A Castel Belasi si è tenuta l’inaugurazione ufficiale di “Ritmi Interiori. India, dove i corpi toccano il suolo”, la mostra fotografica di Angelo Redaelli che riunisce oltre settanta scatti realizzati nel corso di più di cinquant’anni di viaggi in India, dagli anni Settanta a oggi. All’evento hanno preso parte l’assessore provinciale all’istruzione e cultura Francesca Gerosa e il presidente del MUSE – Museo delle Scienze di Trento Stefano Bruno Galli. L’assessore ha sottolineato il valore del centro espositivo nel panorama culturale trentino e la sua capacità di far dialogare la memoria del territorio con le grandi sfide contemporanee.
Secondo Gerosa, Castel Belasi rappresenta uno spazio dove l’arte diventa strumento educativo per comprendere il mondo contemporaneo. Le fotografie di Redaelli, ha spiegato l’assessore, trasmettono un contatto quasi sacro con la terra e si collegano idealmente alla mostra satellite del Padiglione di Nauru, che affronta i rischi dello sfruttamento ambientale. “Questo castello è davvero un’aula a cielo aperto, uno spazio dove i giovani trovano un’importante occasione di crescita e di riflessione sul nostro legame con il pianeta”, ha dichiarato.
Il presidente del MUSE Galli ha evidenziato la straordinaria consonanza tra le fotografie di Redaelli e gli obiettivi del museo e di Castel Belasi, che si configura come un laboratorio di pensiero ecologico. Le immagini del fotografo milanese superano i cliché monumentali dell’India per immergersi nella strada e catturare l’essere umano nel suo rapporto con la terra. Galli ha definito l’esposizione “profondamente suggestiva”, sottolineando come Redaelli sia un maestro dello sguardo che da cinquant’anni coglie l’essenza delle relazioni tra l’uomo e il pianeta.
Il percorso espositivo, allestito nelle sei sale del primo piano del castello e arricchito da una fotoproiezione, esplora il rapporto tra il corpo e la terra attraverso gesti quotidiani, ritualità e momenti di vita ordinaria. Uomini, animali e paesaggi vengono immortalati in costante contatto con un suolo inteso non come semplice sfondo, ma come luogo di memoria, relazioni e appartenenza, prima di ogni sua riduzione a risorsa economica.
La mostra, aperta al pubblico dal 18 luglio al 25 ottobre 2026, si inserisce in una programmazione estiva di Castel Belasi fortemente orientata alla riflessione ecologica. L’esposizione dialoga idealmente con “Segnale dalla terra”, mostra inaugurata a giugno in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente e evento satellite ufficiale del primo Padiglione Nazionale della Repubblica di Nauru alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. Curata dal direttore artistico Stefano Cagol, “Segnale dalla terra” getta un ponte tra lo scenario alpino e la piccola isola-stato del Pacifico, simbolo globale di precarietà ecologica ed estrattismo coloniale.
Durante il periodo di apertura, la mostra di Angelo Redaelli sarà accompagnata da una pubblicazione dedicata e da un ciclo di visite guidate speciali insieme all’artista.

