Covid-19 Free -settima puntata- (Provincia autonoma Trento)

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FEDERAZIONE: FOCUS SULLA COOPERAZIONE TRENTINA

Intervista a Roberto Simoni

- Candidato presidente Federazione trentina della Cooperazione -

Egregio Signor Walter Kaswalder Presidente del Consiglio Provinciale SEDE

Interrogazione a risposta scritta n. 1193

Crisi della cooperazione: neutralità o inerzia? Quali gli effetti della sentenza della Corte costituzionale sulla competenza regionale in tema di Bcc

La crisi che sta avvolgendo il Consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Coo- perazione contiene in sé un ulteriore capitolo del dibattito che da tempo è in corso nella nostra co- munità sul modello cooperativo e sulla sua attuale coerenza ai principi e ai valori fondanti. Un di- battito a tratti intenso, ma anche acerbo e non sempre lucido – specie a seguito della contestata as- semblea della ex Cassa rurale di Lavis, Mezzocorona, Valle di Cembra – che si è avviato su un sen- tiero pericoloso, affollato di proclami e di equivoci di senso e di ruolo.

Ciò ha contribuito a determinare una situazione di stallo, che certo non è d’aiuto nell’aggirare il punto di collisione fra solidarietà e mercato, di fronte al quale si trova oggi il sistema cooperativo nelle sue multiformi articolazioni. Quel punto è il nodo della questione, che non si scioglie, anzi s’ingarbuglia ancor di più, con il pellegrinaggio fra luoghi comuni, difese d’ufficio e schemi ideolo- gici, a cui l’opinione pubblica trentina è stata fin qui costretta, anche per la complicità di un far poli- tica sempre più avido di populismo e di superficialità.

È perciò il momento che le istituzioni dell’autonomia smettano di accodarsi alle varie fughe in avanti o all’indietro sul tema, rinunciando a rifugiarsi in meri espedienti comunicativi per impegnar- si invece in un serio tentativo di rigenerazione e di ripartenza di questo sistema, a salvaguardia del modello che lo ispira e della coesione sociale che lo sostiene. Cioè due pezzi pregiati del nostro ca- pitale identitario.

Si tratta in altre parole di partecipare nei pertinenti ruoli al più generale progetto di rifondazione del movimento cooperativo, di cui la Federazione dovrebbe essere il principale artefice e garante, per- ché ogni soggetto di mercato possa assumersi la responsabilità di affrontare una stagione economica eccezionalmente complessa e tormentata dall’aumento delle disuguaglianze, nella consapevolezza che i principi cooperativi non possono mai essere interpretati come manleva dell’inefficienza, né come mera emulazione dell’impresa capitalistica, ma come impegno comune in favore della perso- na e della sua centralità.

Un simile progetto rifondativo non dovrebbe dunque essere isolato dal resto del sistema trentino, specie nei momenti critici, in una sorta di solitudine opportunistica: tutti insieme quando c’è bel tempo, a ciascuno le proprie grane nella tempesta. La logica di sistema chiama prepotentemente in causa anche il pubblico, che dovrebbe essere in grado di offrire strumenti sempre più aggiornati e

flessibili per accompagnare gli inevitabili processi rigenerativi del tessuto cooperativo, a servizio dello sviluppo sostenibile, senza indebite intromissioni politiche nell’autonomia organizzativa fede- rale.

La politica, dunque, che troppo spesso sembra occuparsi di queste vicende o per tirare acqua al pro- prio mulino, o per prenderne le distanze quando il livello dell’acqua sale oltre una certa soglia, do- vrebbe esercitarsi, con presenza e rispetto, non domandandosi quale sia l’orientamento politico di Marina Mattarei, né ragionando in base al partito per il quale potrebbe parteggiare chi dovesse suc- cederle. Ma spendendo la propria credibilità per una chiamata a raccolta delle forze migliori della nostra comunità, in modo da creare un contesto favorevole affinché chiunque abbia idee e passione, possa far convergere il proprio impegno nella costruzione di organizzazioni intermedie capaci di in- vestire sulla responsabilità sociale dell’impresa, la qualità del lavoro, la sua conciliazione con la vita familiare.

Serve insomma sprigionare la forza di chi pone il proprio impegno nella ricerca delle risposte più avanzate alle fatiche reali e alle passioni delle persone. Scrollandosi di dosso questa sorta di stanco attendismo che sembra aver avviluppato la Giunta provinciale dopo che la retorica del cambiamento e della rivoluzione, ha mostrato le sue vere sembianze fatte di piccolo cabotaggio, di logiche imme- diate e di corto respiro. Anche sul tema della cooperazione molto presidenzialismo ma poca strate- gia.

Tutto ciò premesso, interrogo il presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere:

  1. 1)  se ritiene opportuno provvedere senza indugio all’attuazione del Protocollo d’intesa «Nuovi impegni per la crescita della comunità trentina», siglato il 17 gennaio u.s. fra la Provincia e la Federazione Trentina della Cooperazione, dando ai relativi impegni un carattere maggiormente operativo, a prescindere dalla crisi in atto nei vertici federali;
  2. 2)  come valuta le cause e i possibili effetti dell’attuale crisi della governance della FTC, giustamente definita «partner storico dell’Autonomia» dal Presidente Fugatti e dall’Assessore Tonina;
  3. 3)  se, preso atto del ricorso ad adiuvandum della Provincia contro Cassa di Trento nella controversia avente ad oggetto la fusione con la Cassa rurale di Lavis, Mezzocorona, Valle di Cembra, si sia ricercata un’intesa con le stesse in ordine alla necessità della preventiva autorizzazione provinciale, e soprattutto se tale intesa non sia ritenuta ancora più necessaria alla luce della recente sentenza della Corte costituzionale in materia di competenza regionale sulle Banche di credito cooperativo;
  4. 4)  se ritenga opportuno collaborare con la FTC, ai livelli ritenuti più opportuni, per: (a) monitorare le strategie, il posizionamento e le eventuali emergenze del sistema cooperativo in un mercato aspramente competitivo; (b) favorire nuove forme di collaborazione fra imprese cooperative, anche concorrenti; (c) facilitare l’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro all’interno del mondo cooperativo; (d) dare concreta risposta ad un ritorno di interesse, anche in ambito sindacale, per le varie forme di partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese; (e) valorizzare il protagonismo della base sociale.

A norma di regolamento, si richiede risposta scritta.

 

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consigliere Alessandro Olivi

 

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Trento, 26 maggio 2020

 

Prot. n. A042/2020/285954/2.5-2018-673

Oggetto: Interrogazione n. 1193 – Risposta

Risposta ai quesiti n. 1 e 4:

 

Come ricordato dal Consigliere, lo scorso 17 gennaio 2020 Provincia Autonoma di Trento e Federazione Trentina della Cooperazione hanno siglato, per il tramite dei rispettivi Presidenti, il Protocollo d’intesa per il rafforzamento della loro collaborazione.
Tale documento, esito di un fruttuoso ed efficace confronto tra i due Enti, rappresenta un impegno comune per la crescita economica ed il rafforzamento della comunità trentina.

Lo stesso prevede infatti azioni che abbracciano quindici ambiti, dall’ambiente, le risorse naturali e la loro valorizzazione, all’innovazione, dalla sostenibilità economica a quella sociale e al lavoro.
Questo perché la cooperazione è capitale umano, è scambio, rapporto, relazione, è solidarietà e sussidiarietà, è sviluppo dei nostri territori e quindi non ci si poteva limitare ad alcuni aspetti della vita ma era necessario un documento in grado di valorizzare a pieno l’aggregazione cooperativa quale modalità efficace di fare impresa, basata da un lato sull’imprenditoria economica e dall’altro sui valori della socialità e dell’attenzione alla persona.

Oltre ai due Enti sottoscrittori, le azioni del Protocollo prevedono il coinvolgimento di vari attori del movimento cooperativo e di stakeholders territoriali, quali a titolo esemplificativo l’Università, il Consorzio dei Comuni, l’Azienda sanitaria, in una dimensione di forte integrazione.
Tutti gli impegni assunti individuano gli obiettivi che il progetto stesso intende perseguire, la misurazione dei bisogni e dei risultati raggiunti nonché i tempi di realizzazione.

Al fine del rispetto delle scadenze previste, Provincia Autonoma e Federazione Trentina, di comune accordo, si sono attivate nel dare attuazione al Protocollo stesso, definendo in via congiunta la composizione dei team di lavoro, scegliendo per ciascun settore e per ciascun progetto le figure più appropriate ed esperte.

Inoltre alcune delle attività previste sono già in fase di prima esecuzione, quali ad esempio i lavori del tavolo dedicato alla revisione ed al rilancio del cd. Progettone, il tavolo dedicato all’elaborazione della proposta normativa in materia di Cooperazione di Comunità e quello dedicato all’elaborazione della proposta normativa in materia di Vigilanza cooperativa.

Tra gli impegni previsti nel Protocollo, alla luce delle difficoltà che il sistema cooperativo, e più in generale l’intero mondo economico trentino, ha riscontrato negli ultimi anni, Provincia e Federazione hanno:
– previsto il rafforzamento delle attività di supporto e di quelle formative in favore delle governance delle imprese cooperative, al fine di rendere la classe dirigente maggiormente consapevole dei rischi e delle opportunità dell’operare cooperativo;

– deciso di rafforzare l’azione formativa rivolta ai dipendenti ed ai soci delle cooperative, per permettere anche agli stessi di assumere la piena consapevolezza del proprio ruolo;
– concordato inoltre di potenziare le azioni di monitoraggio, al fine di limitare le situazioni critiche e se possibile di prevenirle;

– stabilito l’impegno reciproco, nello stimolare sinergie e collaborazioni tra cooperative, al fine di un miglioramento delle azioni di coordinamento del sistema e di un approccio maggiormente sistemico.

Risposta ai quesiti n. 2 e 3:

La Cooperazione trentina è frutto di un’opera centenaria di sviluppo e di un’azione sinergica tra tutti gli attori del sistema.
La Federazione Trentina della Cooperazione rappresenta la forma più alta di questa particolare modalità di fare impresa, capace di rispondere ai bisogni delle persone offrendo servizi ed attività che permettono il mantenimento del tessuto sociale creando nel contempo occasioni di occupazione. Nonostante il periodo di difficoltà che interessa la governance dell’ente, l’azione della Federazione non può fermarsi.

Il sistema cooperativo trentino conta all’incirca 500 Cooperative e Consorzi. La solidità di questo sistema si apprezza nel modo in cui il sistema ha resistito alla crisi economica che ha colpito il nostro Paese, nell’aumento dell’occupazione (+26,6%) e nel valore aggiunto economico che il sistema provinciale nel suo insieme crea: 2,35 miliardi di euro (pari al 13,6% del PIL).

Per le 500 cooperative della Provincia questo periodo è connotato da temi critici ma anche da opportunità che consentiranno di creare nuove risposte, nuova occupazione, nuova imprenditoria, anche giovanile, intercettando i bisogni attuali e di domani.
Tutto questo ha bisogno di formazione e di credito ma soprattutto dell’azione centrale svolta dalla Federazione, che portando a servizio la propria esperienza, riuscirà a mettere in sicurezza le prospettive, in primis economica, delle famiglie, creando quelle condizioni di attrattività per le giovani coppie e per coloro che intendono avviare nuove attività.

Se da un lato le singole cooperative sono gli attori di questo sistema, dall’altro alle istituzioni provinciali ed alla Federazione Trentina della Cooperazione è affidata la regia del sistema ed il monitoraggio dello stesso.
Solo mediante un’effettiva combinazione e collaborazione di tutti gli attori del sistema cooperativo, dalla politica alle singole realtà, imprese del credito incluse, il movimento manterrà integra la propria forza ed il proprio vigore assumendo il ruolo di volano economico e di fattore chiave per la permanenza della popolazione nel territorio Trentino.

f.to
– Mario Tonina –

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