(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Replica in merito all’evento promosso dall’associazione “DOCET”.
In qualità di Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Trento, desidero intervenire pubblicamente in merito ad alcune affermazioni pronunciate in sede di un evento promosso dall’associazione “DOCET” in data 17/3/2026 relativo al DDL promosso dall’Assessore Gerosa in merito al recupero delle carenze formative. Ritengo doveroso, anzitutto, esprimere rammarico per il tono e i contenuti di alcune dichiarazioni che sono state rivolte alla Consulta, un organo istituzionale democraticamente eletto, composto da oltre cento rappresentanti provenienti da più di cinquanta istituti del territorio che insieme esprimono la voce di tutti gli studenti della Provincia Autonoma di Trento.
Durante l’incontro, infatti, sono stati sollevati dubbi sulla rappresentatività della Consulta ed è stata espressa la necessità che la Consulta venga “adeguatamente sensibilizzata” . Tali parole, risultano incompatibili con chi ricopre incarichi pubblici che dovrebbe invece conoscere profondamente il valore della rappresentanza democratica. È legittimo il confronto, anche acceso, ma risulta inaccettabile mettere in discussione la legittimità di un organismo che trae la propria forza proprio dal mandato elettivo e dalla pluralità delle voci che lo compongono.
Ancora più preoccupante è l’idea, implicitamente espressa, che la partecipazione della consulta debba essere “indirizzata” lasciando a intendere che autonomamente e senza guida gli studenti non siano in grado di maturare una posizione critica e costruttiva. Nel corso dell’evento sono state inoltre avanzate pesanti affermazioni, tra le quali che la consulta risulti essere “manipolata” e “gestita” e che venga utilizzata come “trampolino di lancio per candidature” .
Oltre ad essere al limite della diffamazione per mezzo stampa, dal momento che si parla di un organo pubblico eletto e incardinato nel Dipartimento dell’Istruzione, è profondamente denigratorio e svilente nei confronti del lavoro democratico e dialogico che viene sempre avallato e portato avanti tra tutti i rappresentanti, che mensilmente si riuniscono, discutono, e collegialmente decidono.
È inoltre da specificare che la Consulta si adopera mediante i suoi più alti esponenti e i suoi rappresentanti tutti solo ed esclusivamente per promuovere il bene degli studenti, e che risulta stonato sentire che quest’organo possa essere utilizzato come trampolino di lancio per eventuali candidature dal momento che lo stesso Statuto della Consulta stabilisce l’incompatibilità tra i suoi membri e la propaganda partitica perorata all’interno dell’organo.
Proprio per questo motivo, prima di formulare giudizi in pubblica piazza, sarebbe auspicabile uno studio e un’analisi approfonditi della tematica discussa. Limitarsi a valutazioni esterne e congetture, prive di un reale fondamento, rischia di restituire un’immagine distorta e superficiale di una realtà ben più complessa e articolata. Proprio come è accaduto per la dinamica della posizione assunta dalla Consulta riguardo ai DDL Carenze Degasperi e Gerosa.
È da notare infatti, come il processo di stesura della dichiarazione definitiva riguardo ai DDL sia sato lungo e abbondantemente partecipato non solo dai rappresentanti della Consulta ma da tutti gli attori coinvolti, in primo luogo i due proponenti. L’incompatibilità sollevata in sede di discussione DOCET tra posizioni espresse da me in data 2/2/2026 sul quotidiano Adige e quelle espresse in V Commissione il medesimo giorno, è senz’altro frutto di una mal interpretazione delle dinamiche.
La prima dichiarazione è infatti frutto di un lavoro parziale e non completo che è stato poi ultimato attraverso una revisione voluta e approvata collegialmente dalla commissione Istruzione e poi passata al vaglio dei rappresentanti tutti. Quest’ ultima, essendo la versione definitiva ed espressione di tutta la Consulta è stata presentata al Consiglio Provinciale.
Mettere in discussione tale iter significa, di fatto, mettere in discussione un metodo democratico e partecipativo. Desidero inoltre sottolineare che la Consulta è e rimarrà sempre uno spazio aperto al dialogo. Qualora alcuni studenti non si siano sentiti liberi di esprimere le proprie perplessità, ciò rappresenta motivo di riflessione e responsabilità, che assumo in prima persona. Ribadisco che il confronto interno è ed è sempre stato incoraggiato e continuerà ad esserlo, anche attraverso nuovi strumenti che metteremo in funzione.
Nel corso della conferenza DOCET, è stato inoltre lasciato intendere che il traguardo raggiunto dalla Consulta in relazione all’Ufficio di Coordinamento Nazionale sia una logica conseguenza alla posizione espressa in V Commissione più favorevole al DDL Gerosa, non solo banalizzando il significato di questo traguardo, ed evidenziando anche una conoscenza pressoché inesistente del funzionamento e del meccanismo elettorale dell’organo nazionale, ma facendo trasparire una sottilissima accusa di collusione o corruzione.
Concludo ribadendo con fermezza che la Consulta Provinciale degli Studenti di Trento proseguirà il proprio percorso con determinazione, continuando a lavorare con impegno e senso di responsabilità. Gli attacchi ricevuti, che appaiono chiaramente legati ad una parte politica, non fermano l’operato intrapreso né intaccano la volontà degli studenti di contribuire attivamente alla vita della comunità scolastica e civile.
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Riccardo Garzo Presidente – Consulta Provinciale degli Studenti
Trento Dipartimento istruzione e cultura – Provincia Autonoma di Trento
