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DEMAGRI (CONSIGLIO PAT – CASA AUTONOMIA) * AZIENDA SANITARIA TRENTINA: «AZIONE DISCIPLINARE CONTRO UNA DIPENDENTE PER UN’INTERVISTA, ATTO GRAVE ED INTIMIDATORIO»

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08.22 - sabato 17 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’azione disciplinare avviata dall’Azienda sanitaria trentina nei confronti di una propria dipendente, accusata di aver rilasciato un’intervista anonima al TGR Rai, rappresenta un fatto di gravità inaudita. Non solo perché colpisce una professionista che ha semplicemente riportato criticità oggettive quali carenze di personale, apparecchiature vetuste, condizioni di lavoro note a tutti gli operatori, ma perché introduce un precedente pericoloso: la volontà di risalire all’identità di una fonte che aveva esplicitamente richiesto tutela.

Siamo di fronte a un atto che travalica il perimetro del regolamento aziendale e che rischia di trasformarsi in uno strumento di intimidazione nei confronti del personale. Un personale che, nonostante condizioni sempre più difficili, continua a garantire con dedizione e professionalità il funzionamento del nostro servizio sanitario. Colpire chi segnala criticità significa colpire l’intero sistema, perché si scoraggia chiunque dal contribuire, con senso civico, al miglioramento dei servizi.

A questo si aggiunge un elemento ormai sotto gli occhi di tutti: l’inadeguatezza della Direzione generale è sempre più evidente. Da anni l’Azienda sanitaria sta scivolando in un declino strutturale che nessuno può più fingere di non vedere. È necessario che il presidente Fugatti ne prenda finalmente atto.

In una democrazia matura, la libertà di parola, soprattutto quando esercitata nel rispetto del proprio ruolo e nell’interesse pubblico,  non può essere compressa né trasformata in motivo di sanzione. La trasparenza non è un fastidio da reprimere, ma un valore da proteggere. E la collaborazione tra istituzioni e informazione è un pilastro della fiducia dei cittadini: minarla significa indebolire l’intero rapporto tra comunità e sanità pubblica.

 

Per questo riteniamo inaccettabile che la Direzione generale scelga la via del bavaglio invece di quella dell’ascolto. È un segnale che rischia di allontanare ulteriormente gli operatori, già provati da anni di carichi insostenibili, e che alimenta un clima di soggezione incompatibile con un ambiente di lavoro sano e rispettoso.

Rivendichiamo con forza il diritto di ogni professionista a esprimere, in modo responsabile, le proprie preoccupazioni. E chiediamo che l’Azienda sanitaria ritiri immediatamente il procedimento disciplinare, ristabilendo un clima di fiducia e rispetto reciproco. La sanità trentina non ha bisogno di silenzi forzati: ha bisogno di verità, di ascolto e di un impegno comune per migliorare ciò che non funziona.

 

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Consigliera provinciale Casaautonomia.eu

Paola Demagri

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