News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

DEMAGRI (CONSIGLIO PAT – CASA AUTONOMIA) * ISTRUZIONE: «LA SCUOLA TRENTINA MERITA RISPETTO, BASTA INGIUSTIZIA»

Scritto da
10.43 - mercoledì 7 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////

La scuola trentina merita rispetto: basta improvvisazioni, basta ingiustizie. Nel panorama politico provinciale qualcosa finalmente si muove a favore della scuola: si parla infatti di riforma. Come Casaautonomia.eu ribadiamo la nostra disponibilità al confronto, ma con molti purché chiari e necessari, che messi sul tavolo potranno contribuire davvero a rappresentare la Scuola con la S maiuscola.

«In queste settimane ho incontrato insegnanti, educatrici, dirigenti, personale dei nidi, delle scuole dell’infanzia, della primaria e della secondaria. Ho ascoltato storie, raccolto testimonianze, letto materiali che raccontano un disagio profondo: quello di una scuola che non si sente più riconosciuta, né rispettata, da chi oggi governa il Trentino. Un disagio che non nasce da resistenze al cambiamento, ma da un senso di ingiustizia e di inopportunità che attraversa tutto il sistema educativo.» La maggioranza provinciale parla di una riforma necessaria perché la legge 5 sarebbe “obsoleta”. Ma questa narrazione non corrisponde alla realtà. La legge 5 è stata costruita in modo partecipato, con tempi adeguati e con il contributo dei professionisti della scuola. È una legge buona, che richiede semmai aggiustamenti tecnici, non una demolizione ideologica.

Viene allora spontaneo chiedersi: sta parlando con tutti l’Assessora Gerosa? Perché certamente lo deve fare con chi la scuola la vive ogni giorno. Oggi il problema non è la legge, ma le scelte politiche che stanno mettendo in crisi l’intero sistema. Nei nidi, nelle scuole dell’infanzia, nella primaria e nella secondaria, cresce il numero di persone chiamate a educare e fare scuola senza avere i titoli necessari. Mancano molti professionisti e l’amministrazione ricorre in modo massiccio alle MAD, le “messe a disposizione”, dentro le quali si trovano anche persone senza formazione specifica, talvolta con titoli vetusti o percorsi professionali completamente estranei all’educazione. Accade spesso che figure senza preparazione vengano assegnate a posti di sostegno per l’intero anno scolastico, in ruoli che richiedono competenze elevate e specialistiche.

È una situazione grave, perché i genitori credono di affidare i propri figli a professionisti qualificati, mentre la realtà è spesso diversa, e passa sotto traccia. Ed è ingiusto nei confronti degli insegnanti che hanno investito anni di studio e formazione per svolgere questo lavoro con competenza, sminuiti e sovraffaticati da queste situazioni. Questa deriva non riguarda solo la scuola pubblica, ma anche la paritaria e l’equiparata: un problema trasversale, sistemico, che nasce da una politica che ha reso la scuola sempre meno attrattiva. Contratti precari, stipendi non competitivi, orari imprevedibili, carichi di lavoro crescenti, instabilità organizzativa: chi nella scuola crede e investe molte energie rischia di spegnersi sfiduciato. E c’è un altro dato che non può essere ignorato: il 95% del personale scolastico è composto da donne, spesso costrette ad accettare poche ore di lavoro a settimana, inadeguate per costruire un presente e un futuro dignitoso. Una scuola che non valorizza il lavoro femminile è una scuola che rinuncia a riconoscere la propria stessa struttura.

A tutto questo si aggiungono scelte contrattuali discutibili, come la gestione delle ferie nella scuola dell’infanzia o la logica premiale dei “cinque giorni” concessi solo a chi non ha mai chiesto un’assenza: una misura che non premia la professionalità, ma introduce un’idea punitiva e distorta del lavoro educativo. La scuola trentina non ha bisogno di slogan, né di riforme calate dall’alto. Ha bisogno di rispetto, di ascolto, di investimenti seri sulla formazione, di organici adeguati, di stabilità contrattuale, di una visione che metta al centro bambini, famiglie e professionisti. Ha bisogno di essere chiamata “scuola” quando fa scuola, e di essere integrata con attività esterne solo quando queste arricchiscono, integrano, non quando sostituiscono, il lavoro educativo.

Oggi la politica provinciale sta scegliendo la strada opposta: quella dell’improvvisazione, della svalutazione delle competenze, della precarizzazione del sistema. C’è un ultimo elemento che non può essere taciuto. Da più parti, e in modo sempre più insistente, mi viene riferito che la maggioranza non sta realmente interagendo con gli addetti ai lavori. Gli incontri vengono annunciati, ma non producono ascolto; molte sedi ufficiali di confronto ed operatività sono bypassate; quando alcune le consultazioni vengono convocate, non generano di fatto partecipazione; le decisioni arrivano già confezionate, senza che chi vive la scuola ogni giorno possa contribuire in modo autentico.

Forse per l’assessora Gerosa “lavorare insieme” significa qualcos’altro: una formula da comunicato, non un metodo di coprogettazione. Ma la scuola non si governa con gli slogan, né con la presunzione di sapere cosa serve senza confrontarsi con chi insegna, educa, accoglie, sostiene. La scuola si governa con il dialogo, con la competenza, con il rispetto. Se la maggioranza continua a procedere senza ascoltare i professionisti, senza coinvolgere chi conosce davvero la complessità educativa, senza riconoscere il valore del lavoro quotidiano nelle aule, allora non sta riformando la scuola: la sta indebolendo. E questo il Trentino non può permetterselo.

Detto questo, c’è modo e tempo per imboccare la strada giusta, la direzione corretta, e garantire una riforma adeguata ai tempi, alle nuove esigenze, alla modernità, senza perdere quella storicità che finora ci ha accompagnati.
Io scelgo di stare dalla parte della scuola vera: quella che ogni giorno tiene insieme comunità, crescita, futuro. E continuerò a dare voce a chi, dentro le aule, sente che questa voce non viene più ascoltata.

*
Paola Demagri Consigliera Casaautonomia.eu

Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.