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DEGASPERI (CONSIGLIO PAT – ONDA) – INTERROGAZIONE * TRENTINO TRASPORTI: «DIRIGENTE SENZA LAUREA E ASSUNZIONE DEL FIGLIO, SONO STATE RISPETTATE LE NORME?»

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14.21 - mercoledì 11 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Misure organizzative adottate dalla società Trentino trasporti a mitigazione del rischio di corruzione nel reclutamento del personale. Il dirigente senza laurea e la recente assunzione del figlio.

Le società a capitale pubblico come Trentino trasporti SpA, attraverso l’adozione di regole trasparenti e controlli interni, dovrebbero prevenire il rischio che l’interesse privato prevalga su quello generale. Una delle aree a maggiore rischio è quella del reclutamento del personale e della progressione di carriera, dove possono potenzialmente emergere favoritismi, nepotismi o conflitti di interesse, criticità ben nota anche al legislatore che ha dettato norme ad hoc per prevenire e contrastare tali fenomeni. Garantire trasparenza e regolarità in queste aree ad alto rischio deve essere un obiettivo prioritario per gli amministratori così da tutelare legalità e fiducia pubblica.

Nel caso di Trentino Trasporti è emerso, anche a seguito dell’atto ispettivo della cons. Demagri, che è stato individuato un dirigente non in possesso di laurea, nonostante nella legge provinciale n. 7/1997, Revisione dell’ordinamento del personale della Provincia autonoma di Trento, sia previsto il titolo universitario per l’accesso a ruoli dirigenziali. Il presidente della società Diego Salvatore ha spiegato che “le società a controllo pubblico non sono soggette al decreto n. 165/2001 ma applicano il D.Lgs. n. 175/2016, che consente di definire criteri propri per il reclutamento nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità, e che per le selezioni è previsto un regolamento interno che non richiede espressamente la laurea”.

Seppur vero che la norma nazionale da applicare è quella citata dal presidente della società, è altrettanto vero che la Provincia Autonoma di Trento adotta disposizioni che devono essere tenute in considerazione e rispettate; è infatti proprio la l.p. n. 7/1997 che estende espressamente la sua applicazione anche alle società partecipate della Provincia per quanto compatibile. La Provincia, proprio in materia di personale, adotta con delibera della giunta, specifiche direttive per gli enti partecipati che ricordano anche l’obbligo di applicazione della l.p. n. 7/1997 per quanto compatibile.

Si desume che il concetto di compatibilità non vada confuso con arbitrarietà di scelta rispetto a quali disposizioni applicare, ma vada inteso come vincolo di applicazione di tutto quanto non sia in conflitto con la matrice di tipo privatistico del rapporto di lavoro delle società partecipate rispetto al pubblico della Provincia stessa. Non si vede come i requisiti di inquadramento delle posizioni lavorative possano essere un elemento inapplicabile in quanto non compatibile. Oltre al quadro normativo, anche il quadro regolatorio interno della società presenta criticità in argomento, posto che il citato “regolamento interno”, disponibile sul sito internet della società, non elenca per le diverse posizioni i titoli di studio richiesti ma, come un abito sartoriale, gli stessi sono determinati per ogni singolo bando, lasciando alla società pieno arbitrio.

Si rammenta che alcune perplessità sulla gestione delle procedure concorsuali erano state segnalate nell’interrogazione n. 264/XVII del 9 aprile 2024 priva di risposta dopo quasi due anni. Nello specifico si chiedevano spiegazioni sulle ragioni che avevano portato la società ad avviare due selezioni per “addetto all’esercizio” a distanza ravvicinata e con bandi marcatamente differenti. La questione era emersa in occasione dell’analisi degli avanzamenti di carriera dell’autista che aveva lasciato a terra i passeggeri.

Dall’analisi dei documenti presenti nel sito internet della società, si prende atto della pubblicazione dell’organigramma di data 30 ottobre 2025 senza nomi e si evidenzia una discontinuità con gli organigrammi pubblicati negli ultimi anni, completi dei nomi dei responsabili di funzione.

Nella visura camerale presente sul sito di Trentino trasporti (ultima disponibile di data 29 dicembre 2025) sono elencate le procure speciali assegnate a dirigenti e funzionari affinché possano esercitare i poteri di spesi necessari ad assicurare il regolare svolgimento degli incarichi assegnati. Si rileva che nessuna procura è stata assegnata al dott. Ugo Rossi, dirigente dell’area “Personale e Organizzazione” (secondo l’organigramma in chiaro del 1 settembre 2025).

Nel sito internet non è presente alcuna pianta organica o altro analogo documento che definisca i ruoli disponibili e i requisiti necessari per ricoprirli (scolarità, esperienza ecc..), il numero di persone assegnate ad ogni ufficio e con quali mansioni. Uno strumento di questo tipo, oltre a costituire uno strumento programmatico e organizzativo i cui contenuti dovrebbero essere oggetto di analisi e approvazione da parte non solo del consiglio di amministrazione ma anche degli organi preposti ad esercitare il controllo analogo, potrebbe limitare il rischio di assunzioni arbitrarie e limitare la discrezionalità prevenendo favoritismi. Non sarebbe possibile infatti creare nuove posizioni o modificare i ruoli per favorire qualcuno.

Con una pianta organica visibile e aggiornata, organismi interni ed esterni possono verificare che le assunzioni e le progressioni di carriera, benché non oggetto di procedimenti di selezione interna a partecipazione plurima, rispettino i posti disponibili e i requisiti dichiarati. Questo ridurrebbe i rischi di favoritismi o di conflitto di interesse.

Abbinando la pianta organica ai bandi di selezione ad evidenza pubblica per i ruoli disponibili, le selezioni si baserebbero su criteri oggettivi (titolo di studio, esperienza, capacità), eliminando il pericolo che a prevalere siano le conoscenze anziché la conoscenza.
Le norme in tema di trasparenza e anticorruzione, applicabili non solo alle pubbliche amministrazioni, ma anche alle società partecipate come appunto Trentino trasporti SpA, contengono specifiche disposizioni in tema di incompatibilità e inconferibilità in ambito di incarichi di rapporti di lavoro subordinato. La legge n.¿190/2012 (anticorruzione) e il già citato D.lgs.¿165/2001 – in quest’ambito applicabile in parte anche alle società partecipate vietano che tra parenti stretti (genitori, figli, coniugi, fratelli/sorelle) si instaurino rapporti di subordinazione. Nei regolamenti interni della maggior parte degli enti pubblici esistono infatti procedure apposite per regolare le situazioni di incompatibilità: se un dipendente si trova in una posizione dove un parente diretto è il proprio superiore, uno dei due deve essere spostato o ricollocato in modo da eliminare il potenziale conflitto di interesse.

Questo vale sia per ruoli dirigenziali sia per ruoli operativi, laddove si profilino possibili favoritismi sulla carriera, sulla retribuzione, sulle valutazioni o sugli incarichi.

Sulla base delle segnalazioni pervenute pare che Trentino Trasporti, oltre al dirigente senza laurea abbia assunto anche il figlio. Quest’ultimo avrebbe partecipato alla selezione per addetto al controllo di gestione entrando nella graduatoria di merito. Esauriti i posti disponibili nel servizio di cui alla selezione sarebbe in realtà stato assunto nell’area
alle dipendenze del padre.

Nel sistema delle società partecipate il “controllo analogo” disciplinato dall’art. 2, comma 1, lett. c) del D.Lgs. n. 175/2016, dalla l.p. n. 23/2016 e dalle direttive provinciali, richiede che la Provincia o gli enti soci esercitino sulla società un’influenza determinante sia sugli obiettivi strategici sia sulle decisioni significative, in modo analogo a quello esercitato sui propri servizi interni.

Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere

1) se sia o meno intenzione rispondere all’interrogazione n.264/XVII ed eventualmente quando;

2) se gli organi interni di amministrazione e controllo, tra cui il collegio sindacale e l’organismo di vigilanza ex D.Lgs. n. 231/01, abbiano effettuato controlli sulle assunzioni citate, eventualmente quando e con quali riscontri;

3) se gli organi interni di amministrazione e controllo abbiano verificato che tutti i dirigenti, in particolare il dirigente dell’area “Personale e Organizzazione” dispongano di adeguati poteri di spesa, eventualmente quando e con quali riscontri;

4) se i dirigenti e gli uffici preposti abbiano effettuato controlli sulla possibile situazione di potenziale incompatibilità per legame parentale citata in premessa, eventualmente quando e con quali riscontri;

5) se gli organi di amministrazione e di controllo della società ritengano rispettoso delle norme pubblicare l’organigramma privo dei nomi dei responsabili delle funzioni;

6) se gli organi di amministrazione e di controllo della società ritengano o meno opportuno definire una pianta organica con ruoli, requisiti per la copertura del ruolo, dipendenti per ufficio al fine di contenere il rischio corruzione;

7) se nell’ambito del controllo analogo, sia stata avviata da parte della Provincia, la verifica delle modifiche nell’organizzazione rappresentate nell’organigramma del 30 ottobre 2025 (compresa l’assegnazione di deleghe e procure) nonché delle procedure di selezione del dirigente dei , eventualmente quando e con quali esiti.

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Filippo Degasperi

Consiglio Provincia autonoma Trento (Onda)

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