Da oggi mercoledì 3 giugno fino a lunedì 31 agosto 2026, i lavoratori interessati ad accedere al “Progettone” dovranno presentare domanda tramite i Patronati. La finestra temporale annuale per la raccolta delle candidature è stata anticipata da gennaio a giugno, in una modifica che rappresenta un passaggio significativo nella riforma complessiva del programma, strumento che rientra pienamente nelle politiche attive del lavoro.
Il nuovo provvedimento, approvato dalla Giunta provinciale su proposta del vicepresidente e assessore al lavoro Achille Spinelli, introduce un impianto più moderno e orientato alla crescita professionale, allargando l’accesso a persone finora escluse. Lo storico strumento di politica attiva del lavoro si rinnova per rispondere alle mutate esigenze del mercato occupazionale e alle sfide demografiche in corso.
Tra le principali innovazioni figura l’ampliamento della platea dei potenziali beneficiari, con la riserva di 20 posti di lavoro a donne vittime di violenza, incrementabili nel corso del triennio. Per la prima volta viene data priorità a percorsi formativi durante l’impiego, al fine di favorire il reinserimento nel mercato del lavoro ordinario quando possibile. Il rinnovato Progettone continuerà a garantire dignità attraverso il lavoro, sostenendo le fasce più deboli della popolazione e assicurando servizi di qualità per la cura del territorio e delle comunità trentine.
Le graduatorie hanno validità triennale con un aggiornamento annuale per la revisione delle posizioni dei soggetti già iscritti e l’inserimento di nuovi nominativi. La posizione ricoperta in graduatoria costituisce il criterio di precedenza per la valutazione attitudinale ai fini di un possibile inserimento lavorativo.
Gli ambiti di impiego riguardano tre settori: interventi di ripristino e valorizzazione ambientale con attività di cantieri nel verde e manutenzione del territorio; servizi a supporto del patrimonio culturale con attività di conservazione e gestione degli impianti sportivi; servizi di sostegno ai servizi sanitari e socio-assistenziali alla persona, con attività di supporto nelle case di riposo e presso l’Azienda sanitaria.
Quattro sono le tipologie di persone appartenenti a fasce deboli che possono accedere al programma. Innanzitutto i soggetti vicini alla pensione licenziati da un contratto a tempo indeterminato per motivi oggettivi, inidoneità psicofisica o superamento del comporto. Poi chi ha cessato un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato, un contratto di collaborazione o un’attività autonoma e abbia lavorato negli ultimi 36 mesi per almeno 6 mesi. Terza categoria, le persone disoccupate di età avanzata, pari ad almeno 53 anni per gli uomini e 52 anni per le donne. Infine, le donne vittime di violenza segnalate dai competenti servizi.
Il sistema prevede tre modalità di accesso e permanenza. La Modalità A riguarda i soggetti prossimi alla pensione: la graduatoria valorizza per il 50% le settimane contributive e per il 50% l’età anagrafica, articolata in due fasce. La permanenza dipende dagli anni mancanti alla pensione anticipata o di vecchiaia: meno di 3 anni comporta permanenza fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici, mentre più di 3 anni prevede un primo periodo non superiore a 36 mesi, rinnovabile per ulteriori 36 mesi previa verifica degli obblighi formativi.
La Modalità B è destinata ai disoccupati over 53 (over 52 se donne) e alle donne vittime di violenza: la graduatoria si basa per il 60% sull’indicatore ICEF “povertà” e per il 40% sulle settimane contributive degli ultimi tre anni. Sono previsti due periodi di accesso non consecutivi, ciascuno della durata massima di 12 mesi, intervallati da un anno di presa in carico presso il Centro per l’impiego.
La Modalità C prevede l’inserimento in attività stagionali, sempre sulla base della graduatoria formata con i criteri della Modalità B. È possibile la permanenza per tre stagioni consecutive, rinnovabile per un secondo ciclo di tre stagioni a determinate condizioni. Al termine del secondo ciclo è previsto un anno di stop prima di un’eventuale nuova domanda.


