(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’aggressione avvenuta a Brescia, con una donna colpita dal marito davanti ai figli, è un fatto gravissimo che ci ricorda una realtà purtroppo consolidata: la violenza più dura contro le donne nasce quasi sempre in casa, da chi dovrebbe rappresentare protezione e non pericolo.
Dai dati risulta che oltre l’80% dei femminicidi e delle violenze gravi avviene all’interno della sfera familiare o da parte di partner ed ex partner. La circostanza che tutto sia accaduto sotto gli occhi dei figli aggiunge un elemento ancora più drammatico: i minori che assistono a episodi di questo tipo vengono a loro volta colpiti, con conseguenze che possono segnare la loro crescita e la loro idea di relazioni affettive.
Voglio ringraziare il Questore Paolo Sartori e le Forze dell’ordine per l’intervento tempestivo. La donna si è salvata, ma questo non può bastare a rassicurarci: il numero dei casi che ogni anno emergono richiede un’assunzione di responsabilità seria e condivisa.
Non possiamo voltare lo sguardo: la violenza va intercettata prima, denunciata e affrontata con una rete vera attorno alle vittime.
