(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Scendiamo nuovamente in piazza sabato 16 maggio ore 15 a Trento (ritrovo p.za Dante). 25 aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo, portiamo una voce chiara di contrarietà ai CPR.
Il 13 dicembre eravamo oltre 1.500 per le strade di Trento. In più di cinquanta realtà sociali e politiche abbiamo attraversato la città unite per ribadire un forte NO alla costruzione del CPR a Piedicastello, in località Maso Visintainer. Quella giornata ha dimostrato che questa città non ha paura di sfidare la Giunta Fugatti e che esiste un territorio antirazzista e solidale pronto a lottare. Ora dobbiamo tornare in piazza, più determinati di prima.
Nei mesi trascorsi le politiche italiane ed europee hanno continuato ad accanirsi contro i diritti umani fondamentali, il diritto di asilo e la libertà di movimento. Dai nuovi Decreti sicurezza e immigrazione fino al Patto europeo sulla Migrazione e l’Asilo e al Regolamento Deportazioni, l’estrema destra europea, di cui fa parte il governo Meloni, continua a fare del “migrante” il proprio bersaglio privilegiato, alimentando odio razziale e repressione.
A livello locale, l’accordo Fugatti-Piantedosi resta in piedi: è previsto per l’estate un ulteriore taglio dei posti in accoglienza (da 700 a 350) e l’avvio del cantiere per la costruzione del CPR. Nel frattempo centinaia di persone richiedenti asilo continuano a vivere in strada, escluse da qualsiasi forma di accoglienza e/o assistenza sociale. Con la chiusura dei dormitori di bassa soglia legati all’emergenza freddo la situazione si è ulteriormente aggravata, tanto a Trento quanto a Bolzano.
Come ci hanno ricordato gli studenti delle scuole di italiano che hanno preso parola il 13 dicembre: la vera sicurezza nasce dalla cura, non dalle galere etniche per chi è sprovvisto di titolo di soggiorno. I 2 milioni di euro di fondi provinciali stanziati per costruire una struttura detentiva potrebbero invece finanziare immediatamente accoglienza, inclusione e diritti.
Solo la ripresa di una mobilitazione generalizzata può aprire la strada a un cambiamento reale. Alcuni segnali positivi li abbiamo intravisti: nel movimento contro le guerre e per la Palestina che non cessa la sua ostinata resistenza, nella partecipatissima manifestazione antifascista e antirazzista di Bolzano contro i fascisti di “remigrazione”, nel risultato referendario che ha messo in crisi il governo e, infine, nella straordinaria manifestazione “No Kings” di Roma a fine marzo.
È per questo che il percorso che abbiamo costruito insieme non si ferma e vuole coinvolgere questo protagonismo collettivo: l’appello ad essere presenti è rivolto a tutte e tutti coloro che hanno attraversato queste mobilitazioni, ma anche a chi si sta avvicinando ora, con la voglia di contribuire e costruire insieme un’opposizione sociale.
Il 16 maggio sfileremo in corteo dal centro città fino alla zona di Piedicastello dove vorrebbero erigere un lager di Stato, per dire ancora una volta che le nostre comunità si basano sulla solidarietà e la giustizia sociale, non sulla privazione della libertà personale e la violenza.
Il 25 aprile vogliamo già caratterizzare i cortei di Trento e Bolzano come momenti di opposizione al CPR: saremo presenti con gli striscioni alla manifestazione con partenza da via Belenzani alle ore 10 a Trento e alla manifestazione di Bolzano con partenza alle ore 10:30 da piazza delle Erbe, per portare la nostra voce e ribadire: NO CPR! Né qui, né altrove!
