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CONSIGLIO PAT * STATUTO D’AUTONOMIA: «INCONTRO INFORMATIVO SULLE NORME DI ATTUAZIONE CON LA COMMISSIONE DEI DODICI»

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17.01 - martedì 11 novembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Incontro informativo sulle norme di attuazione dello Statuto di Autonomia. Il confronto con il presidente Torregrossa e i componenti Postal e Bosin della Commissione dei Dodici ha permesso di approfondire il lavoro che si sta svolgendo a Roma.

Si è svolto oggi, presso il Consiglio provinciale di Trento, un incontro informativo dedicato alle norme di attuazione dello Statuto di Autonomia, con la partecipazione dei membri della Commissione dei Dodici.

Il presidente Claudio Soini ha aperto i lavori ringraziando i rappresentanti della Commissione per aver accettato l’invito e ha ricordato che l’iniziativa nasce da una richiesta del Consiglio provinciale, con l’obiettivo di conoscere lo stato dei lavori della Commissione dei Dodici, “un organo importante, che si occupa delle norme di attuazione dello Statuto d’Autonomia”, ha sottolineato Soini, evidenziando il valore istituzionale e politico del confronto.

Il presidente della Commissione paritetica, Marcello Di Francesco Torregrossa, ha innanzitutto espresso apprezzamento per il contesto normativo provinciale e ha ricordato che “l’indagine sull’azione della Commissione si sostanzia sulle norme di riferimento”, richiamando in particolare l’articolo 107 dello Statuto, che prevede le norme di attuazione come strumento del principio pattizio.

“Il dato positivo della norma statutaria – ha spiegato – è stato oggetto di un dibattito che ha riconosciuto alla Commissione anche la veste propositiva e decisionale”. Ha poi inquadrato giuridicamente le norma di attuazione, chiarendo che la sua finalità non è quella di definire disposizioni di dettaglio come un regolamento, ma di esercitare una competenza specifica, di carattere particolare e riservato.

“La Commissione è la sede del confronto pattizio con lo Stato – ha proseguito – ed è concepita come luogo della negoziazione. I lavori sono sempre stati incentrati sulla ricerca dell’intesa, più che dell’accordo: uno spazio dove si cerca il dialogo attraverso un confronto che si riverbera nell’espressione di un parere”. Torregrossa ha infine allargato l’analisi al contesto nazionale e accademico, ricordando che “nel mondo accademico romano dei corsi sui principi dell’Autonomia potrebbero essere utili”.

Il membro della Commissione nominato dal Consiglio provinciale, Gianfranco Postal, ha illustrato lo stato dei lavori e le principali questioni affrontate. Dal 2024 a oggi, ha spiegato, è stata approvata una sola norma di attuazione riguardante la Provincia di Bolzano, mentre la Commissione ha esaminato diversi schemi di decreto.

Tra questi, una proposta di modifica alla norma del 1984 sul Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento, volta a superare le difficoltà nel comporre il collegio, salvaguardando al contempo le prerogative della Regione e il funzionamento del Tribunale. È stato inoltre affrontato l’adeguamento delle modalità di erogazione dei rimborsi parziali che la Provincia prevede nei confronti del TAR, insieme a un aggiornamento del Decreto n. 50 del 1973 in materia di diritto di voto in Provincia di Bolzano, riguardante i limiti di candidabilità a sindaco.

Postal ha richiamato anche una norma riferita all’Università di Trento, che chiarisce le competenze di certificazione dei contratti collettivi di lavoro da parte della Corte dei Conti regionale, nonché le proposte di modifica alle norme sull’energia per consentire alla Provincia di operare nella distribuzione pubblica come lo Stato, attraverso SET e le reti locali.

Ha inoltre accennato allo schema relativo agli uffici giudiziari, che prevede la possibilità per le Province di gestire l’attività amministrativa ausiliaria dei Tribunali e delle Corti d’appello, con esclusione del personale di magistratura, e di mettere a disposizione beni immobili per il loro funzionamento.

Un’altra norma, ha ricordato Postal, riguarda il Terzo settore e consente di posticipare l’applicazione della normativa statale, prevedendo che le associazioni iscritte sia al registro provinciale sia al RUNTS non siano obbligate a devolvere l’incremento patrimoniale previsto dall’articolo 60 del Codice del Terzo settore qualora escano dal registro nazionale. In tema di LEAP, la Commissione sta lavorando per chiarire che gli interventi della Regione o delle Province possano essere di natura qualitativa e non solo finanziaria, come avviene altrove.

Postal ha infine osservato che “non è mai esistita una norma statale che regolarizzi o organizzi i lavori della Commissione dei Dodici e dei Sei e oggi si procede per prassi. La modifica dello Statuto in corso a Roma potrebbe essere l’occasione per varare una norma che regoli il procedimento, non tanto per quello interno, ma nelle fasi che riguardano l’adozione di un primo schema, l’intervento dei Ministeri o altre autorità, e soprattutto per disciplinare le fasi procedurali”. Ha proposto inoltre di affrontare il tema della comunicazione tra Commissione e Consiglio attraverso una modifica del Regolamento, prevedendo una cadenza regolare di confronto.

La consigliera Maria Bosin (PATT), componente della Commissione paritetica, ha definito “una bella modalità operativa attraverso un confronto molto costruttivo” il metodo di lavoro della Commissione. Ha portato l’esempio concreto del volontariato, ricordando che “la legge del 1992 ha permesso di valorizzare il ruolo sociale del volontariato in Trentino”. Con il decreto 64/24 – ha spiegato – viene riconosciuto alla Provincia autonoma di Trento il potere di legiferare in materia, istituendo un proprio registro, in analogia con quanto già previsto per Bolzano ed ha quindi ripercorso il lavoro fatto con il ddl unificato che andrà in aula consiliare a fine novembre.

Il consigliere Francesco Valduga (Campobase) ha posto l’attenzione sul grado di effettiva attuazione del Secondo Statuto di Autonomia, sul ruolo della Regione e sul rapporto tra istituzioni. Ha chiesto chiarimenti in merito all’adesione dei Vigili del Fuoco volontari al RUNTS e sulla natura pubblica o meno di società come SET e Dolomiti Ambiente.

La consigliera Bosin ha risposto che “per quanto riguarda i Vigili del Fuoco volontari sono necessari ulteriori approfondimenti”, precisando che “se le motivazioni dell’adesione o meno erano fiscali, al momento non cambia nulla”. Sul secondo tema, Gianfranco Postal ha ricordato che “la norma del 1999 prevede che la SET debba essere pubblica” e che la presenza di privati è consentita solo se acquisita “attraverso una procedura pubblica”. Tuttavia la questione, è stato detto, è particolarmente complessa e va valutata caso per caso.

La consigliera Lucia Maestri (Pd del Trentino) ha chiesto un approfondimento sulla necessità o meno di una norma di attuazione in materia di chiusure estive, dopo la riforma che attribuisce competenza primaria alla Provincia. Il presidente Torregrossa ha risposto che “con la riforma, la competenza passa da secondaria a primaria e rientra nell’influenza delle materie trasversali. È una materia con confini labili. Procedere con una norma di attuazione non ci riserva da eventuali ricorsi”. Postal ha aggiunto che, dal punto di vista tecnico, “appena lo Statuto sarà in vigore si potrà legiferare direttamente, nel rispetto dell’ordinamento europeo e dei principi generali”.

Il consigliere Paolo Zanella (Pd del Trentino) ha ricordato l’importanza delle norme di attuazione, sottolineando che “a noi, come Consiglio, spetta il ruolo di osservatori o promotori politici”. Ha citato l’iniziativa di oltre un anno fa per valutare la possibilità di trasferire dallo Stato alla Regione la competenza sul reinserimento sociale dei detenuti, chiedendo inoltre un parere sulla disciplina sanitaria, in particolare sui decreti ministeriali 70 e 77, e sulle politiche sociali provinciali.

Postal ha spiegato che “la norma di attuazione attualmente in vigore è del 1975 e il sistema sanitario era un altro. Il senso delle norme è quello di regolamentare le competenze legislative, armonizzando le nostre leggi con i principi generali”. Ha aggiunto che la Regione conserva una competenza primaria sulle politiche di assistenza, anche se non l’ha mai esercitata. “Non significa che la Regione debba abdicare alla sua competenza primaria – ha detto – in favore delle Province. Ci sono margini, anche senza bisogno di nuove norme di attuazione, affinché la Regione possa intervenire senza delegare alle due Province. Spazi per assistenza e sanità ci sono”.

In chiusura, il presidente Soini ha ringraziato tutti i partecipanti “per l’opportunità di approfondimento e la disponibilità al confronto”.

All’incontro hanno preso parte i consiglieri Eleonora Angeli (Lista Fugatti), Daniele Biada (FdI), Mariachiara Franzoia (Pd del Trentino), Christian Girardi (La Civica), Lucia Maestri (Pd del Trentino), Michele Malfer (Campobase), Vanessa Masè (La Civica), Chiara Maule (Campobase), Francesca Parolari (Pd del Trentino), Roberto Stanchina (Campobase), Francesco Valduga (Campobase), Paolo Zanella (Pd del Trentino) e l’assessore Simone Marchiori.

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