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PAT * «IL BENESSERE COME ANTIDOTO ALLA DISPERSIONE SCOLASTICA»

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10.45 - venerdì 22 maggio 2026

Al Festival dell’Economia di Trento è stato affrontato il tema della dispersione scolastica e del fenomeno dei NEET attraverso un panel dedicato alle speranze dei giovani. L’analisi ha messo in evidenza come contrastare l’abbandono scolastico rappresenti una priorità strategica per intercettare e recuperare gli studenti che interrompono prematuramente il loro percorso formativo.

L’assessore all’istruzione e ai giovani Francesca Gerosa ha sottolineato come la dispersione scolastica e il fenomeno NEET rimangono motivi di preoccupazione nel territorio trentino. Sebbene le percentuali locali risultino inferiori rispetto ad altre regioni italiane, il dovere rimane quello di non perdere nemmeno uno studente lungo il percorso. Una volta abbandonati gli studi, infatti, il recupero e l’inserimento sociale dei ragazzi risultano estremamente difficili.

I fattori alla base dell’abbandono scolastico sono molteplici: ansia, disagio, bassa autostima e difficoltà familiari rappresentano elementi critici che richiedono interventi specifici. L’assessorato sta affrontando la questione in collaborazione con il Dipartimento istruzione, IPRASE e le istituzioni scolastiche, sviluppando politiche volte ad aumentare il benessere negli istituti sia tra gli studenti che tra i docenti, anche osservando le buone pratiche di altre realtà.

Tra le iniziative implementate figura la figura del “docente Faber”, un insegnante appositamente formato per identificare le difficoltà degli studenti nel loro nascere. Sono inoltre in corso studi per sviluppare nuovi approcci che vadano oltre il tradizionale sportello psicologico scolastico. Particolare attenzione viene dedicata al recupero delle carenze didattiche, affrontando le diverse esigenze di ogni studente in modo personalizzato e individualizzato.

Giovanni Vinciguerra ha evidenziato come a livello nazionale quasi 3,5 milioni di studenti abbandonino annualmente la scuola secondaria superiore, e come soltanto 18 iscritti su 100 riescono a completare gli studi universitari. Di questi ultimi, il 25 per cento si trasferisce all’estero e numerosi non trovano un’occupazione coerente con la propria formazione.

Il direttore di IPRASE Luciano Covi ha ribadito come le prospettive future dei giovani siano strettamente correlate alle competenze di cui dispongono. Elena Marta, ricercatrice, ha evidenziato l’importanza di lavorare sul benessere psicosociale degli studenti, affermando che la ricerca di significato rappresenta una priorità in un mondo caratterizzato da forti pressioni performative, dove le sole abilità tecniche risultano insufficienti.

Lo psicologo Leopoldo Romanelli ha richiamato l’attenzione sulla necessità che i ragazzi dispongano di spazi propri, incluso internet come luogo dove scoprire nuove prospettive. Tiziana Rossi, dirigente dell’Istituto tecnico Buonarroti di Trento, ha infine lanciato un appello agli adulti: senza fiducia e speranza riposta nei giovani da parte della comunità adulta, i ragazzi stessi non potranno coltivare passione e speranza per il loro futuro.

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