luglio 2023, tanto che l’opera dovrà in quel tratto (circa 450 metri ) essere profondamente modificata e necessiterà che lo scavo per la realizzazione delle paratie laterali e della galleria artificiale avvenga mediante idrofrese.
Ciò che la Relazione Generale e gli allegati omettono è non solo che l’area in oggetto è sotto sequestro da parte della Magistratura ma anche che in questo tratto l’opera interferisce con la bonifica del SIN di Trento Nord ed in particolare con la bonifica del lotto relativo alle rogge demaniali.
Plurime notizie di stampa hanno segnalato proprio quel punto come una delle maggiori criticità della bonifica delle rogge in quanto in quel tratto il rio Lavisotto è privo di alveo di scorrimento in calcestruzzo e al momento su quel tratto la bonifica è sospesa in attesa, della soluzione della criticità.
Dalla lettura della citata Relazione Generale diviene evidente che la ratio dell’ intervento proposto per la realizzazione della GA03 è diverso da quello adottato per la bonifica delle rogge, elemento che diviene evidente se si considera che in quell’ area di forte criticità ambientale si intende intervenire con le idrofrese che, come la stessa RFI è costretta ad ammettere nella stessa Relazione Generale, produrranno lo spostamento dell’ inquinamento dalla falda superficiale a quella profonda, bucando la lente di limo che ora le tiene separate. L’intento di RFI, in aperta contraddizione con la bonifica, mira solamente al passaggio della circonvallazione e non tiene in alcun conto che con questa modalità si interferisce pesantemente non solo nella bonifica in corso (contravvenendo
quanto definito nel Decreto semplificazioni circa il passaggio di opere nei SIN) ma anche con la eventuale bonifica futura che si troverebbe, in questo modo, a fare i conti con un’ area inquinata non solo dal vicino SIN ma anche dai lavori per la realizzazione del bypass ferroviario di Trento).
Rfi spera di cavarsela dichiarando che tutto il terreno interessato dalle trincee TR03 e TR04 ed alla galleria GA03 finirà in discarica come rifiuto. Dimentica però che saranno i due binari della linea storica ad essere traslati sulle aree del SIN ed in particolare che questi transiteranno in uno dei luoghi più inquinati del SIN stesso ovvero sulla Fossa degli Armanelli, il luogo dove i proprietari della SLOI operavano lo sversamento in acqua della produzione di piombo tetraetile.
Anche su questo tratto del percorso le omissioni di RFI sono molte.
La prima è che l’intero SIN (compresa la Fossa degli Armanelli) è sotto sequestro da parte della Magistratura (ma nella Relazione generale di questo non si parla), sequestro confermato da una recente sentenza della Cassazione, ne si dice come avverranno i lavori dentro le aree inquinate dello stesso. L’ipotizzato utilizzo delle idrofrese è, anche in questo caso, assolutamente inopportuno perché sarà all’origine dell’allargamento dell’ inquinamento.
Non è chiarito poi il modo come RFI intenda rispettare i disposti del Decreto semplificazioni circa il passaggio dentro il SIN ovvero il non interferire con le bonifiche in corso e quelle future, per le quali, essendo il SIN di competenza del MASE, serviva almeno un documento di intesa, che nel materiale presente nel citato link sul sito del Ministero dell’Ambiente non è presente.
2. Le aree del SIN tornano ad essere utilizzate come siti di deposito temporaneo degli inquinanti
L’originario PFTE della circonvallazione ferroviaria di Trento aveva incluso il grosso delle aree del SIN di Trento Nord fra le aree di deposito temporaneo degli inquinanti e dello smarino prodotto dalla realizzazione dell’ opera.
Ancora nel 2022, il documento di APPA, che è parte integrante del parere della Provincia di Trento circa la valutazione di impatto ambientale dell’opera, era stato su questa scelta molto critico come fortemente critico era stato anche il documento, sempre di APPA, a firma dell’ing.ra Chiara Lo Cicero, in occasione della conferenza del Consiglio Provinciale di Trento sull’ argomento.
In occasione della approvazione dell’opera da parte della conferenza nazionale dei Servizi queste osservazioni furono accolte ed in particolare l’unica area a nord destinata al deposito temporaneo rimase l’area Sequenza a valle dell’ ex stabilimento della SLOI.
Nel 2024 è divenuto noto quanto i Comitati contro la circonvallazione avevano dichiarato da sempre ovvero che non corrispondeva al vero che l’area Sequenza era, come dichiaravano i proprietari, priva di inquinanti ma che su di essa i valori riscontrati dai piezometri piazzati da APPA ma anche i risultati dei monitoraggi di RFI rilevavano un pesantissimo inquinamento da piombo trietile e dietile, quasi sempre centinaia di volte superiore a quello valutato come massimo dal Codice dell’ Ambiente (i dati dei monitoraggi di aprile e di luglio 2025 parlano di piombo trietile 410 volte superiore al valore massimo di legge e di piombo dietile 270 volte superiore a quanto consentito, come massimo! dal Decr. Leg. 156/2025) .
Nel 2024 al Comune di Trento, a seguito di una vertenza legale circa la titolarietà della emissione delle ordinanze sindacali sui SIN, veniva confermata, con sentenza della corte di Cassazione, la piena competenza e nel gennaio 2025 il Comune di Trento emetteva una ordinanza contro i proprietari del SIN (che sono in parte proprietari dell’ area Sequenza) per la messa in sicurezza di detti territori.
A fronte di questo c’era da aspettarsi che l’area Sequenza fosse stralciata dalle aree di deposito temporaneo degli inquinanti scavati nel tratto nord della circonvallazione e di quelli provenienti dallo scavo della galleria a due canne.
Inspiegabilmente, ed a seguito della presentazione di documentazione manipolata e falsa (su cui mi soffermerò poi) , gran parte delle aree del SIN dove aveva sede la ex Carbochimica, i luoghi di maggiore inquinamento dello scalo Filzi (le aree della progettata galleria artificiale GA03) e l’intera area Sequenza, divengono aree per il deposito temporaneo dei terreni inquinati e dello smarino.
In particolare diviene area di deposito temporaneo tutto lo scalo Filzi unitamente ad una striscia di terreno larga circa 50 metri a fianco della linea ferroviaria e tutta la parte nord (quella che confina con il Magnete) della ex Carbochimica, per un totale di quasi otto ettari di terreno. Analogamente avviene per l’area Sequenza (2,7 ettari) dove verrà realizzato anche un capannone confinato dove ricoverare per periodi più lunghi i terreni inquinati.
Si tratta di due aree circondate da attività produttive in funzione e da numerose residenze su cui il dott. Martuzzi, dirigente dell’Istituto Superiore di Sanità aveva chiesto, ancora nel luglio 2024, una campagna di soil-gas visti i valori molto elevati di inquinamento presenti nel suolo ed i forti rischi per la popolazione.
I suoli inquinati saranno “isolati” da un capping di trenta centimetri, una soluzione ridicola ed assolutamente inefficace per terreni dove si opera con grandi mezzi meccanici in grado di polverizzare il capping proposto in pochissimi giorni di lavoro!
La riproposizione delle aree del SIN fra quelle destinate al deposito temporaneo non trova alcuna giustificazione ne nella Relazione generale ne negli allegati inviati da RFI alla Commissione PNRR-PNIEC e leggendo i documenti non emerge ne che gran parte di quelle aree oggetto del deposito temporaneo sono sotto sequestro, ne che si tratta di aree che fanno parte del SIN di Trento Nord. Due notizie essenziali per una valutazione obbiettiva sulla opportunità del loro utilizzo.
Risulta poi davvero incomprensibile il comportamento di A.P.P.A in questa vicenda.
Il parere di APPA lascia basiti: una paginetta e mezza siglata dalla f.f. di Direttore del Settore Bonifiche (Monica De Rossi) e firmata dal neo dirigente generale l’ing. Gabriele Rampanelli a fronte di una documentazione complessiva di circa 2000 pagine!
APPA inoltre, nel suo parere, dimentica quanto scritto dall’ Agenzia in precedenza ed in particolare non fa notare ad RFI ne che le aree in oggetto sono in gran parte sotto sequestro, ne che si tratta del SIN di Trento Nord, ne che il PUT di parte B è in contraddizione con le osservazioni accolte all’ atto del varo del PFTE (che aveva stralciato le aree del SIN da aree di deposito temporaneo)… Omissioni che certo non hanno facilitato la comprensione dei disagi e dei problemi ambientali che il varo di questo PUT può causare a Trento.
3. Manipolazioni, falsi, omissioni
Vediamo le cose con ordine.
La scelta di trasformare le aree del SIN e l’area Sequenza in aree per il deposito temporaneo è annunciata nella Relazione Generale e giustificata da un apposito allegato titolato “schede tecniche dei siti di deposito intermedio”.
La lettura del Parere della Commissione Tecnica PNRR-PNIEC mette in evidenza come la commissione sia stata fuorviata dalle informazioni contenute sia nella Relazione generale che da quelle contenute nell’ allegato circa i depositi intermedi.
Dice, a pag. 9 del suo Parere la Commissione: “Per l’area AS.01 (si tratta dell’area Sequenza dove è previsto un deposito temporaneo ed un capannone confinato per il deposito di terreni inquinati, ndr) non risultano superamenti di CSC riferita alla specifica destinazione d’uso industriale (campionamenti di settembre 2023)”.
Si tratta di una frase che dimostra che la Commissione non conosce la vicenda ed è stata tratta in inganno. Infatti innanzitutto la Commissione sbaglia la destinazione d’uso dell’ area e la considera un’area espropriata, mentre l’area Sequenza è in regime di “occupazione temporanea”.
La sua destinazione d’uso non è “industriale e commerciale” ma è “per intero in C.6, zone soggette alla riqualificazione urbana di Trento Nord”, come risulta dal certificato di destinazione urbanistica a firma del Dirigente Generale del Settore Urbanistica del Comune di Trento, ing. Silvio Fedrizzi, contenuto nel documento titolato “schede tecniche di deposiyo intermedio”. Inoltre le recenti indagini ambientali (ed a ben guardare anche quelle passate, se si considerano i risultati del piezometro piazzato sull’area Sequenza da APPA ancora negli anni ‘90), i monitoraggi realizzati da RFI e da APPA, parlano di valori del piombo dietile e trietile centinaia di volte superiori a quelli massimi consentiti. Dati questi che RFI nasconde per sostituirli con quelli fatti (nel 2023, ovvero
prima della ordinanza del Comune di Trento sulla messa in sicurezza dell’area) da un laboratorio che non applica neppure le procedure di APPA relativamente al Piombo Organico.
Ho già ricordato che la Relazione Generale omette e nasconde volutamente che i depositi temporanei dei terreni inquinati avverranno nelle aree del SIN di Trento Nord.
A tale proposito è fuorviante la cartografia titolata “Inquadramento Urbanistico” contenuta nelle schede tecniche relative all’ area di deposito intermedio denominata CO.02 che della perimetrazione del SIN non da conto. In altre parole si nasconde che la CO.02 è costituita dallo scalo Filzi, comprese le aree sotto sequestro da parte della Magistratura con provvedimento del luglio 2023, e da parte consistente (la fascia ovest e la parte nord) dei terreni della ex Carbochimica dal 2001 parte del SIN di Trento Nord, peraltro anch’esso sotto sequestro probatorio con provvedimento del dicembre 2023.
Molto gravi sono in specifico le omissioni e le manipolazioni interessate contenute nell’ allegato denominato “Schede tecniche dei depositi intermedi” relative al sito CO.02. Per occultare che parte significativa dello stesso è costituita dal SIN di Trento Nord non solo si omette di rilevarlo cartograficamente (il retino del SIN viene tolto dalla cartografia) ma nella documentazione (come invece avviene per gli altri siti di deposito intermedio) si “dimentica” di allegare il certificato di destinazione d’uso dell’ area (che chiarirebbe trattasi di aree per la trasformazione urbana di Trento nord incluse nell’ omonimo SIN), mentre dentro il piano di campionamento ed analisi, contenuto nella documentazione del PUT inviata ad APPA ed alla Commissione PNRR-PNIEC e pubblicata sul sito del MASE si fa finta che si tratti di un area qualsiasi e si scrive che in quell’area “non risultano superamenti di CSC” mentre si tratta di un SIN istituito con D.M. 18 settembre 2021, n. 468 e perimetrato con D.M. 8 luglio 2002, dopo che l’ area era stata caratterizzata da APPA!.
Il perché queste considerazioni non siano dentro le osservazioni di APPA è molto grave e lascia basiti.
Il senso di questa lettera
Questa lettera prende spunto dalla considerazione, inusuale nei documenti pubblici, che la Commissione PNRR-PNIEC ha messo in premessa al parere di autorizzazione del PUT di parte B. Scrive la Commissione:
“CONSIDERATO che:
– ai dati ed alle affermazioni fornite dal proponente (in questo caso RFI, ndr) occorre riconoscere la veridicità dovuta, in applicazione ai principi della collaborazione e della buona fede che devono improntare i rapporti fra il cittadino e la Pubblica Amministrazione, ai sensi dell’art. 1, comma 1 bis della legge 241/1990 e smi, fatte salve le conseguenze di legge in caso di dichiarazioni mendaci”.
La documentazione fornita da RFI rientra appieno fra le dichiarazioni mendaci e nelle tecniche omissive e manipolatorie al fine di ottenere l’approvazione di iniziative e piani che se correttamente presentati non avrebbero ottenuto lo stesso esito.
Quello che Le chiedo è l’annullamento del parere in parola, proprio sulla base del fatto che lo stesso trae giustificazione da un inesatta e falsata rappresentazione dello stato reale delle vicende.
Per parte mia Le comunico che la presente documentazione sarà inviata, oltre che alla stampa ed ai media, anche alla Autorità Giudiziaria essendo a mio avviso evidente che la procedura adottata, le omissioni e le falsità contenute dentro i documenti costitutivi il PUT di parte B della Circonvallazione ac/av di Trento costituiscono oltrechè un pesante danno ambientale e sanitario per i cittadini di Trento e del Trentino anche veri e propri reati contro la Pubblica Ammnistrazione.
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Elio Bonfanti – Trento
