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(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“QUARTO GRADO” – GARLASCO: IL NUOVO AVVOCATO DI ANDREA SEMPIO, LIBORIO CATALIOTTI
«Abbiamo tempestato Sempio di domande per valutare la sua innocenza o colpevolezza».
«Mi limiterò a parlare esclusivamente del mio assistito, della sua innocenza e dell’inesistenza di prove a suo carico»
Nel corso della puntata di “Quarto Grado”, in onda questa sera – venerdì 17 ottobre – su Retequattro, è intervenuto in collegamento in diretta Liborio Cataliotti, il nuovo avvocato difensivo di Andrea Sempio dopo l’interruzione del rapporto professionale con Massimo Lovati.
Queste le parole di Liborio Cataliotti:
Crede nell’innocenza di Andrea Sempio?
«Mi ricollego a quanto avete detto prima: è del tutto fisiologico e normale che un difensore rivolga al proprio assistito delle domande, anche al di fuori di un interrogatorio formale.
Oggi, prima di assumere l’incarico, ho portato con me tre collaboratori dello Studio. Forti della conoscenza che avevamo già del caso — conoscenza basata anche sulle preziose informazioni che voi ci avete fornito — lo abbiamo letteralmente sommerso di domande.
Si tratta, verosimilmente, delle stesse domande che gli inquirenti potrebbero rivolgergli se dovesse tornare in aula o essere nuovamente interrogato.
Vorrei fare due considerazioni. La prima: come già detto nel servizio precedente, non è affatto inusuale — anzi, è una prassi — che, soprattutto alla vigilia di un interrogatorio, l’avvocato sottoponga al proprio assistito le domande più probabili, comprese quelle più scomode, che potrebbero arrivare dagli inquirenti.
La seconda: è esattamente l’esercizio che io e i miei collaboratori abbiamo fatto prima di accettare l’incarico. Lo abbiamo tempestato di domande per tutta la mattinata, fino a quando i vostri operatori non ci hanno intercettato per le strade di Milan».
Voi avete fatto un ‘uno contro tutti’ con Andrea Sempio e gli avete fatto un fuoco di domande per pesare l’innocenza o la colpevolezza?
«Assolutamente sì, abbiamo fatto quello che voi definite, con un meritorio e azzeccato titolo, il quarto grado, non il terzo, il quarto».
Decidete di assumere una difesa se la persona è innocente o colpevole?
«È uno dei parametri che adottiamo. Ci sono reati antipatici per i quali non accetto il mandato. In generale, la valutazione tiene conto del margine di difesa che esiste, e questo non è necessariamente legato all’innocenza o alla colpevolezza. Nel caso specifico, però, tutto ruota attorno a questo: innocenza o colpevolezza erano i parametri da misurare, e sono quelli che abbiamo effettivamente valutato, nei limiti di ciò che potevamo fare in circa tre ore di confronto serrato con Andrea Sempio».
Ci saranno dei cambiamenti nella linea difensiva rispetto a quella dell’avvocato Lovati?
«Ci tengo a ringraziare, a nome del mio assistito, il collega Lovati che, in modo prezioso e deontologicamente ineccepibile, ha svolto il proprio mandato difensivo nelle aule di giustizia. Ho anche avuto modo di verificare che ha speso parole di elogio nei miei confronti, parole delle quali non c’era davvero bisogno, ma che ho comunque molto apprezzato. Non so se la linea difensiva cambierà; posso però esplicitare quale sarà la mia. La mia strategia difensiva è volta a fronteggiare l’accusa rivolta al mio assistito, ossia quella di aver concorso nell’omicidio della povera Chiara Poggi, in concorso con il soggetto che la giustizia, con sentenze ormai irrevocabili, ha individuato in Stasi. Su questo non mi permetto di aggiungere nulla. Mi limiterò — e questo rappresenta forse l’elemento di novità — a parlare esclusivamente del mio assistito, della sua innocenza e dell’inesistenza di prove a suo carico».
