(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dolomiti Energia: la fiducia del Trentino vale più di una scelta di mercato. C’è un momento, nel lavoro di chi amministra, in cui i numeri e i piani industriali devono confrontarsi con la realtà vissuta dalle persone. In queste settimane di intenso dibattito sul futuro di Dolomiti Energia, ho passato molto tempo ad ascoltare: i sindacati, i sindaci, Dolomiti energia, ma soprattutto ho cercato di cogliere le reali preoccupazioni di chi vive e lavora nelle nostre valli.
Voglio parlare con la massima franchezza. Non ho mai fatto dell’ideologia una barriera: credevo, e credo tuttora, che se una società è sana e ben governata dal pubblico, aprirsi con prudenza al mercato possa essere un modo per farla crescere. Ma la politica non è fatta solo di “buone idee” sulla carta; la politica è, prima di tutto, soprattutto in una terra autonoma come il Trentino, camminare allo stesso passo della propria comunità. E oggi, sentendo il polso del nostro territorio, mi sono convinto di una cosa: oggi non ci sono le condizioni sociali per procedere, perché il Trentino non si sente rassicurato.
Una scelta che tocca il cuore dei nostri asset strategici non può essere vissuta come un’imposizione calata dall’alto. Se manca la condivisione, se si genera incertezza anziché fiducia, allora quell’operazione – per quanto tecnicamente ineccepibile – rischia di rivelarsi un errore politico e sociale. Il legame che unisce le istituzioni dell’Autonomia alla loro terra vale molto più di qualsiasi quotazione in Borsa.
Dobbiamo avere la lucidità di riconoscere un sentimento profondo: per ogni trentino, l’acqua che scorre nelle nostre valli non è una merce, è parte integrante della nostra Autonomia. In un momento in cui le famiglie faticano a far quadrare i conti, l’idea che “l’acqua è nostra” non è un banale slogan, ma un forte richiamo alla responsabilità e una richiesta di tutela.
Proprio per questo, sento che procedere ora, forzando i tempi, sarebbe un atto di presunzione. Abbiamo il dovere di fermarci e di aprire le porte delle istituzioni. Ecco perché rilancio con forza l’idea di un grande tavolo istituzionale che sia affiancato da un vero confronto sul territorio.
Dobbiamo spiegare con trasparenza qual è la situazione attuale e quali siano le enormi sfide per difendere le nostre centrali, ma dobbiamo avere anche il coraggio di non imboccare strade che non verrebbero comprese, perché Dolomiti Energia è, prima di tutto, una società in larga parte pubblica.
In questo percorso, la nostra bussola deve, poi, tornare a puntare a nord. La vera risposta alle sfide del futuro non è Milano, non solo almeno, ma il rilancio di un’Euregio energetica. Collaborare con Bolzano e, nelle modalità più appropriate, con il Tirolo significa dare vita ad un colosso alpino che parli la nostra stessa lingua istituzionale e rispetti i nostri valori, capace di essere competitivo sui mercati senza smettere di essere profondamente “nostro”. L’Autonomia vive se sa evolvere insieme alla sua gente. Oggi il Trentino ci chiede tempo, chiarezza e rispetto. E una politica seria sa che, di fronte a un bivio così importante, la strada giusta è quella che si percorre assieme.
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Simone Marchiori
Segretario PATT e Assessore provinciale
