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PAB – PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO * «LA RIFORMA ABITARE RENDE GLI ALLOGGI PIÙ ACCESSIBILI ALLE FAMIGLIE»

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16.17 - giovedì 5 marzo 2026

Con la Riforma abitare è stato avviato lo scorso anno un ampio processo di riforma che mira a rendere gli alloggi più accessibili e flessibili. L’assessora provinciale all’Edilizia abitativa Ulli Mair ha informato la Consulta per la famiglia della Provincia in merito a questo tema e alle misure già in vigore. “La nostra società è diventata più flessibile, quindi anche nell’edilizia abitativa è necessaria una maggiore flessibilità”, ha sottolineato l’assessora Mair. Oltre ai collaudati canali di promozione della proprietà, si punta soprattutto sul rafforzamento del mercato degli affitti. In questo contesto, il modello dell’edilizia abitativa di utilità sociale è particolarmente promettente. Inoltre, sono state apportate modifiche agli incentivi esistenti, come ad esempio la riduzione degli anni di contribuzione necessari per i giovani e le coppie nel mutuo Risparmio Casa o la sburocratizzazione, nonché un aumento sostanziale dei contributi, dei limiti di reddito e delle detrazioni fiscali per gli incentivi all’edilizia abitativa. Ciò dovrebbe contribuire a soddisfare meglio e in modo più accessibile il fabbisogno di alloggi in futuro. I membri della Consulta per la famiglia sostengono la strada intrapresa, poiché a lungo termine porterà a un aumento degli alloggi disponibili per le famiglie altoatesine. “L’alloggio è una questione centrale per ogni famiglia. Ogni passo che porta a un aumento degli alloggi accessibili, sia di proprietà che in affitto, è quindi sensato e necessario”, afferma l’assessora provinciale alla Famiglia e presidente della Consulta per la famiglia Rosmarie Pamer.

In questo contesto, l’assessora Mair ha ricordato anche l’importanza della dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico, necessaria per poter accedere ai contributi per l’edilizia abitativa. Se questa dichiarazione viene presentata immediatamente al raggiungimento della maggiore età, ha effetto immediato; se invece viene presentata solo in un secondo momento, la dichiarazione ha effetto solo dopo 18 mesi, con il rischio che scadano determinati termini. “Questo aspetto dovrebbe essere discusso anche in famiglia: anche se la dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico potrebbe non essere necessaria nell’immediato, è comunque utile e sensato presentarla il prima possibile”, fa notare la presidente della Consulta Pamer.

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