Il Parlamento europeo ha dato il via libera al mandato negoziale sul regolamento rimpatri.
Il messaggio è chiaro: chi non ha diritto di restare in Europa, chi è entrato illegalmente, deve tornare nel proprio Paese di origine. È ciò che ho sempre sostenuto, prendendomi del razzista, islamofobo o irrispettoso dei diritti umani.
Per anni, la sinistra globalista europea ha difeso un’immigrazione fuori controllo, confini deboli e impunità, contribuendo a mettere in difficoltà il nostro stato sociale e la nostra società. Ve li ricordate quelli del “ci pagano le pensioni” e del “abbiamo chiesto noi che gli sbarchi avvenissero in Italia”.
Oggi, invece, emerge una linea diversa: più legalità, più sicurezza, più rimpatri, più difesa dei confini e delle identità, più rispetto per il lavoro delle generazioni che ci hanno preceduto, più riguardo per i nostri bisognosi. Prima gli italiani.
Anche grazie al mio voto si è ricomposta, nei fatti, una maggioranza capace di spostare gli equilibri dell’Aula.
E quando la destra smette di arretrare, si dimostra fiera e orgogliosa di quello che è, non sente la necessità di de-demonizzarsi, non si fa diluire e vota unita l’Europa cambia davvero.
Noi la chiamiamo con il suo nome: remigrazione.
Meno ideologia. Meno ipocrisia. Più buon senso.
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On. Roberto Vannacci
Europarlamentare (Gruppo “Europa delle Nazioni Sovrane”)
