La Provincia autonoma di Trento ha organizzato un convegno in occasione della Giornata internazionale della famiglia, promosso dal vicepresidente Achille Spinelli. L’evento, coordinato dall’Agenzia per la coesione sociale insieme all’Unità di missione strategica Resilienza abitativa, sostenibilità e coesione territoriale, ha affrontato il tema del “benessere, qualità della vita e politiche familiari nella società contemporanea”. Il dibattito ha approfondito le trasformazioni che caratterizzano le famiglie contemporanee, evidenziando come queste siano sempre più fragili dal punto di vista economico e psichico, pur mantenendo il loro ruolo di generatrici di capitale sociale e ammortizzatori dell’impatto delle crisi.
Durante i lavori è emerso un messaggio centrale: il benessere dei nuclei familiari non dipende esclusivamente dal reddito, ma soprattutto dalla qualità dei legami e delle relazioni sociali che caratterizzano la vita di ogni componente. Secondo Spinelli, la famiglia rappresenta un elemento strategico per la coesione sociale delle comunità e per garantire sviluppo e attrattività territoriale. Il vicepresidente ha sottolineato che le strategie di sviluppo economico delineate nel piano “Prospettiva Trentino 2040” si intersecano necessariamente con le politiche familiari, poiché il benessere delle persone risulta strettamente correlato alla qualità del tessuto economico locale.
Il convegno ha evidenziato come le reti sociali familiari siano progressivamente indebolite rispetto al passato, con conseguenze rilevanti sulla capacità di spesa delle famiglie e su una maggiore necessità di ricorrere ai servizi pubblici di welfare. In risposta a questa situazione, la Provincia ha deciso di rafforzare significativamente gli interventi a sostegno della famiglia, della conciliazione vita-lavoro e della natalità già dall’inizio della legislatura.
Tra le principali misure introdotte figura l’istituzione dei nidi gratuiti, operativi dal settembre corrente per le famiglie con indicatore della situazione economica equivalente inferiore a 0,40, mentre per le fasce di reddito superiori è prevista una tariffa dimezzata. L’obiettivo dichiarato consiste nel sostenere la conciliazione tra responsabilità familiari e impegni lavorativi, favorendo contemporaneamente l’occupazione femminile. Nel campo della natalità, la Provincia ha introdotto un assegno dedicato al terzo figlio, che prevede un contributo mensile di 400 euro per un decennio per i nuclei rientranti nella fascia di reddito più bassa, affiancato da ulteriori sostegni economici legati al rientro lavorativo della madre. Sono stati inoltre implementati buoni di servizio destinati alle donne lavoratrici ed è stato avviato EstateLab, una nuova filiera di servizi conciliativi caratterizzata da orari flessibili e orientata all’inclusione.
Miriana Detti, dirigente generale dell’Agenzia per la coesione sociale, ha presentato il “modello Trentino” come strategia innovativa per trasformare la fragilità contemporanea in solidità sociale. La dirigente ha sottolineato come la Provincia consideri la famiglia un asset strategico, a partire dalla legge provinciale 1/2011, che funziona come bussola per l’integrazione della dimensione familiare in tutte le politiche pubbliche. La risposta alla vulnerabilità strutturale delle famiglie si concretizza attraverso la vasta rete dei Distretti famiglia, composta da oltre 1.200 organizzazioni. Questi distretti, mediante strumenti come il Family Audit e il programma Family in Trentino, costituiscono reti efficaci nel contrastare l’isolamento familiare e nel fornire supporto concreto. Detti ha evidenziato l’impegno della Provincia nel 2026 nell’introduzione di nuove azioni, inclusi l’assegno per il terzo figlio e la filiera EstateLab, perseguendo l’obiettivo di integrare le politiche familiari con lo sviluppo economico, il lavoro e la ricerca, trasformando il benessere familiare nel pilastro trasversale dell’azione provinciale.
Il panel scientifico ha visto la presentazione del Rapporto CISF 2025 da parte di Francesco Belletti, direttore del Centro Internazionale Studi Famiglia di Milano, e di Sara Nanetti, ricercatrice presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. L’indagine, che ha coinvolto 1.600 famiglie, evidenzia una forte frammentazione della struttura familiare: solo il 21,9% del campione è costituito da coppie con figli, mentre crescono i nuclei unipersonali e i giovani adulti che rimangono nella famiglia d’origine. Emerge inoltre una chiara tendenza alla denatalità, con il 58,7% delle famiglie che ha un unico figlio. Il rapporto ha evidenziato come il benessere della persona sia il risultato dell’interazione tra individuo, contesto familiare e contesto sociale più ampio. Le famiglie contemporanee risultano caratterizzate da eterogeneità, fragilità economica e psichica, nonché da sentimenti di solitudine e vulnerabilità, sebbene la fiducia nelle relazioni familiari costituisca un importante fattore protettivo.
Agnese Vitali, docente di Demografia presso l’Università di Trento, ha affrontato i temi delle dinamiche demografiche e dell’attrattività territoriale. Dal 2011 la natalità in Trentino ha registrato un calo e ha avuto inizio una fase di decrescita. Vitali ha evidenziato come il vero problema sia che circa un terzo delle persone giunte alla fine della propria finestra riproduttiva avrebbe desiderato avere più figli di quanti effettivamente ne abbiano avuti. La composizione dei nuclei familiari trentini è profondamente mutata: diminuiscono le coppie con figli minori dipendenti, mentre aumentano le persone sole, soprattutto anziane, e le situazioni di separazione o divorzio. Per invertire questo trend, è necessario adottare politiche più favorevoli alla genitorialità e a una vita soddisfacente, che includano misure di welfare, pari opportunità, occupazione, accesso alla casa, riduzione della povertà, conciliazione vita-lavoro, mediante strumenti come la flessibilità oraria e il telelavoro, insieme al miglioramento dell’attrattività complessiva del territorio.
I ricercatori Olga Gorodetskaya e Federico Podestà di FBK-Irvapp hanno presentato una valutazione d’impatto della certificazione Family in Trentino, una politica familiare locale. Pur essendo stata implementata con l’obiettivo di migliorare il benessere dei componenti familiari, essa può potenzialmente esercitare effetti indiretti su variabili demografiche quali il tasso di fecondità e i movimenti di popolazione. L’analisi ha esaminato 136 comuni trentini in un arco temporale di 31 anni. La ricerca ha concluso che la certificazione ha determinato flussi di nuovi residenti più consistenti nei comuni che l’hanno ottenuta, rendendoli dunque più attrattivi rispetto a quelli non certificati. Tuttavia, la certificazione non si è dimostrata in grado di influenzare il tasso di fecondità comunale.

