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DOCET – ASSOCIAZIONE INSEGNANTI TRENTO * ASSEMBLEA ELETTIVA: « CESCHI PRESIDENTE / RUBAGOTTI VICE / NEL CONSIGLIO, BROCCHIERI – LUPI – SODINI – TABARELLI – DIETRE – GERLIN – PARISI – SALVINI – STEFANINI»

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18.07 - martedì 10 giugno 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Lunedì 9 giugno dalle ore 20.00 presso la Sala inCooperazione di Via Segantini si è svolta l’assemblea elettiva di Docet – Associazione insegnanti della Provincia autonoma di Trento, che ha esteso il perimetro associativo alle insegnanti della scuola dell’infanzia ed eletto il primo Consiglio direttivo, ampliato da 9 a 11 componenti in conseguenza di tale modifica statutaria.

La composizione del Consiglio per il triennio 2025/28 è risultata la seguente:

– Giovanni Ceschi, presidente (Liceo Prati) 138

– Laura Rubagotti, vice-presidente (Liceo Prati) 131

– Andrea Brocchieri (Liceo Prati) 121

– Michela Lupi (scuola dell’infanzia, pensionata) 114

– Ivan Sodini (Liceo Prati) 113

– Daniela Tabarelli (scuola dell’infanzia di Martignano) 112

– Andrea Dietre (ITI Marconi) 109

– Lucio Gerlin (secondaria II grado, pensionato) 109

– Sonia Parisi (IC Valle dei Laghi – Dro) 107

– Marcello Salvini (secondaria I grado, pensionato) 102

– Stefano Stefanini (secondaria II grado, pensionato) 87

Nel nuovo Consiglio direttivo di Docet sono rappresentati tutti i gradi del sistema d’istruzione (infanzia, istituti comprensivi, istituti superiori) e tutte le fasce “anagrafiche” professionali contemplate dallo Statuto societario, dai precari ai docenti di ruolo agli insegnanti in pensione da non più di dieci anni.

Nel discorso d’insediamento il prof. Giovanni Ceschi ha messo in luce una serie di obiettivi concreti che Docet si propone per il primo triennio, sintetizzati in cinque punti-chiave.

1) La prima urgenza – dalla quale tutti gli altri obiettivi particolari discendono – è quella di ripristinare il clima democratico e la vivibilità dell’esperienza scolastica. Docet dovrà quindi prendere posizione attiva in questa direzione, sollecitando i propri interlocutori (colleghi negli istituti, amministrazione provinciale, decisore politico) a rispettare quest’insopprimibile esigenza, tante volte compressa nell’esperienza di ogni giorno.

2) Docet intende offrire una formazione specifica e capillare ai colleghi sugli strumenti da adottare per il ripristino di una piena democraticità negli organi collegiali.

3) Docet proporrà un’attività di riflessione professionale e di formazione con esperti esterni sui grandi temi statutari di una scuola ispirata all’equità sociale, all’autonomia delle istituzioni scolastiche, alla dignità e all’importanza del lavoro di insegnante per la società.

4) Quarto ambito d’intervento sarà la reazione alla prepotenza del decisore politico e alla pressione burocratico-amministrativa sulla scuola, a tutti i livelli.

5) Quinta azione nell’immediato sarà un’implacabile attività di fact checking per smascherare eventuali posizioni equivoche dell’informazione, cercando di spostare il baricentro dal martellamento mediatico che intende imporre un mainstream sull’istruzione alla fotografia di quanto accade realmente nelle scuole trentine, mettendo sotto i riflettori le reali finalità sottese a iniziative eterodirette.

In sintesi estrema, Docet si propone come interlocutore tutto nuovo, credibile e aperto al dialogo, nel sistema educativo della provincia di Trento, esigendo ascolto senza alzare la voce, coraggioso nell’assumere – se serve – posizioni scomode e controcorrente ma sempre propositivo e mai oppositivo per partito preso. Parole chiave: democraticità, dialogo, credibilità, responsabilità e dignità professionale.

Nel ringraziare le centinaia d’insegnanti che le hanno dato fiducia nei primi mesi di vita, Docet si propone di costruire per loro, in Trentino, una nuova “casa”.

 

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