(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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ORDINE DEL GIORNO N. 170. Riforma nazionale sulla disabilità e modalità di attuazione in Trentino.
Approvato dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento nella seduta del 25 luglio 2025 in relazione al disegno di legge n. 62 “Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2025 – 2027”.
La Provincia autonoma di Trento, in virtù della propria autonomia speciale, ha sempre esercitato una legislazione propria in materia di disabilità, corredata da specifici regolamenti attuativi, garantendo un approccio peculiare e radicato nel contesto territoriale.
A livello nazionale è stato introdotto un nuovo sistema di accertamento della condizione di disabilità, disciplinato dal decreto legislativo 62/2024, in attuazione della legge delega sulla disabilità 227/2021.
Tra le principali novità previste dalla riforma vi è un nuovo processo di accertamento della condizione di disabilità, definito valutazione di base, realizzato attraverso una commissione, strumenti di valutazione e di autovalutazione, che non si limiterà alla sola patologia, ma prenderà in considerazione anche il grado di autonomia della persona e il contesto socio-ambientale in cui vive, per una visione più completa e integrata dei bisogni.
Altro pilastro importante della riforma è la valutazione multidimensionale, a carico dei servizi sociali territoriali per l’elaborazione di progetti di vita personalizzati e partecipati, ponendo l’individuo al centro del percorso di inclusione e promuovendo la sua autonomia, partecipazione e piena inclusione sociale.
Un’altra novità fondamentale di questa riforma è il forte ricorso alla digitalizzazione e alla semplificazione burocratica. A livello nazionale il procedimento di valutazione di base sarà gestito dall’INPS, mentre nelle due province autonome di Trento e di Bolzano l’attività rimane in carico all’azienda sanitaria.
A livello nazionale, pertanto, si creeranno le condizioni per automatizzare una serie di processi: dalla domanda di valutazione di base, in relazione all’esito potranno essere rilasciati in automatico i benefici economici, gli eventuali permessi 104, la disability card, ecc….
Inoltre, saranno introdotte nuove modalità di revisione che mirano a evitare che le persone con patologie irreversibili debbano ripetere inutilmente l’iter di valutazione, alleggerendo il carico burocratico per i cittadini più fragili.
Inizialmente, l’applicazione piena della normativa nazionale era prevista per il 2026, con una fase transitoria di sperimentazione per 10 provincie italiane e per alcune patologie.
Con il decreto “mille proroghe” approvato a marzo, sono state introdotte nella sperimentazione a partire dal 30 settembre 2025, ulteriori province (tra le quali anche la Provincia di Trento) ed è stato posticipato al 1° gennaio 2027 l’avvio a regime della riforma.
Considerato che:
• si tratta di una riforma tanto attesa, ma complessa e articolata che rappresenta uno strumento fondamentale per garantire i diritti e migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie su tutto il territorio provinciale;
• sarà una sfida importante che necessita del coinvolgimento ampio di Provincia, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Comunità di Valle, enti del Terzo settore, famiglie ed associazioni rappresentative delle persone con disabilità attraverso un
impegno coordinato e una chiara visione strategica da parte di tutti gli attori coinvolti;
• la grande ambizione sarà quella di fare in modo che ogni persona con disabilità sia effettivamente posta al centro del proprio percorso, diventando protagonista attiva e consapevole del proprio progetto di vita personalizzato. Questo implica il superamento di un approccio meramente assistenziale, garantendo che le decisioni fondamentali relative al futuro di ogni persona con disabilità siano prese in autonomia e autodeterminazione, in linea con i principi di partecipazione e inclusione promossi dalla nuova riforma;
• sarà anche l’occasione per superare la frammentazione dei servizi sociali e sanitari e considerare la persona nella sua interezza, rispondendo ai bisogni in modo coordinato e integrato, migliorando la qualità della sua vita e quella delle famiglie;
• le ambizioni nazionali, attraverso il coinvolgimento dell’INPS, sono quelle di semplificare e velocizzare le procedure per i cittadini;
• l’articolo 20 del disegno di legge di assestamento configura un recepimento tout court della normativa statale, che appena possibile dovrà essere declinato in maniera rispettosa dell’autonomia e dell’esperienza provinciale. Per procedere in tal senso è necessario rivedere in maniera organica la disciplina provinciale in materia.
In previsione di tale adeguamento e per una prima attuazione dell’articolo citato, è necessario intraprendere una serie di azioni e di iniziative.
Tutto ciò promesso
IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
impegna la Giunta provinciale
1) al rafforzamento delle sinergie intercorrenti tra Provincia, Azienda provinciale per i servizi sanitari (APSS) ed APAPI. L’obiettivo è allineare le strategie e le azioni della Provincia e dell’APSS, garantendo una direzione comune e coordinata nell’erogazione dei servizi e nella promozione del benessere delle persone con disabilità;
2) a dare centralità alla comunità di valle quale interlocutore per la persona con disabilità: riconoscendo l’esigenza dei singoli e delle famiglie e riconoscendo il valore delle comunità di valle nella presa in carico territoriale dei bisogni, dovrà essere compito della Provincia accompagnare le comunità nella definizione di assetti organizzativi, anche sovra territoriali, che possano garantire professionalità, competenza, uniformità di trattamento, attraverso personale formato e dedicato alle persone con disabilità con il compito di accogliere le istanze, fornire informazioni complete, facilitare l’accesso ai servizi e coordinare le risposte. La Provincia deve vigilare sulla qualità e sulla omogeneità delle risposte sul territorio provinciale specie nella fase di sperimentazione, valutando di subentrare come soggetto istituzionale di riferimento qualora non si valutassero idonee le risposte;
3) al coinvolgimento degli enti del Terzo settore: è fondamentale individuare gli enti del Terzo settore che operano nel campo della disabilità sul territorio provinciale per avviare con loro un percorso di coinvolgimento attivo e continuativo attraverso incontri periodici e consultazioni mirate, al fine di comprendere le loro prospettive, raccogliere i loro contributi e allineare le direzioni di sviluppo delle politiche provinciali con le esigenze e le proposte provenienti dalla società civile;
4) al consolidamento e valorizzazione del tavolo congiunto permanente: riconoscendo il tavolo disabilità come un contesto formale già attivo e un luogo cruciale di lavoro sulla riforma, si intende rafforzarne la funzione, garantendo che operi in modo permanente. Questo tavolo continuerà a includere rappresentanti della Provincia, dell’APSS, degli enti del Terzo settore e delle comunità di valle. Le sue riunioni si svolgeranno in fase pre-adozione della legge e periodicamente in tutte le fasi successive di attuazione, con l’obiettivo di monitorare l’efficacia delle azioni intraprese, identificare le difficoltà emergenti, proporre e attuare tempestivamente i correttivi necessari, e favorire un dialogo e un confronto costanti per il continuo miglioramento delle politiche e dei servizi;
5) a dare priorità, nell’ambito delle prossime manovre, all’attuazione delle misure in esame compatibilmente con la dinamica della finanza provinciale.
Il Presidente
– Claudio Soini –
I Segretari questori
– Paola Demagri –
– Christian Girardi –
– Roberto Stanchina –
