Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da un’associazione animalista contro la sentenza del Tar riguardante l’abbattimento dell’orsa KJ1. La decisione rappresenta un punto a favore della Provincia autonoma di Trento nei contenziosi legati alla gestione dei grandi carnivori. I giudici di Palazzo Spada hanno inoltre respinto la richiesta risarcitoria dell’associazione, ritenendo che non fosse stato provato alcun danno.
Nel provvedimento è stata confermata la piena legittimità del decreto di rimozione, considerando l’approfondita istruttoria effettuata dall’Amministrazione e l’ampia motivazione fornita a supporto della decisione.
La sentenza riconosce il ruolo centrale della tutela della persona nell’ordinamento giuridico e sottolinea come l’amministrazione provinciale abbia ampiamente dimostrato l’elevata pericolosità dell’esemplare, classificata ai massimi livelli del Pacobace. L’azione è stata giudicata conforme al principio di proporzionalità, con l’abbattimento ritenuto l’unica misura idonea a garantire la sicurezza pubblica in tempi rapidi, a differenza di cattura e detenzione che avrebbero esposto la popolazione a ulteriori rischi.
Il presidente Maurizio Fugatti ha espresso soddisfazione per il riconoscimento della correttezza dell’azione amministrativa della Provincia, fondata su approfondite valutazioni istruttorie e orientata prioritariamente alla tutela dell’incolumità e della sicurezza pubblica.
L’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni ha sottolineato come la sentenza confermi la responsabilità e l’accuratezza che caratterizzano l’operato dell’amministrazione nella gestione della fauna selvatica, con particolare attenzione alla tutela delle persone e del territorio.

