(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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POLIZIA LOCALE DI TRENTO: PROCEDURA OPACA E DISCREZIONALE PER L’ASSEGNAZIONE DI MANSIONI SUPERIORI.
Apprendo con preoccupazione della procedura interna avviata dal Corpo di Polizia Locale di Trento – Monte Bondone per l’attribuzione temporanea di mansioni superiori a seguito del comando presso altro Comune di un operatore dal 3 giugno 2026. Pur comprendendo la necessità di garantire continuità operativa al Corpo, desta forti perplessità il metodo individuato dall’Amministrazione, che rischia di aprire la strada a valutazioni fortemente discrezionali e poco trasparenti. Nel documento trasmesso al personale si afferma infatti che la scelta avverrà sulla base di criteri generici quali “competenza professionale”, “esperienza maturata”, “continuità operativa” e “coerenza con le esigenze organizzative del Corpo”, senza però definire parametri oggettivi, punteggi, graduatorie o criteri verificabili preventivamente.
Una formulazione così ampia rischia inevitabilmente di generare malumore all’interno del Corpo di Polizia Locale, alimentando il sospetto che la decisione finale possa dipendere più da valutazioni soggettive che da criteri meritocratici trasparenti e condivisi. È evidente che, in assenza di regole chiare e predeterminate, questa procedura potrebbe esporre l’amministrazione anche a possibili ricorsi da parte del personale escluso, con conseguenze negative sul clima interno, sulla serenità lavorativa degli agenti e sull’efficienza stessa del servizio.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento critico: eventuali contenziosi giudiziari promossi dai candidati esclusi potrebbero determinare un aggravio economico per le casse comunali, tra spese legali, costi amministrativi ed eventuali soccombenze.
Un rischio che dovrebbe essere attentamente valutato dall’Amministrazione, soprattutto in un momento in cui viene costantemente richiamata la necessità di un utilizzo prudente ed efficiente delle risorse pubbliche.
Colpisce inoltre il fatto che, pur trattandosi di una sostituzione temporanea, non siano stati previsti meccanismi più trasparenti e imparziali, come una selezione interna con punteggi pubblici, criteri comparativi dettagliati o una graduatoria formalizzata.
Il rischio concreto è quello di creare divisioni e tensioni all’interno della Polizia Locale cittadina proprio in una fase in cui sarebbe invece necessario rafforzare coesione, motivazione e valorizzazione equa del personale.
Per queste ragioni, ritengo doveroso che l’Amministrazione comunale chiarisca pubblicamente quali siano i criteri effettivi di valutazione, chi sarà incaricato di valutare i profili, come verrà garantita imparzialità nella scelta, quali strumenti di trasparenza verranno adottati per evitare contestazioni e se non sia opportuno sospendere la procedura per ridefinirla secondo modalità più oggettive e verificabili.
La valorizzazione del personale passa necessariamente attraverso procedure limpide, meritocratiche e inattaccabili sotto il profilo amministrativo. Ogni scelta diversa rischia di compromettere il rapporto di fiducia tra operatori e amministrazione.
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Daniele Demattè – Consigliere Comunale Giorgia Meloni Fratelli d’Italia
