(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nel corso della mattina di oggi, il Consiglio provinciale ha proseguito la discussione della lunga fila di mozioni all’ordine del giorno dell’attuale tornata. E’ stato approvato in forma emendata il documento della consigliera Paola Demagri (Casa autonomia) in merito al pronto soccorso di Cles ed è in corso l’esame della proposta di Lucia Coppola (AvS) che affronta il tema della Funivia Trento-Bondone. La consigliera di AvS non ha accolto una proposta di mediazione del vicepresidente Spinelli e il documento verrà dunque respinto. In allegato una nota di dettaglio.
I lavori riprendono alle ore 14.30.
Paola Demagri (Casa Autonomia)
Avviare un piano per potenziale il Pronto soccorso di Cles
(approvata in forma emendata)
La mozione della consigliera di Casa Autonomia, approvata all’unanimità nella forma emendata in accordo con l’assessore competente, impegna la Giunta a definire uno studio di fattibilità finalizzato a valutare il potenziamento strutturale e funzionale del pronto soccorso dell’Ospedale di Cles; a valutare conseguentemente l’individuazione delle risorse economiche eventualmente necessarie e la definizione del relativo cronoprogramma delle attività; a prevedere che l’Azienda sanitaria coinvolga attivamente la direzione medica dell’ospedale di Cles nelle attività propedeutiche alla progettazione e a dare opportuna informativa al personale medico e infermieristico nonché ai rappresentanti della comunità interessata.
Il parere della Giunta
L’assessore Mario Tonina ha sottolineato come il tema delle code al ps e quello dei tempi di attesa per le visite sono sotto la lente fin dal suo insediamento. Ma mentre per le liste di attesa sono stati fatti dei passi avanti l’affollamento del ps pare non arrestarsi, addirittura con un 6% di accessi in più all’anno. Serve una gestione diversa dei codici, ha aggiunto, ammettendo con rammarico di non essere riuscito fino ad ora a risolvere, ma di intendere proseguire il lavoro e sistemare il problema entro la fine del mandato. L’apertura delle case di comunità nella primavera prossima potrebbe avere dei risvolti positivi: certamente questo tema sarà uno dei primi che intendo affrontare con il dirigente sanitario che si insedierà la settimana prossima in Azienda. Ha poi annunciato un emendamento condiviso con Demagri e confermato che la realizzazione della riqualificazione della sala di attesa del ps sarà inserita nell’ambito delle risorse in assestamento con il completamento dell’opera entro il 2026.
Il dibattito
Il consigliere Carlo Daldoss (Civica) ha definito quello posto dalla collega un tema sentito e le istanze segnalate assolutamente realistiche. L’auspicio è che si concretizzi un impegno vero, anche sollecitando i responsabili territoriali ad affrontare assieme questa grave criticità attraverso al stesura di un cronoprogramma. In via generale, sui pronto soccorso, ha aggiunto che l’aumento degli accessi non idonei si potrebbe limitare attraverso l’aumento dei ticket.
Francesco Valduga (Campobase) ha premesso il chiaro e convinto sostegno alla mozione di Demagri. C’è un tema politico, ha proseguito, che è quello sollevato dal consigliere Daldoss: prima di parlare del ticket, c’è però quello dell’appropriatezza. A monte dovremmo fare una riflessione su una diversa organizzazione della governance della sanità, immaginando la creazione di più punti di riferimento che consentano alle persone di limitare il ricorso al ps.
Anche Daniele Biada (Fratelli d’Italia) ha espresso un plauso per il documento presentato dalla collega, da cittadino e da ex sindaco, prima che da consigliere provinciale. La tematica contenuta nel documento è assolutamente nota e crea non poche criticità. Auspico che venga accolta e che partano a breve i lavori per il miglioramento della situazione, ha osservato.
Un tema molto sentito e affrontato più volte, ha osservato Stefania Segnana (Lega) che ha ricordato tra le altre iniziative realizzate una bozza di accordo del settembre 2019 che prevedeva il coinvolgimento dei medici nella gestione dei codici bianchi e verdi e nel 2020 un incontro con il sindaco di Cles per verificare come poter potenziare il ps. Erano state fatte delle ipotesi ed erano state elencate delle esigenze, poi il Covid ha rallentato tutto, ha osservato. Il tema va dunque assolutamente affrontato e va seguito.
Per Paolo Zanella (PD) il tema ha a che fare con la differenza tra chiacchiere e sostanza e sull’assenza di una vera pianificazione: il riferimento è a quella che ha definito la “copertina di Linus del punto nascite” a suo avviso inutile o all’apertura di posti di terapia intensiva. Dobbiamo programmare e pianificare prima dell’apertura delle Case di comunità, altrimenti poi le cose che servono non si fanno. La riflessione generale che noi chiediamo da cinque anni serve eccome.
Anche per Claudio Cia (Misto) servirebbe una visione d’insieme, ma il problema è che la visione di insieme non si costruisce in poco tempo, mentre la sanità si distrugge in un batter d’occhio. Andiamo a vedere quando è iniziato tutto questo, ha suggerito, perché il problema dei pronto soccorsi ha radici lontane. Va bene avere sale belle grandi e accoglienti ma il tema vero è quello della carenza di personale sanitario e la diversa e più farraginosa modalità di accesso al medico di base. Ci sono tanti fattori che hanno portato ad un accesso improprio delle persone al ps ed è qui che dovremmo riuscire a trovare una risposta, mettendo inseme tutti gli sforzi e le risorse per costruire una visione e tracciare un percorso efficiente.
Nella replica la consigliera Paola Demagri ha ringraziato i colleghi per gli interventi e per le argomentazioni. Certo, è importante non rimanere ancorati solo all’aspetto strutturale, un pronto soccorso evidentemente funziona bene se ci sono contesti logistici adeguati, ma sopratutto se ci sono professionisti idonei, in un tutto fluido e coerente, con l’obiettivo della salute e del benessere dei cittadini. La mozione non aveva finalità denigratoria nei confronti delle iniziative e degli interventi passati, il tema non ha colore politico, è di tutta la cittadinanza.
Lucia Coppola (Avs) (respinta)
Funivia Trento – Bondone, sottoporre il progetto alla Via
La mozione della consigliere di Avs, non accolta, impegnava la Giunta a sottoporre il progetto della funivia Trento–Bondone alla procedura di Valutazione d’impatto ambientale; a garantire un reale percorso partecipativo e informativo con la cittadinanza attraverso incontri e mettendo a disposizione la documentazione; a valutare il mantenimento dell’attuale tracciato della funivia Trento–Sardagna riconoscendone il valore storico, paesaggistico e identitario; infine, a considerare attentamente le osservazioni tecniche e ambientali delle associazioni.
Il parere della Giunta
Dopo una pausa di sospensione chiesta dall’assessore Achille Spinelli nella quale è stata tentata una mediazione, al rientro in aula la consigliera ha valutato non accoglibile la proposta dell’assessore perché cassava interamente la premessa, il punto primo e terzo, e rimaneva nella sostanza solo il percorso partecipativo che è un’azione che di fatto non ci si può esimere dal fare.
Il dibattito
Per Filippo Degasperi (Onda) sarebbe interessante capire dalla Giunta perché le proposte della consigliera non siano accettabili. Capisco che su questo tema ci sia un’alleanza quasi bulgara tra il sindaco di Trento e il presidente della Provincia, ha aggiunto, ma la verità è che il primo motivo per cui non si vuole accettare il punto 1 è che il progetto per proseguire oltre Sardagna di fatto non c’è, mentre purtroppo c’è invece un fanta progetto su come arrivare a Sardagna. Poca chiarezza anche sulle risorse: i soldi da Roma sono dubbi, ci sono i 16 milioni messi a bilancio lo scorso luglio dalla Giunta provinciale e poi ci sono i debiti perché i cittadini devono sapere che la fanta funivia per il Bondone sarà fatta a debito. Comprendo la fermezza della consigliera Coppola, ha concluso.
Per Francesco Valduga le opere vanno calate sul territorio dopo uno stimolo partecipativo. Dentro una corrispondenza geometrica tra città e montagna c’è la necessità di una serie di azioni di coinvolgimento che altrimenti si corre il rischio che l’opera non sia capita, apprezzata e utilizzata. Abbiamo capito tutti che non c’è idea di come proseguirà il secondo tratto dell’opera e questa è la ragione dell’impossibilità di fare una Via, ha aggiunto. La mozione non è sostenibile se non c’è il progetto complessivo, dunque il nostro voto sarà di astensione, ha detto, chiarendo che Campobase non è contrario per principio e sostiene la necessità di un approfondimento e di una riflessione sul senso complessivo dell’opera.
Porre dubbi è sacrosanto, ma che il dubbio si allarghi su tutto non va bene secondo Mirko Bisesti (Lega). Oggi finalmente c’è un accordo tra Provincia e Comune e c’è una volontà politica favorevole all’opera ed è dunque giusto andare avanti, senza che si debba mettere in discussione ogni passaggio. Stiamo parlando di un’opera importante dalla quale guadagnerà tutto il Trentino e che affermerà Trento come città alpina.
Andrea de Bertolini (PD) si è espresso in linea con il collega Valduga: mi unisco nel sottolineare la non condivisione della proposta perché nella logica in cui è formulata rischia di generare uno stallo. Sono state riproposte delle questioni serie anche rispetto alla progettualità e per la verità alcune perplessità sono state un tema anche per me, ma io sono convinto, in termini prospettici, della strategicità dell’opera che concorrerà a qualificare questa città come città alpina.
Si tratta di un’opera che è stata oggetto di ampio dibattito in Consiglio comunale, ha osservato Eleonora Angeli (Lista Fugatti) che ha definito la funivia fondamentale per la città di Trento. Un’opera nella quale credo da sempre, ha dichiarato, come credo che ci debba essere un tavolo allargato per approfondire e confrontarsi anche rispetto al percorso in atto: mi asterrò, ha concluso.
Claudio Cia ha notato che di questa opera si sta parlando almeno dal 2019 e siamo tutti consapevoli di questo. La città di Trento sta attendendo da troppo tempo ed è giusto che l’iter verso la realizzazione prosegua. Le critiche ci sono sempre, ha ricordato, facendo riferimento anche alle piste del Bondone illuminate la sera, accolte al principio con scetticismo. Ascoltiamo pure tutti i suggerimenti e facciamo pure le modifiche che servono, ma andiamo avanti, ha concluso.
Nel pomeriggio le repliche della proponente e dell’assessore.
Si riprende alle ore 14.30.
