(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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**Dilaga l’asse Meloni-Caltagirone: nuovi intrecci tra governo e gruppo del costruttore romano**
Potrebbe non esserci il solo risiko bancario a dimostrare la ferrea saldatura di interessi tra Governo Meloni e gruppo Caltagirone.
Inchieste a parte, dal risiko emerge sempre più nitidamente che il Governo ha preso Mps, risanata nel tempo con più di 10 miliardi di soldi pubblici, e l’ha messa ‘a disposizione’ del costruttore romano e della Delfin della famiglia Del Vecchio per scalare più facilmente Mediobanca e arrivare a comandare in Generali.
Adesso spunta fuori un emendamento dei relatori al Dl economia all’esame della Camera, con il consueto placet del Governo, che autorizza il Mef a sottoscrivere quote della società Invimit fino a 170 milioni di euro nel 2025 per non meglio precisati progetti di razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio pubblico.
Invimit altro non è che la sgr immobiliare del Ministero dell’economia.
E proprio qualche giorno fa la stessa Invimit ha ufficializzato il suo ingresso tra i soci della Fondazione ROMA REgeneration.
Si tratta di una Fondazione pubblico-privata tra i cui soci c’è anche Caltagirone, attraverso la società immobiliare Fabrica.
Tra i soci della Fondazione ci sono anche la pubblica Acea, che sempre Caltagirone vede tra gli azionisti di minoranza, e Banca Finnat, banca d’affari storicamente vicina al costruttore e da sempre al suo fianco in numerose operazioni finanziarie.
Insomma, dilaga il Governo Caltameloni.
E per l’ennesima volta abbiamo un Esecutivo che davanti saltella, mentre dietro coltiva contatti, cordate e affari.
Gli italiani possono attendere.
