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CONSIGLIO PAT * RIFORMA STATUTO: FUGATTI, «IL NUOVO TESTO GARANTISCE UNA TUTELA SUPERIORE A QUELLA DELL’ATTUALE ARTICOLO 103»

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16.43 - martedì 6 maggio 2025

Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –

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Ad aprire i lavori la relazione del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti
In aula si discute il progetto di modifica dello Statuto. In mattinata gli interventi dei consiglieri di minoranza e maggioranza.

lavori del Consiglio Provinciale sono iniziati questa mattina con la discussione del progetto di modifica dello Statuto n. 1/XVII, sul disegno di legge costituzionale riguardante “Modifiche allo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol”. Ad aprire i lavori, la relazione del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti: “Sono consapevole che le nostre proposte iniziali fossero più incisive, ma sicuramente ci troviamo con un testo che richiama una tutela superiore rispetto a quella offerta dall’attuale articolo 103 dello Statuto.

Ribadisco la convinzione sulla bontà della revisione ed escludo in modo radicale il rischio di un arretramento della nostra Autonomia”. A seguire gli interventi di minoranza di: Francesco Valduga (Campobase), Francesca Parolari (Pd), Lucia Coppola (AVS), Michela Calzà (Pd). Anticipando l’espressione di un voto favorevole, i consiglieri hanno rilevato diverse criticità: “peccato per la miopia da consenso immediato” (Francesco Valduga); “una riforma con le toppe” (Francesca Parolari); “c’è un forte accentramento in capo ai due presidenti delle Province Trento e Bolzano” (Lucia Coppola); “il cambio di Giunta del 2018 ha congelato il lavoro e il progetto che ci avrebbe portato a un Terzo Statuto” (Michela Calzà).

Positivi i giudizi della consigliera Eleonora Angeli, “è un passo significativo nel percorso di rafforzamento di un’autonomia dinamica” e della consigliera Antonella Brunet, “quanto ottenuto è superiore alle aspettative. Le richieste di partenza erano ambiziose, come normale che fosse. La negoziazione è la ricerca del compromesso”. Osservazione condivisa anche dal consigliere Walter Kaswalder, “Se manca il consenso da parte del Governo si può fare tutto ciò che si vuole, ma non si porta a casa niente”. Nel pomeriggio riprenderà la discussione sul disegno di legge costituzionale e dovranno essere votate le osservazioni al testo depositate da Patt, Fassa, Minoranze, Avs, Noi Trentino.

​In aula

Ad aprire la discussione generale il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. Il Governatore ha ripercorso l’iter che ha portato al disegno costituzionale. “Non siamo di fronte al Terzo Statuto di Autonomia – ha voluto ribadire -. Sono consapevole che le nostre proposte iniziali fossero più incisive, ma sicuramente ci troviamo con un testo che richiama una tutela dell’Autonomia superiore rispetto a quella offerta dall’attuale articolo 103 dello Statuto. Ribadisco la convinzione sulla bontà della revisione”. Per Fugatti siamo di fronte a una tappa importante, in un percorso di sviluppo dell’Autonomia, con un ripristino delle competenze risultate compresse dalla riforma del Titolo V della Costituzione e a seguire dall’elevato contenzioso con la Corte Costituzionale. Si interviene su ulteriori temi, rispetto alle sole competenze acquisite, specifica il Governatore che aggiunge: “Resto convinto che va sfruttata al meglio questa riforma. Le proposte hanno una portata positiva, escludo in modo radicale il rischio di un arretramento della nostra Autonomia, una convinzione nata anche dal dibattito di analisi e discussione che è emerso”.

​Eleonora Angeli (NOI TRENTINO) – Un passo significativo nel percorso di rafforzamento di un’Autonomia dinamica

La consigliera ha messo in evidenza l’esigenza della riforma che non mira solo a innovare, ma anche a ripristinare ciò che è stato sottratto. “La riforma – dice Angeli – vuole garantire il pieno esercizio delle competenze non solo in termini astratti, ma concreti nelle azioni. Si tratta di una questione sociale e comunitaria che coinvolge la vita quotidiana dei cittadini”. E ancora: “Si tratta di un rafforzamento del ruolo. C’è una richiesta di responsabilità politica delle Camere. Questa riforma è un passo significativo nel percorso di rafforzamento di un’autonomia dinamica, capace di adattarsi ma anche consolidare le proprie fondamenta”.

Francesco Valduga (CAMPOBASE) – Peccato per la miopia da consenso immediato

Il Consigliere anticipa che il voto sarà favorevole “ma avrebbe potuto avere maggiore convinzione”. “Non ci sono dubbi che andremo verso un miglioramento di ciò che oggi abbiamo a disposizione – dice Valduga – Il tema è capire quanto miglioreremo e quanto tutti assieme potremmo migliorare. Spiace che non saranno accettate proposte emendative”. Valduga non condivide il metodo. “Sono già state fatte conferenze stampa di presentazione sulla riforma e i suoi contenuti. C’è una miopia da consenso immediato”. Valduga ricorda anche il ruolo predominante della Provincia di Bolzano nella trattativa e nelle proposte. Quanto alle criticità sulle competenze, il consigliere rileva dubbi in particolare su: commercio e gestione della fauna. “Resta la necessità di dimostrare l’essere autonomisti con la pratica”. Ancora, preoccupazioni emergono sulla “cultura autonomistica di chi è al Governo”. Il collegamento è riferito all’intesa e alla modifica “più estetica, che reale e di sostanza”. “Destra autonomista è un ossimoro”, ha quindi chiuso Valduga.

Francesca Parolari (PD) – Una riforma con le toppe

Per la consigliera Parolari si è ottenuta una riforma piccola, “una riforma con le toppe, che nulla ha a che vedere con l’adeguamento sostanziale a cui si mirava quando si è partiti”. Da qui la necessità di accendere una luce sulle ombre “che non sono poche”. Per Parolari c’è stato “un percorso senza dialogo”. Le modifiche dello Statuto, ricorda, non sono sottoposte a referendum proprio perché basate su dialogo e confronto. “È un paradosso eclatante pretendere chiarezza dallo Stato e aver lavorato con cosi tante zone d’ombra”. Parolari rileva anche nella semantica “estetici esercizi di stile”. Ancora, nell’ambito dell’autonomia differenziata, la riforma è regressiva perché non si persegue la strada della negoziazione ma è “un prendere o lasciare”.

Lucia Coppola (ASV) – Forte accentramento in capo ai due presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano

Secondo la consigliera Coppola nel disegno di legge costituzionale c’è un forte accentramento in capo ai due presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano con un rispettivo depotenziamento del ruolo democratico dei rispettivi Consigli Provinciali. Discutibile in particolare la previsione di attribuzione alle due Province della competenza in materia di fauna selvatica “oltre a tutto con l’attribuzione della competenza ai Presidenti delle Province, anziché ai due Consigli Provinciali”. Nulla poi si prevede in merito a una più precisa definizione del ruolo della Regione; in riferimento al rapporto con l’Unione Europea e al ruolo del GECT; in merito alle funzioni delle Commissioni dei 12 e dei 6 per una loro maggiore trasparenza dei loro lavori istruttori.

​Michela Calzà (PD) ​- ll cambio di Giunta del 2018 ha congelato il lavoro e il progetto che ci avrebbe portato a un Terzo Statuto

La consigliera Calzà ripercorre le tappe che hanno portato alla nascita del primo e del secondo Statuto, soffermandosi su date e valori. “Questo doveva essere un percorso congiunto, un progetto che ci avrebbe portato a un Terzo Statuto. Il cambio di Giunta del 2018 ha congelato quel lavoro. Ci troviamo davanti a un testo di adeguamento fatto da tavoli tecnici. Dobbiamo esserne consapevoli per non avere aspettative sproporzionate. Oggi dibattiamo su in testo chiuso”. Ci sono nodi critici che vanno sciolti. Secondo Calzà con la Corte Costituzionale continueranno ad esserci contenziosi; c’è un’armonizzazione a senso unico; all’intesa manca una reale convergenza. Migliorare ora significa evitare controversie domani. Voterò si al parere ma chiede che le osservazioni siano allegate come “condizione politica essenziale”,

​Antonella Brunet (NOI TRENTINO) – Quanto ottenuto è superiore alle aspettative. Le richieste di partenza erano ambiziose, come normale che fosse. La negoziazione è la ricerca del compromesso

Per la consigliera Brunet, la riforma poggia su basi solide. “C’è stato un grande lavoro politico e istituzionale, i presidenti hanno portato avanti un lavoro non semplice, sono riusciti ad ottenere un risultato importante. Quanto ottenuto è superiore alle aspettative. Le richieste di partenza erano ambiziose, come normale che fosse. La negoziazione è la ricerca del compromesso”. Brunet richiama i dubbi sollevati dalla minoranza e dice “si sono concentrati sul metodo più che sul merito. Si sono concentrati su termini e formulazioni rivedibili, ma senza mettere in discussione il valore della riforma”.

Walter Kaswalder (PATT) – Se manca il consenso da parte del Governo, si può fare tutto ciòche si vuole, ma non si porta a casa niente

Così il consigliere del Patt: “Qualche perplessità c’è, ma stiamo andando nella direzione giusta. C’è stata la volontà della maggioranza in Parlamento nel voler portare avanti questa riforma. Se manca il consenso da parte del Governo, si può fare tutto quello che si vuole, ma non si porta a casa niente”. Kaswalder ha quindi illustrato le sue osservazioni.

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