(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Assestamento di bilancio: al via la discussione generale; scontro tra narrazione della Giunta e realtà del territorio
E’ entrata nel vivo stamane in Consiglio provinciale la discussione dell’assestamento del bilancio di previsione della Provincia per gli esercizi finanziari 2026-2028, il cui esame occuperà l’aula per l’intera settimana prossima. In discussione generale sono intervenuti i consiglieri Guglielmo Valduga (Campobase), Filippo Degasperi (Onda), Paola Demagri (Casa Autonomia), Alessio Manica (PD), Paolo Zanella (PD), Carlo Daldoss (Civica), Lucia Coppola (AvS). Gli interventi fin qui hanno evidenziato una netta spaccatura tra la visione dell’esecutivo e le priorità percepite dall’aula. Il filo rosso che unisce le analisi dell’opposizione (Valduga, Degasperi, Demagri, Manica, Zanella e Coppola) è la denuncia di una Giunta ripiegata sulla propaganda e sugli annunci di opere pubbliche, ma priva di una vera regia politica per affrontare le emergenze strutturali: il crollo del potere d’acquisto, le difficoltà della sanità e della scuola, la crisi abitativa e l’assenza di un piano industriale per la crescita. Di contro, nell’unico intervento di maggioranza, Daldoss ha difeso la continuità degli investimenti, rivendicando il ruolo propulsivo delle infrastrutture contro lo spopolamento delle valli e sollecitando un approccio trasversale sulle grandi partite strategiche, a partire dal futuro dell’energia e dell’acqua.
I lavori riprendono nel pomeriggio a partire dalle 14.30.
Valduga: dalla Giunta solo annunci e narrazioni da favola, manca una regia politica
Nel suo intervento Francesco Valduga (Campobase) ha criticato duramente l’impianto dell’assestamento di bilancio della Giunta Fugatti, accusata di sostituire la programmazione con la propaganda. Sul fronte delle opere pubbliche, della casa, della sanità, dei trasporti e dello sviluppo economico, Valduga individua una sostanziale assenza di visione strategica e di regia politica, rilevando un continuo rinvio delle grandi questioni istituzionali, come il piano industriale o la gestione di Dolomiti Energia, a favore di interventi e contributi a pioggia. A suo avviso, la maggioranza rincorre il consenso immediato anziché affrontare la complessità dei problemi territoriali, venendo meno al senso di responsabilità istituzionale. “A problemi complessi non ci possono essere soluzioni semplici; un presidente della Provincia deve esercitare la regia politica ed educare la comunità a questa complessità, invece di rincorrere l’annuncio facile”, ha concluso.
Degasperi: economia trentina in stagnazione, la Giunta colleziona solo promesse non mantenute
Filippo Degasperi (Onda) ha attaccato la narrazione economica del presidente Fugatti, evidenziando come il Trentino si trovi in una fase di sostanziale stagnazione (+0,5%), superato dall’Alto Adige e isolato dalla crescita europea. Secondo il consigliere, la Giunta è priva di una vera politica industriale e di strategie per lo sviluppo, limitandosi a stanziare contributi senza generare valore e fondando l’economia su settori a basso valore aggiunto e salari contenuti. “Siamo ormai senza una strategia per la crescita e allineati verso il basso al livello nazionale, mentre le grandi opere promesse si rivelano soltanto un elenco di slogan propagandistici” ha detto. Il consigliere di Onda ha inoltre denunciato il fallimento sui grandi progetti infrastrutturali e sui trasporti, rinfacciando alla maggioranza una lunga serie di annunci clamorosi poi regolarmente smentiti nei fatti.
Demagri: spese in pareggio ma senza impatto reale, su scuola e sanità servono risposte
Centrando la sua analisi sul rendiconto consolidato e sulla parificata della Corte dei Conti, Paola Demagri (Casa Autonomia) ha evidenziato come la pura regolarità contabile della Provincia non corrisponda a un’efficace ricaduta dei servizi sui cittadini. Concentrandosi su due pilastri fondamentali come scuola e sanità, la consigliera ha sottolineato che a fronte di ingenti risorse stanziate continuano a registrarsi criticità profonde, dai deludenti dati Invalsi fino ai disagi nella sanità territoriale. Demagri ha infine sollecitato l’adozione di un bilancio sociale consolidato e relazioni più accessibili per garantire reale trasparenza. “I conti quadrano sulla carta ma non nella realtà: gli ingenti investimenti in settori chiave come scuola e sanità non producono gli esiti auspicati sulla vita quotidiana dei cittadini”, ha concluso.
Manica: a metà della seconda consiliatura solo interventi tecnici e nessuna visione per il Trentino
A metà del secondo mandato dell’esecutivo, Alessio Manica (PD) ha tracciato un bilancio critico sulla gestione del territorio. Il capogruppo dem ha sottolineato che “dopo otto anni ci troviamo di fronte a una manovra puramente tecnica, priva di quell’orizzonte e di quella visione di sviluppo di cui l’autonomia trentina ha urgente bisogno”, evidenziando il sostanziale blocco dell’urbanistica e dei piani regolatori. L’analisi del consigliere ha toccato anche un modello di mobilità rimasto fermo al passato, a fronte del calo di passeggeri sul trasporto pubblico, i ritardi sull’ospedale di Cavalese e l’incalzante emergenza abitativa. Sui temi del ciclo dei rifiuti e del governo dell’acqua e dell’energia, Manica ha infine sollecitato la Giunta a non subire decisioni meramente aziendali, costruendo invece una regia politica trasversale e di lungo periodo sul futuro delle concessioni idroelettriche.
Zanella: solo propaganda e slogan, intanto 5 miliardi restano fermi in cassa e i servizi collassano
Punta l’indice contro la narrazione propagandistica della Giunta il consigliere Paolo Zanella (PD), secondo cui le continue promesse sulle opere pubbliche servono unicamente a mascherare l’assenza di interventi sui problemi reali dei trentini. Dalla sanità in forte affanno, con la drammatica carenza di oltre 500 infermieri, medici di base introvabili e liste d’attesa fuori controllo, fino al crollo del potere d’acquisto del 10% e ai dati Invalsi fallimentari nella scuola, l’esecutivo viene accusato di abbandonare i settori chiave. Sul fronte casa, Zanella ha definito “surreale” la situazione di molti lavoratori pubblici costretti a coabitare come universitari per far fronte agli affitti. “È inaccettabile mantenere oltre 5 miliardi immobilizzati in cassa mentre sui capitoli decisivi, come la casa o i trasporti, viene messa a terra solo una minima parte delle risorse pianificate”, ha concluso il consigliere del PD.
Daldoss: opere pubbliche essenziali per il PIL e lo spopolamento, sull’energia serve una riflessione trasversale
Prendendo le difese della manovra di maggioranza, Carlo Daldoss (Civica) ha rivendicato la continuità degli investimenti e il ruolo propulsivo delle infrastrutture per far crescere il PIL e contrastare lo spopolamento delle valli. Il consigliere ha evidenziato la necessità di semplificare le procedure burocratiche per velocizzare la messa a terra dei cantieri, ricordando come le opere viarie e di mobilità siano l’ABC per garantire parità di servizi a chi vive lontano dai centri urbani. Sul fronte della sanità, Daldoss ha invitato a una maggiore appropriatezza e selettività nell’accesso ai pronti soccorsi per evitare il sovraccarico della struttura pubblica. Sulle concessioni e sul futuro di Dolomiti Energia nessuno vuole intestarsi il tema: “si tratta di una questione storica e straordinariamente importante per il futuro del Trentino sulla quale si impone una riflessione comune e trasversale”, ha detto Daldoss aggiungendo che il piano dell’acqua “non può avere come unico obiettivo quello economico, ma anche quello ambientale, territoriale e persino alimentare come riserva idrica per la comunità”.
Coppola: sanità e casa sono ormai un lusso, alla Giunta manca un piano strategico per le disuguaglianze
Analizzando la manovra di assestamento, Lucia Coppola (AvS) ha criticato il presidente Fugatti per aver taciuto le reali criticità del territorio, partendo dai dati sulla sanità che vedono nel 2026 oltre 40 mila trentini costretti a rinunciare alle cure. La consigliera ha evidenziato come l’inflazione e i salari bloccati stiano aumentando le disuguaglianze sociali, trasformando diritti fondamentali come la salute e l’avere un tetto sopra la testa in un privilegio per pochi. Tra le fasce più esposte al rischio povertà e all’emergenza abitativa, Coppola ha indicato le donne e i giovani lavoratori. Sulle criticità della comunità “bisognerebbe avere il dovere di mettere in luce quello che non funziona, chiamandolo con il suo nome invece di presentare una realtà che non risponde ai bisogni concreti delle persone”, ha aggiunto Coppola che proseguirà poi il suo intervento alla ripresa dei lavori nel pomeriggio.

