(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Buoni pasto, revisione dei carichi di lavoro, turni notturni, contratto sanitario. LA PROTESTA PER LE CASE DI RIPOSO E’ SOLO ALL’INIZIO. Proseguiremo con una manifestazione sotto le finestre dell’assessorato provinciale alla sanità per dar voce ai diritti dei nostri iscritti” (Roberto Moser).
Hanno sfidato il freddo e la pioggia i delegati di Fenalt che questa mattina si sono raccolti sotto le finestre di UPIPA per protestare contro le condizioni di lavoro che da anni interessano gli operatori delle case di riposo trentine. A caratterizzare il sit-in la distribuzione di panini imbottiti e bevande calde, un gesto simbolico scelto per richiamare l’attenzione su uno dei nodi centrali della protesta.
A spiegare le ragioni dell’iniziativa è stato il vice segretario generale del sindacato, Roberto Moser. «Quello di distribuire panini oggi è un gesto simbolico per richiamare l’attenzione su una situazione ormai insostenibile. Nelle case di riposo trentine circa il 70% dei 3 mila operatori non riesce a consumare pranzo e cena, perché impegnato, a causa della cronica carenza di personale, ad assistere gli ospiti durante i pasti», ha affermato Moser, sottolineando come «gli ospiti autosufficienti siano ormai pochi e le case di riposo si siano trasformate in strutture geriatriche a lunga degenza, dove l’assistenza durante i pasti è fondamentale».
Fenalt – sindacato di maggioranza nel settore Apsp – ricorda di aver tentato la strada del confronto con UPIPA, ma senza esiti concreti. «Nel mese di settembre, in occasione dell’incontro sull’accordo di settore – prosegue Moser – avevamo convenuto che entro il 31 dicembre sarebbero stati forniti i dati sulla fruizione dei pasti da parte degli operatori. Siamo a febbraio e quei dati non sono ancora arrivati».
Il sindacato chiede l’introduzione del buono pasto per tutti gli operatori del comparto, in analogia con quanto avviene per gli altri dipendenti pubblici trentini, ma segnala anche ulteriori criticità aperte. «Chiediamo di riaprire l’accordo di settore, di prevedere l’esonero volontario dai turni notturni per chi ha superato i 55 anni, la revisione dei carichi di lavoro, l’applicazione del contratto sanitario anche alle case di riposo e l’adeguamento del livello contrattuale per gli operatori socio-sanitari, soprattutto alla luce degli adeguamenti ottenuti per via giudiziaria da fisioterapisti e infermieri».
Quanto alle prossime iniziative, Fenalt annuncia nuove mobilitazioni. «Andremo a manifestare sotto la sede dell’assessorato provinciale alla sanità – conclude Moser – e, se questo freddo dovesse continuare, porteremo anche la polenta calda».
