(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
Si è aperta stamani con un minuto di silenzio in ricordo delle donne vittime di violenza la seduta del Consiglio provinciale. Una seduta che vede all’ordine del giorno, dopo il momento dedicato alle Question Time, il Bilancio di previsione del Consiglio provinciale e quattro disegni di legge di particolare importanza, il disegno di legge n. 66, che istituisce l’ASUIT; Il disegno di legge unificato (Franzoia, Bosin, Masè) sul Volontariato e i disegni di legge n.20 (Masè) e n.40 (Parolari) sui servizi dedicati all’infanzia 0-6.
CONSIGLIO PROVINCIALE: LE QUESTION TIME
Iniziati i lavori della seduta di fine novembre
Si è aperta stamani con un minuto di silenzio in ricordo delle donne vittime di violenza la seduta del Consiglio provinciale. Una seduta che vede all’ordine del giorno, dopo il momento dedicato alle Question Time, il Bilancio di previsione del Consiglio provinciale, e tre disegni di legge di particolare importanza, il disegno di legge n. 66, che istituisce l’ASUIT; Il disegno di legge unificato (Franzoia, Bosin, Masè) sul Volontariato e i disegni di legge n.20 (Masè) e n.40 (Parolari) sui servizi dedicati all’infanzia 0-6.
Il Question Time
Francesco Valduga (Campobase)
L’integrazione tra istituti di formazione e Meccatronica va avanti?
Il capogruppo di Campobase ha chiesto alla Giunta se e come intenda proseguire il percorso di integrazione tra gli Istituti di formazione roveretani e il Polo Meccatronica, rilanciando il dialogo tra istituzioni scolastiche, enti di ricerca e aziende.
La risposta: L’assessore Gerosa ha risposto che l’integrazione tra ricerca formazione e impresa non può ridursi al luogo, al tema edilizio. L’integrazione efficace è progettuale e relazionale. Un percorso è già attivo che riguarda soprattutto il potenziamento della rete di servizi. I poli come Meccatronica, ha detto inoltre Gerosa, sono progettati per aziende avanzate e hanno misure di sicurezza proprie del mondo produttivo. Ospitarvi scuole può essere critico, anche perché queste richiedono spazi e servizi importanti. Inoltre, le scuole hanno ritmi diversi difficilmente compatibili con le esigenze delle imprese. Il processo di integrazione, quindi, non è solamente edilizio, ma passa attraverso i progetti con le imprese e i percorsi di alta formazione favorendo tavoli e formazione continua.
La replica: il capogruppo di Campobase si è detto insoddisfatto dalla risposta perché, in sostanza, si afferma che ciò che si era progettato non verrà portato avanti. Chiaro che non si tratta solo di un problema di spazi, ha aggiunto, ma alla base di questi progetti c’era anche un’idea urbanistica, quella di mantenere un polo produttivo nel tessuto urbano e in dialogo con la città. Inoltre, ha concluso, in Meccatronica c’è molto meno di quello che ci doveva essere. E risulta evidente che i progetti su queste realtà roveretane non sono condivise dalla Giunta.
Antonella Brunet (Lista Fugatti)
Scuole musicali, come sono state impiegati i fondi dell’assestamento?
La consigliera della Lista Fugatti ha chiesto come siano stati impiegati i fondi messi nell’assestamento di bilancio 2025 per il sostegno alle scuole musicali, in particolare, per le integrazioni economiche per gli insegnanti. Se queste risorse non fossero ancora utilizzate, Brunet chiede come si programmi di impiegarle al fine di migliorare le condizioni economiche e contrattuali degli insegnanti delle scuole musicali.
La risposta: l’assessore Francesca Gerosa ha ricordato che la Provincia sostiene la formazione musicale di base come previsto dalla legge. Le scuole musicali, ha detto, sono organizzazioni private autonome e non fanno parte del sistema scolastico provinciale. Il contributo previsto è destinato a finanziare l’offerta didattica e la Provincia non può entrare nella materia dei contratti. I fondi destinati a queste scuole, sono stati erogati da tempo con determinazione del servizio attività culturali, sulla base dei dati inseriti delle scuole musicali stesse, facendo riferimento al quantitativo di ore più elevato nella media dal 2022 e nel rispetto della percentuale massima, pari al 75%, in funzione dell’ammontare complessivo delle risorse disponibili e non è possibile agire retroattivamente. L’assessore ha chiarito però che i fondi stanziati in assestamento non saranno persi ma destinati sul 2026, incrementando il contributo rispetto alla quota riconosciuta quest’anno.
La replica: La consigliera ha chiesto una particolare attenzione al ruolo del corpo docente delle scuole musicali, ricordando come molti giovani che lì si formano, poi proseguono al Conservatorio acquisendo capacità e aprendosi anche strade occupazionali. Ha chiesto che sia trovato un modo di integrare lo stipendio per gli insegnanti, “perché perdiamo questi giovani”. Ha portato l’esempio di una ragazza del primiero che si è diplomata in musicoterapia ed ha parlato delle possibili prospettive, che andrebbero perse se non sufficientemente sostenute economicamente.
Daniele Biada (FdI)
Il contributo per le telecamere verrà ripristinato?
Il consigliere di FdI ha chiesto se la giunta intenda ripristinare un contributo provinciale per i privati per l’installazione di telecamere, sul modello della misura del 2016, così da offrire un aiuto concreto a chi desidera installare, rimodernare o integrare sistemi di allarme o videosorveglianza sulla propria abitazione principale.
La risposta: Il vicepresidente Spinelli ha affermato che la misura è stat introdotta con la legge nel 2014 , ma a partire dal 2025 le domande sono state poche, dimostrando lo scarso interesse da parte dei cittadini. Quindi la misura non è più finanziata anche perché si ritiene più produttivo investire sul potenziamento della Polizia locale.
La replica: per il consigliere di FdI va garantita la tranquillità delle persone e non si può solo pensare alle forze di polizia, puntando sulla speranza che queste ultime intervengano e ha ricordato che lo Stato ha investito per potenziare la videosorveglianza nelle case private.
Michele Malfer (Campobase)
Il piano contro la dispersione scolastica è partito?
Il consigliere di Campobase ha chiesto quali iniziative siano state avviate per dare attuazione alla Mozione n. 59, con la quale si è impegnata la Giunta a realizzare un progetto contro la dispersione scolastica. In caso positivo, con quali soggetti si sia attivato il coordinamento e quali siano stato di avanzamento e tempistiche del progetto sperimentale.
La risposta: La giunta provinciale, ha ricordato Gerosa, ha introdotto un quadro organico di interventi contro la dispersione scolastica. Ha parlato del progetto Euregio Transizioni che ha prodotto in forma integrata una mappatura dei sistemi di orientamento dei territori, una ricerca sui fattori di rischio, l’individuazione precoce delle criticità, percorsi di formazione per gli insegnanti volti a migliorare le capacità di leggere segnali di disconnessione nei giovani e piani di orientamento. L’IPRASE, ha detto, sta coordinando il progetto sperimentale avviato nel mese di gennaio di ques’anno, finalizzato a supportare i giovani tra i 15 e i 19 anni. Nell’Alto garda e Ledro, il 75% dei giovani è stato coinvolto, con 19 focus group, diciotto incontri diurni e uno serale, ai quali hanno partecipato 152 studenti. E’ stato inoltre posto un questionario a settanta studenti a rischio “NEET” e sono state fatte interviste approfondite tra giovani tra i 17 e 24 anni che già rientrano in questo fenomeno. I primissimi esiti di questo lavoro sono stati presentati a Didacta Italia il 22 ottobre. Un’analisi articolata sarà pubblicata entro la fine dell’anno scolastico. La Provincia sta lavorando per capire come prevenire e gestire il fenomeno degli abbandoni, offrendo anche opportunità di lavoro attraverso tutti gli attori coinvolti.
La replica: La questione non è di secondaria importanza, ha replicato Malfer. Ha rilevato come il numero esatto dei NEET sfugga ai sondaggi ufficiali, proprio perché questi giovani escono dal sistema scolastico e dal mondo del lavoro. Ha ricordato di aver partecipato a Didacta e ha parlato dei problemi culturali e sociali a cui vanno incontro le ragazze e i ragazzi che escono dal sistema scolastico. Ha sollecitato l’attivazione della proposta che era stata avanza con la mozione approvata dal Consiglio, ovvero l’attivazione di una scuola destinata proprio a questi giovani, che possa aiutarli a reinserirsi nel sistema, fornendo loro occasione di formazione.
Lucia Maestri (Pd)
A quali opere è destinato il “tesoretto” da 5 miliardi?
La consigliera del Pd ha chiesto a quali lavori, compreso il nuovo ospedale di Trento e quello di Cavalese, è destinato il cosiddetto “tesoretto” di 5 miliardi a disposizione della Giunta. Inoltre ha chiesto con quali finanziamenti nel dettaglio per ogni singola opera, con quali tempi di realizzazione e per quali ragione non si è, fino ad ore, provveduto ad investire questi specifici fondi.
La risposta: il vicepresidente Spinelli ha affermato che la cifra indicata può trovare riscontro nelle opere già programmate, anche nelle precedenti legislatura, ma non trova riscontro in cifre libere dal bilancio. Le risorse aggiuntive del bilancio di previsione del prossimo triennio ammontano a 180 milioni di euro.
La replica: quindi ha ribattuto Maestri o si sbaglia la Giunta o si sbaglia il collegio dei revisori dei conti della Pat che hanno evidenziato la presenza di questa cifra.
Francesca Parolari (Pd)
A che punto è il progetto per il rilancio della Panarotta?
La consigliera del Pd ha chiesto a che punto è la valutazione del progetto per il rilancio della Panarotta, se esiste un cronoprogramma e come si intende procedere.
La risposta: l’assessore Roberto Failoni ha ricordato che l’11 settembre Trentino Sviluppo ha emesso un bando per il rilancio della Panarotta. La società Laorai 2002 ha presentato una proposta di avvio nella stagione estiva 2026. Le parti stanno lavorando in queste ore per trovare una sperimentazione per l’inverno che sta arrivando. La volontà sarebbe quella di riuscire ad aprire anche in parte la Panarotta, visto l’evento olimpico 2026. Le parti negozieranno a fine inverno un accordo di medio periodo per aprire la Panarotta. C’è la volontà da parte dei Comuni della Valsugana, della società e di Trentino Sviluppo di dare nuova vita alla montagna.
La replica: Auspichiamo tutti, ha detto la consigliera Parolari, che questa montagna ritrovi un modo di essere vissuta, anche in maniera innovativa rispetto allo sci classico e confidiamo che si vada in questa direzione.
Mariachiara Franzoia (Pd)
Cosa si sta facendo per riconoscere la Disability Card europea?
La consigliera Pd ha chiesto quali azioni e tempistiche sono state previste per riconoscere la EU Disability Card come titolo unico in Provincia di Trento, in grado di inglobare e sostituire automaticamente l’attuale tessera di libera circolazione PAT e la tessera di accesso al servizio MuoverSi ponendo la Provincia di Trento all’avanguardia nell’applicazione dei principi di semplificazione promossi dalla normativa europea. Inoltre ha chiesto quali misure sono state pianificate per la mobilità e il parcheggio di atleti, accompagnatori e pubblico con disabilità durante le Paraolimpiadi.
La risposta: l’assessore Tonina ha affermato che la tessera europea non può essere sostitutiva delle tessere locali, anche per motivi tecnici. Il servizio Muoversi, inoltre, non è coinvolto nelle olimpiadi e paralimpiadi Va poi tenuto presente che la tessera Smat card è rilasciata a persone che si trovano in particolari situazioni di disabilità non previste nella Ue Disability card. Quest’ultima sarà riconosciuta comunque durante i giochi olimpici. Per le paraolimpoiadi è in corso di definizione il piano mobilità, comunque ci saranno servizi dedicati. Per gli spettatori disabili ci saranno a disposizione le navette della Fondazione Milano – Cortina.
La replica: la consigliera ha detto di essere conscia dei limiti di diffusione della Disabiity card europea.
Roberto Stanchina (Campobase)
Quali accordi ci sono per il Trentinello, Maso Smalz e campo softball?
Il consigliere di Campobase ha chiesto quali sono gli accordi condivisi con le Società Sportive che utilizzano il Trentinello, l’area di Maso Smalz e il campo softball e con Asis del Comune di Trento per poter terminare la stagione sportiva in corso e quali i termini di chiusura sia del Campo di Trentinello che del campo da softball. Ha parlato del rischio di abbandono delle aree, già nel mese di dicembre 2025 o gennaio 2026
La risposta: Il vicepresidente Achille Spinelli ha ricordato che la competenza delle interlocuzioni con le Società sportive interessate sono del Comune di Trento. Ha detto che per quanto riguarda le aree che saranno interessate dal nuovo polo ospedaliero, il campo da baseball è in via Fersina, mentre il campo da softball sarà realizzato nell’area di San Vincenzo a Mattarello.
La replica: Non soddisfatto il consigliere Stanchina, che ha rilevato l’assenza di risposta per quanto riguarda il campo di Trentinello, usato da società giovanili e per l’allenamento del Calcio Trento e ha parlato di un tempo di fermo di cui si dovrà prendere atto per la realizzazione del campo di softball. Ha ricordato che se è vero che il Comune deve dare risposta alle società, le aree interessate sono della Provincia e immagina che ci dovrà essere un incontro. Per le attività giovanili non si sa se potranno finire la stagione o meno.
Christian Girardi (La Civica)
Svincolo di Campotrentino, quali sono i tempi?
Il consigliere della Civica ha chiesto quando siano previsti l’indizione della gara d’appalto, l’inizio dei lavori e i tempi contrattuali per i lavori del nuovo svincolo di Campotrentino.
La risposta: il vicepresidente Spinelli ha risposto affermando che il cantiere è fermo dal 2021 a causa della procedura di concordato chiesta dall’azienda. Nel frattempo il progetto è stato migliorato, portando 56 milioni l’importo per l’opera. E’ partita la procedura d’appalto con base di gara 30 milioni di euro, che si dovrebbe ultimare entro quest’anno e si prevede l’avvio dei lavori entro la primavera del 2026.
La replica: il consigliere ha detto bene l’inizio dei lavori a primavera, ma una riflessione sul fatto che occorrano 4 anni per riavviare un cantiere è necessaria. Questi tempi per i cittadini che vedono un cantiere abbandonato per anni sono inaccettabili.
Maria Bosin (Patt)
Quali sono le novità per l’utilizzo della Casa dei 100 camini”?
La consigliera del Patt ha chiesto quali siano le novità per il futuro della “Casa dei 100 Camini” a Predazzo e se la Provincia stia valutando l’inserimento dell’immobile nel progetto RIVAL o in altri programmi di housing sociale o, in alternativa, quale potrebbe essere la sua destinazione ad altri servizi pubblici. Ha ricordato che l’immobile, di proprietà di Patrimonio del Trentino SpA, potrebbe essere una risposta alla richiesta di alloggio e che c’è preoccupazione per una possibile alienazione a privati.
La risposta: A questa interrogazione ha risposto il vicepresidente Spinelli, che ha precisato che le valutazioni tecniche hanno evidenziato criticità strutturali che richiedono onerosi interventi e non è stato possibile intervenire e ha detto che sono pervenuti anche interessamenti di acquisto ai quali Patrimonio del Trentino dovrà rispondere. Ha parlato di tre vie possibili: il recupero dell’immobile per alloggi del comparto pubblico di scuola e sanità in valle, l’housing sociale o la vendita dell’immobile, con l’impegno a destinare i proventi per la costruzione di alloggi. Ha quindi detto che la terza ipotesi è la meno percorribile, mentre la maggiore attenzione della Provincia è rivolta verso l’housing sociale.
La replica: la consigliera Bosin ha apprezzato la volontà di percorrere la strada dell’Housing, auspicando che sia davvero questa la direzione. Che la casa sia in stato di degrado, ha detto, si sa da anni ed è un “brutto biglietto da visita in prossimità del villaggio olimpico”. Ha annunciato che chiederà ulteriori dettagli in merito alla possibile cessione della casa al Fondo per scongiurare interventi del privato.
Eleonora Angeli (Lista Fugatti)
Quali i tempi per la pulizia degli argini di Adige, Fersina e Sarca?
La consigliera della Lista Fugatti ha chiesto quali sono le modalità e tempi già programmati dalla Provincia per gli interventi di manutenzione e pulizia degli argini di Adige, Fersina e Sarca.
La risposta: l’assessora Zanotelli ha ricordato che i Bacini montani della Pat presidiano i corsi d’acqua trentini che si sviluppano per 6 mila km. Il piano degli interventi per la loro messa in sicurezza è stato approvato dalla giunta a settembre. Sull’Adige la gestione della vegetazione è gestita lungo un tratto di 149 km sono divisi il vari settori. Nell’inverno scorso sono stati effettuati tagli lungo 3 km di argini, Per il prossimo inverno sono in corso i sopralluoghi. Per il Fersina nel tratto cittadino nei mesi prossimi verranno fatti interventi sulla vegetazione e una volta all’anno viene effettuata la pulizia degli argini. Anche a Pergine il fiume è controllato e si prevedono tagli selettivi della vegetazione. Anche per il Sarca i tagli vengono fatti periodicamente e sono previsti interventi nella zona di Arco, a Pietramurata e nella zona industriale di Arco e si sta lavorando alle Sarche sulla briglia del Limarò per restituirle la funzionalità.
La replica: la consigliera ha detto che la risposta è stata completa e rassicurante.
Michela Calzà (Pd)
Quali prodotti trentini hanno il marchio di qualità Eu e locale?
La consigliera Pd ha chiesto quali siano i prodotti agro-alimentari trentini riconosciuti con marchi europei e locali di qualità, indicando per ciascuno l’andamento delle produzioni 2023-2025, le prospettive o i problemi futuri e se vi siano nuove richieste in corso per il riconoscimento di ulteriori prodotti.
La risposta: l’assessore Giulia Zanotelli ha ricordato che nelle aree di montagna, dove i costi di produzione sono più elevati che in pianura, la salubrità dei prodotti e la loro qualità sono elementi distintivi essenziali. La Provincia, ha detto, sostiene produzioni tipiche, territoriali o di nicchia come importanti fattori elevatori di sviluppo locale e si attiva per la promozione dei prodotti per favorire il consumo di prodotto con standard qualità elevati. Dal 2011, ha detto, esiste il marchio Qualità Trentino, il cui regolamento è stato aggiornato nel 2020. Ha quindi elencato tutti i prodotti, dalle mele alle susine, dal vino all’olio che godono di riconoscimento IGP, IGT e DOP del Trentino, ricordando che l’intera produzione trentina è certificabile nei marchi Qualità Trentino e nei marchi di qualità europei.
La replica: Soddisfatta la consigliera Michele Calzà, che ha chiesto la risposta scritta
Luca Guglielmi (Lista Fassa)
Olimpiadi, quanti posti auto rimarranno per la Latemar?
Il consigliere della Lista Fassa ha chiesto quanti parcheggi, a partire dal primo di dicembre 2025, rimarranno a disposizione dei fruitori dell’impianto di risalita “Latemar” nel comune di Predazzo e quanti quelli che saranno occupati per l’organizzazione dell’evento olimpico.
La risposta: il vicepresidente Spinelli ha detto che la gestione dei parcheggi è affidata alla Fondazione Milano – Cortina e ha evidenziato che la mappatura delle aree interessate sono state comunicate da tempo alle società impiantistiche. La Pat, inoltre, per la Latemar ha finanziato la costruzione di una passerella ciclopedonale e verranno messi a disposizione degli sciatori mezzi di collegamento con l’impianto funiviario.
La replica: Guglielmi ha detto che con la sua interrogazione si riferiva alle attività legate ai trasporti a fune. Bene la passerella e i servizi, ha aggiunto, ma la clientela è abituata ad arrivare davanti all’impianto in auto e c’è il rischio, come è già accaduto, di arrivare ai parcheggi selvaggi. Inoltre, ha detto che la Fondazione prevede di utilizzare tutto marzo per riportare alla normalità la situazione dei parcheggi e quindi ha auspicato l’intervento della Giunta perché vengano tagliati i tempi visto che le Olimpiadi si chiudono a febbraio.
Filippo Degasperi (Onda)
Cosa si fa per limitare le visite private dei medici ospedalieri?
Il consigliere di Onda ha chiesto quali iniziative si intendono porre in essere per rientrare nei parametri previsti dalla normativa il numero delle visite private dei medici ospedalieri e come si intende intervenire per riportare equilibrio rispetto al dilagare della libera professione da parte di pochi professionisti con conseguenze che però ricadono sull’intero sistema.
La risposta: Nel rispetto di quanto previsto dalle legge nazionale 120/2007, ha replicato l’assessore Mario Tonina, il rapporto dei volumi tra attività istituzionale e attività libero professionale di ciascuna equipe è oggetto di monitoraggio periodico, rivolto all’Unità Operativa e non al singolo medico, da parte della Commissione aziendale di promozione e verifica della libera professione intramuraria. Da dati emerge che nessuna Unità Operativa presenta un rapporto complessivo tra attività libero professionale e istituzionale (prima visita, controllo e altre prestazioni) pari o superiore al 50% e che nel I semestre 2025 il tasso delle visite prenotate (9.1%) è in calo dal 2023 (9,7%). Ha ricordato che con deliberazione della Giunta provinciale 1783 del 2024 che, oltre a confermare gli strumenti già in essere, si è data indicazione all’Azienda di consentire al cittadino anche l’accesso in libera professione intramoenia per l’effettuazione di visite specialistiche qualora non sia garantito il rispetto dei tempi massimi di attesa, a fronte del pagamento del solo ticket e che alla data del 12.11.25 erano già 2.139 visite.
La replica: Degasperi ha detto che la risposta non chiarisce le sue preoccupazioni, ma prende atto che per quanto riguarda l’assessorato le cose si svolgono in modo regolare. Ci sarebbe anche la legge provinciale che da mandato alla Provincia per elaborare criteri, prendendo atto “che i dati del quotidiano non sono smentiti”. Ha parlato di casi quasi singoli e ha chiesto come sia possibile che un dirigente di una Unità Operativa possa finire il proprio orario di lavoro alle 14.30.
Chiara Maule (Campobase)
Riforma Icef, quali impatti sulle rette degli asili?
La consigliera di Campobase ha chiesto quali risultati siano emersi dal monitoraggio degli impatti della riforma ICEF – in particolare sulle rette dei servizi per l’infanzia -, quali differenze si registrino rispetto allo scorso anno nelle soglie di accesso e nelle esclusioni e come si quantifichi il gap di contributo generato, per le medesime tipologie familiari, a seguito dell’introduzione dei nuovi elementi di calcolo.
La risposta: il vicepresidente Spinelli ha affermato che la campagna Icef ha preso il via il 15 settembre, ma la maggior parte delle domande arriverà a dicembre e solo allora si potranno fare le analisi reali sugli impatti. Pe quanto riguarda la prima infanzia, in questo periodo, si è avviata la formazione degli operatori, agli enti locali è stato inviato lo studio degli impatti, inoltre è stato prodotto un applicativo informatico per fare i calcoli Icef, e consulenti individuali per gli enti locali. L’applicazione dell’Icef famiglia decorre dal gennaio 2026. Comunque, il monitoraggio continua con l’obiettivo di arrivare al completamento della riforma in modo sereno.
La replica: Maule ha detto che molte famiglie sono preoccupate perché si vedono applicare un indicatore Icef più alto pur avendo lo stesso reddito. Quindi ha auspicato che ci sia la disponibilità a porre rimedio ad eventuali errori.
Paolo Zanella (Pd)
Quali sono le differenze delle attese tra visite private e quelle normali?
Il consigliere del Pd ha chiesto alla Giunta quali sono i tempi di scostamento delle attese per le visite e le prestazioni tra la libera professione intramoenia dei medici e la attività in regime istituzionale e cosa si stia facendo per riequilibrarli. Ha detto che è esperienza di molti cittadini non trovare posto nel regime istituzionale in tempi brevi, mentre l’appuntamento in regime intramurario viene fissato entro pochi giorni e ha parlato del fatto che uno degli obiettivi posti dalla Provincia era proprio quello di ridurre lo scostamento.
La risposta: Occorre tenere in considerazione, ha detto l’assessore Tonina, come le prestazioni rese in tale ambito non siano necessariamente riconducibili a una prescrizione dove è indicato il codice di priorità, come avviene al contrario per le prestazioni rese in regime istituzionale. Per questo confrontare i tempi di attesa delle prestazioni rese in questa modalità potrebbe essere fuorviante, poiché manca l’elemento comune da raffrontare. Dai dati della Commissione di promozione e verifica della libera professione intramuraria, l’attività in libera professione rappresenta una porzione esigua rispetto a quella in regime istituzionale, pari al 5.05% del totale dell’attività dell’azienda, escludendo prestazioni di patologia clinica, microbiologia e virologia.
La replica: Zanella si è detto poco soddisfatto della risposta, sostenendo di aver chiesto quale fosse lo scostamento tra la chiamata in regime istituzionale e la libera professione con parità di codice. Ha detto che il problema esiste e ha chiesto cosa monitori la Commissione, sostenendo che per una visita dermatologica con APSS ci voglia un anno, mentre dal privato si fissa in tre giorni. Ha detto che i tempi di accesso al RAO B sono stati raddoppiati e portati a 180 giorni.
Vanessa Masè (La Civica)
Tione, l’ex caserma della Guardia i Finanza sarà uno studentato?
La consigliera della Civica ha chiesto se la Giunta intenda iniziare il confronto con il comune di Tione per avviare una fase progettuale dell’ex caserma della Guardia di Finanza, oggi di proprietà comunale, per realizzare uno studentato e spazi per le politiche giovanili.
La risposta: il vicepresidente Spinelli ha detto che la Giunta sta approfondendo il quadro del fabbisogno e sull’ex caserma della Gdf la Giunta conferma la disponibilità a un confronto col comune. Al termine degli approfondimenti ci saranno le deliberazioni necessarie per arrivare a una conclusione
La replica: la consigliera ha detto che il fabbisogno sembra essere reale e un convitto e studentato e spazi per politiche giovanili sembra necessario.
Walter Kasswalder (Patt)
Tunnel Valvestino, la Giunta va avanti anche con il no del comune?
Il consigliere del Patt ha chiesto se, anche a fronte della rinuncia del Comune di Valvestino, la Giunta provinciale di Trento ha la volontà di realizzare il tunnel di collegamento tra il Trentino ed i Comuni di Valvestino e Magasa. Ha ricordato che si tratta di un progetto che ha una lunga storia.
La risposta: il vicepresidente Spinelli ha detto che la deliberazione della Consiglio comunale del 16 giugno scorso, con la quale aveva rinunciato ai fondi SODI, ha aperto una riflessione. Gli uffici provinciali hanno effettuato studi geognostici e sono stati condotti sondaggi per valutare quota maggiore rispetto alle previsioni originali. Tale previsione ha portato due problemi: il primo non soddisfa le aspettative della comunità locali, i costi sono maggiori. La giunta provinciale ritiene che debba essere sottoposta ad un profondo ragionamento. Pur obiettivo condiviso, deve tener conto della rinuncia di uno dei Comuni interessati. Dovrà essere intavolata una nuova concertazione per le risorse.
La replica: il consigliere Kaswalder ha detto che sarebbe importante trovare una soluzione per mettere insieme tutti gli attori. Ha ricordato che già nel periodo austroungarico il progetto era stato pensato più in alto.
I lavori proseguono ora con il Bilancio di previsione del Consiglio provinciale
