(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Lo ripetiamo da mesi: la compromissione del Governo Meloni nel risiko bancario, e in particolare nell’operazione Mps-Mediobanca, era evidente ben prima dell’inchiesta della Procura di Milano.
Le notizie di oggi, secondo cui gli inquirenti avrebbero sequestrato i cellulari dei nuovi vertici di Mediobanca – il presidente Vittorio Grilli e l’Ad Alessandro Melzi d’Eril – confermano quanto già denunciavamo.
Già il 30 luglio 2025, molto prima degli ultimi sviluppi giudiziari e persino della nomina dei nuovi vertici di Piazzetta Cuccia, avevamo depositato in Commissione d’inchiesta sulle banche una lista di 20 nomi ‘eccellenti’ da audire nell’ambito del risiko bancario.
Tra questi figurava proprio Vittorio Grilli, all’epoca responsabile europeo di JP Morgan e advisor di Mps nell’operazione su Mediobanca.
Il conflitto d’interessi era visibile a occhio nudo: poco dopo Grilli è stato ‘premiato’ con la presidenza di Mediobanca.
E’ bene ricordare che Grilli è stato Ragioniere generale dello Stato, Direttore generale del Tesoro e Ministro dell’economia.
Quindi è di casa in certi ambienti.
Una dinamica che solleva interrogativi gravi sulla regia politica dell’intera operazione.
Analogo il caso di Alessandro Melzi d’Eril: da amministratore delegato di Anima – società che ha beneficiato dell’ultima cessione del 15% di Mps da parte del Mef – è poi approdato ai vertici di Mediobanca.
Ora entrambi sono al centro degli approfondimenti dei pm, ma ancor prima dei risvolti investigativi la loro nomina rappresentava un evidente segnale politico: la logica premiante e spartitoria con l’assegnazione di posizioni chiave ai protagonisti del risiko favorito dal Governo.
A ciò si aggiunge la gestione opaca e accelerata della cessione di Mps alle cordate amiche Caltagirone–Delfin, nonché il coinvolgimento delle Casse di previdenza nel rastrellamento di azioni Mediobanca.
Tutti elementi che delineano un micidiale groviglio di interessi dietro e dentro un’operazione finanziaria condotta dal Governo con i soldi degli italiani: gli stessi utilizzati per risanare Mps.
Adesso è necessario fare totale chiarezza.
La Commissione d’inchiesta sulle banche ha il dovere di intervenire con tempestività, tutelando il risparmio e l’integrità del sistema finanziario nazionale”.
