17.01 - venerdì 6 marzo 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Biada FdI: “Furti in casa, i dati confermano le preoccupazioni dei cittadini. Va ripensato il sostegno alla sicurezza domestica”.
Secondo quanto riportato oggi su l’Adige.it, “Il nuovo rapporto Censis–Verisure fotografa l’andamento dei reati domestici nella regione. Nel 2024 i furti in abitazione sono aumentati del 22,2%, mentre nel primo semestre 2025 la crescita continua soprattutto in Trentino, Bolzano tra i capoluoghi con la maggiore incidenza di episodi”, un dato superiore alla media nazionale che riporta al centro il tema della sicurezza domestica e della tranquillità delle famiglie.
Non si tratta solo di numeri. È la percezione stessa di sicurezza a cambiare nelle comunità. Come evidenziato nell’articolo, “Non sorprende quindi che la sicurezza domestica sia percepita come un fattore decisivo. Il 90,8 per cento degli italiani la considera sempre più importante, l’84,9 per cento ritiene che i sistemi di protezione aumentino la serenità quotidiana e il 64,1 per cento prevede di investire maggiormente nei prossimi anni per proteggere la propria abitazione.”
Proprio su questo tema avevo sollevato la questione in aula con una interrogazione a risposta immediata chiedendo alla Giunta provinciale se intendesse ripristinare un contributo per l’installazione di sistemi di allarme e videosorveglianza misura che in passato era stata attivata dalla Provincia per aiutare le famiglie a proteggere la propria abitazione.
Nella risposta fornita in aula la Giunta aveva evidenziato che la misura, attiva negli anni 2015 e 2016 con contributi fino al 40 per cento della spesa, era stata poi abbandonata ritenendola poco utilizzata e sostenendo che interventi di questo tipo rischierebbero di alimentare le paure anziché risolvere il problema alla radice.
Si tratta di una valutazione che non condivido. I dati e le analisi che emergono oggi confermano infatti che la presenza di sistemi di protezione domestica aumenta la serenità delle persone e rappresenta uno strumento concreto di prevenzione.
La sicurezza delle famiglie non può essere considerata solo un tema statistico.
Quando aumentano i furti e cresce la preoccupazione nelle comunità, la politica deve interrogarsi su quali strumenti possano aiutare i cittadini a sentirsi più protetti. Consentire anche a chi non ha grandi disponibilità economiche di installare sistemi di allarme o videosorveglianza significa dare una risposta concreta a un bisogno reale.
Per questo ritengo che il tema meriti di essere nuovamente approfondito, valutando la possibilità di ripristinare strumenti di sostegno che in passato avevano aiutato molte famiglie a rendere più sicura la propria casa.
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Il Presidente del Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia
Cons. Daniele Biada
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