(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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CIMO-FESMED Trentino rinnova le cariche: Brugnara confermata Presidente. In questi anni abbiamo ottenuto risultati importanti, ora dobbiamo difenderli». La squadra della Federazione CIMO-FESMED Trentino si rinnova. Per il quadriennio 2026-2030 è stata confermata per acclamazione Sonia Brugnara come Presidente, che sarà affiancata dal Vicepresidente vicario Fulvio Campolongo e dalla Vicepresidente Manuela Ricchena. Nadia Citroni e Marinella Neri saranno rispettivamente Segretaria e Vicesegretaria provinciale federale, mentre Alessia Caldara ricoprirà il ruolo di Segretaria amministrativa. Inoltre, nel gruppo ci saranno Stefano Moreschini (rappresentante dell’Ospedale di Cles), Marco Costa (Ospedale di Borgo) e Viviana Ravagnani (Ospedale di Trento). I revisori dei conti saranno Theodoros Kotsonis, Pasquale Guastella e Maria Bellizzi.
«Ringrazio sinceramente tutti i colleghi che hanno fatto parte del direttivo nello scorso mandato dedicando tempo, energie e competenze all’attività sindacale, spesso conciliandola con turni pesanti, guardie, responsabilità cliniche e impegni personali. In questi anni abbiamo lavorato con serietà, presenza e determinazione ottenendo risultati importanti» dichiara Brugnara.
«Ai nuovi compagni di viaggio auguro un buon lavoro, che richiederà un impegno sindacale altrettanto importante: difendere e rendere realmente esigibili i risultati raggiunti. Dovremo poi rafforzare la rappresentatività della Federazione, ricostruire concretamente le carriere professionali, difendere il ruolo della dirigenza ospedaliera nel rapporto con l’Università, difendere il contratto e l’applicazione corretta delle norme, puntare sull’innovazione tecnologica e la formazione scientifica, coinvolgere i giovani e costruire il futuro. Per fare tutto questo, avremo bisogno di coinvolgere in modo ancora più capillare i colleghi. Abbiamo bisogno delle idee, delle competenze, delle energie e della partecipazione di ogni collega che creda nella difesa della sanità pubblica e della professione medica. Perché da soli si resiste, ma insieme si costruisce», conclude Brugnara.
